<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741</id><updated>2011-07-07T23:08:17.016+02:00</updated><category term='Flusso mentale'/><category term='L&apos;arte del sogno'/><category term='Amiina'/><category term='morte'/><title type='text'>Spegnete. Quella cazzo. Di luce.</title><subtitle type='html'>E sognai talmente forte che mi usci' il sangue dal naso</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>97</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-1668416281479164661</id><published>2009-07-15T18:35:00.008+02:00</published><updated>2009-07-21T01:05:48.848+02:00</updated><title type='text'>Dopo sei mesi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SmT3ClNuFMI/AAAAAAAAAMM/eX8nwMYkP0k/s1600-h/nightlife-5.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SmT3ClNuFMI/AAAAAAAAAMM/eX8nwMYkP0k/s400/nightlife-5.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5360681080199189698" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Alcuni di voi si saranno emozionati, ammettetelo, quando è iniziata la storia tra &lt;strong&gt;&lt;a href="http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/12/true-love-waits.html" target="_blank" rel="nofollow"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Viola&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; e il nostro eroe. Succede sempre, in fondo, quando le emozioni sono quelle forti: succede lo stesso con Romeo e Giulietta, o addirittura con Jack e Rose di Titanic, per fare due banalissimi esempi.&lt;br /&gt;Facile, direte voi.&lt;br /&gt;Però poi, voi conoscete la vita, sapete come funzionano certe cose. La passione lascia sempre più spazio a piccoli momenti di routine, il gioco di sguardi si affievolisce, le parole si intiepidiscono. Proprio per questo certe storie sono efficaci: perchè non ci raccontano il dopo, rimangono fotografie del tempo in cui tutto e perfetto. Sono storie congelate, immortali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo una telecamera invisibile, capace di andare ovunque. Non abbiamo bisogno di autorizzazioni, non servono in questo caso. Questa telecamera invisibile può infilarsi ovunque, oppure volare a velocità supersonica.&lt;br /&gt;Dall'alto, grazie a questa telcamera invisibile che tutto vede e tutto spia, possiamo scorgere una coppia che cammina tra la folla del centro. Fa caldo, troppo forse, la calca è incredibile e a malapena insopportabile; eppure loro camminano senza farci quasi caso. Riconoscete subito Viola, dallo sguardo profondo e il profumo di fragola (già, questa telecamera sa percepire anche profumi e odori). Sono passati sei mesi, da quella notte in cui pioveva. &lt;br /&gt;Lui le tiene la mano, lei la molla solo di tanto in tanto per dargli una spinta o un piccolo buffetto, quando lui le bisbiglia qualcosa di stupido o di sconcio nell'orecchio sinistro. &lt;br /&gt;Camminano senza fretta: lui sa perfettamente dove andare, mentre lei di tanto in tanto indugia di fronte a qualche vetrina. Lui la tira per un braccio, lei punta i piedi e fa il broncio, ma poi lo bacia e sorride con tutta la faccia.&lt;br /&gt;Entrano in un locale, dove lui l'aveva portata prima di quel fatidico primo bacio, quando tutto sembrava così inspiegabilmente complicato. Lui ordina qualcosa di forte, lei il solito cocktail alla fragola. &lt;br /&gt;Parlano tanto, incuranti del caos e del caldo intorno a loro. Ogni tanto lei si guarda attorno, tamburellando con le dita un ritmo che entrambi conoscono; lui la sbircia in silenzio e si stupisce di quanto sia bella. &lt;br /&gt;Dopo un po' di tempo si alzano e lasciano il tavolino, lei lo prende sottobraccio e si accende una sigaretta.&lt;br /&gt;Prendono un gelato in quel posto poco lontano, poi camminando lentamente si avviano verso casa.&lt;br /&gt;La telecamera li segue fino al portone, poi prende il volo fino al quarto piano e dopo essere entrata dalla finestra li aspetta nel buio dell'ingresso. Per qualche istante non vediamo nulla, poi, quando la porta si apre, la luce del pianerottolo riempie la stanza e il profilo dei nostri due protagonisti che si baciano viene messa a fuoco dall'obiettivo invisibile. Rimangono sull'ingresso a baciarsi un interminabile numero di secondi: lei in punta di piedi, lui le accarezza un fianco e il viso. &lt;br /&gt;Entrano in camera; mentre lei chiude la porta lui, seduto sul letto, la tira a se per un braccio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tre ore dopo. Lei dorme appallottolata dentro un lenzuolo, lui la abbraccia a cucchiaino. Questa telecamera legge nel pensiero e nei sogni: lei sta sognando un prato ricoperto di fiori viola, lui sta cercando di contare i battiti del suo cuore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora: probabilmente il sentimento che avete provato, assistendo a questa serata, avrà poco a che vedere con quello di cui parlavamo prima &lt;br /&gt;Ma pensateci bene: è in quei piccoli momenti quotidiani, preziosi e sinceri, così fragili ma potenti allo stesso tempo, che si nasconde il segreto del sentimento più intimo e misterioso della natura umana. Ripensate a ogni singolo secondo a cui avete assistito: bloccatelo nella vostra mente, e assaporatelo finchè non vi riempia la bocca e lo spirito tutto. &lt;br /&gt;Fatto? Beh, sicuramente le certezze che avevate riguardo l'amore, ovvero che poco a poco sia destinato a sbiadire, cominceranno a vacillare. Beh, almeno per me è così.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-1668416281479164661?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/1668416281479164661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=1668416281479164661&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/1668416281479164661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/1668416281479164661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2009/07/dopo-sei-mesi.html' title='Dopo sei mesi'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SmT3ClNuFMI/AAAAAAAAAMM/eX8nwMYkP0k/s72-c/nightlife-5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-7821614640601825140</id><published>2009-06-08T15:50:00.003+02:00</published><updated>2009-06-08T16:35:11.434+02:00</updated><title type='text'>Al bar</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Si0hmR83XEI/AAAAAAAAAME/ccyasc8AJEM/s1600-h/birra_boccali.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 308px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Si0hmR83XEI/AAAAAAAAAME/ccyasc8AJEM/s400/birra_boccali.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5344965274296081474" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'altra sera mi sono ritrovato a parlare con un mio amico: non ci siamo mai frequentati molto, ma quando ci capita di incontrarci da qualche parte ci raccontiamo volentieri le ultime news, possibilmente annaffiando il tutto di birra. &lt;br /&gt;Mi ha raccontato del lavoro, della sorella partita per l'erasmus, della sua ragazza storica che l'ha lasciato, ormai nove mesi fa circa. Una lunga gravidanza di dolore, l'ha chiamata.&lt;br /&gt;Si parlava poi di desideri e cose del genere, e lui ha detto che, potendo esprimere un desiderio ora come ora, vorrebbe che lei si pentisse e tornasse sui suoi passi. &lt;br /&gt;Vorresti veramente tornare con lei? Gli ho chiesto, rovesciando a terra parte della birra ormai calda. Si, mi ha risposto lui, ma la manderei a quel paese; vorrei solo che tornasse, che si innamorasse di nuovo di me come io lo ero di lei quando mi ha lasciato, per farle il male che lei ha fatto a me, per prima.&lt;br /&gt;Io non ci stavo: cioè, se tu potessi esprimere qualunque desiderio, anche avere tutte le donne del mondo ai tuoi piedi, oppure, che ne so, cento mila miliardi di euro in banca, oppure poter volare, poter essere il miglior giocatore di calcio al mondo, poter uccidere Berlusconi... Beh, rinunceresti a tutto questo solo per far soffrire lei?&lt;br /&gt;Si, mi ha risposto.&lt;br /&gt;Non capisco, gli ho detto io. Cioè, chi mi conosce sa che anche io sono stato lasciato in modo non del tutto carino da una ragazza che mi aveva coinvolto completamente, distruggendo gran parte delle mie certezze e rivelandosi essere ciò che mai avrei creduto. Soffrivo si, ma nove mesi dopo non avrei rinunciato a un desiderio qualsiasi per il puro gusto di vendicarmi. Non l'avrebbe meritato.&lt;br /&gt;Tu l'avevi pure tradita quella, mi ha risposto lui, in modo sbrigativo. E poi non è la stessa cosa. Io sono felice della mia vita, e l'unica cosa che potrei desiderare ora non sono cento milioni in banca o un Berlusconi in meno al mondo, ma che lei soffra. Per me, perchè farebbe stare meglio me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se uno arriva a desiderare il male della persona che lo ha lasciato, nonostante l'amore che c'era prima, secondo me ancora l'ama. Un amore che si trasforma in odio non è poi cosa tanto rara: è nella natura umana, si chiama meccanismo di difesa. &lt;br /&gt;L'indifferenza è il vero contrario dell'amore, non l'odio.&lt;br /&gt;Ma non gliel'ho detto:la verità a volte fa male, e non vorrei che la prossima volta che gli verrà data l'opportunità di esprimere un desiderio, lo sprechi pensando a me.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-7821614640601825140?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/7821614640601825140/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=7821614640601825140&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/7821614640601825140'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/7821614640601825140'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2009/06/al-bar.html' title='Al bar'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Si0hmR83XEI/AAAAAAAAAME/ccyasc8AJEM/s72-c/birra_boccali.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-9020299959928171880</id><published>2009-05-10T19:16:00.004+02:00</published><updated>2009-05-10T19:31:57.869+02:00</updated><title type='text'>Il paese è reale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SgcPfLX5wqI/AAAAAAAAAL0/vLKeI3Xb3no/s1600-h/dente.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 336px; height: 339px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SgcPfLX5wqI/AAAAAAAAAL0/vLKeI3Xb3no/s400/dente.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334249311947047586" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sono andato al cinema da solo, ieri sera. Ogni tanto lo faccio, l'ho scritto anche in un post di non molto tempo fa. &lt;br /&gt;Poco lontano da me c'era un gruppetto di ragazzine, avranno avuto al massimo 14 anni. Erano in quattro se ricordo bene, forse cinque: vestite troppo eleganti per una sera braidese a base di pizza e cinema, imbruttite dal trucco e dai segni dell'adolescenza. &lt;br /&gt;Una di loro, quella seduta più vicino a me, piangeva. Piangeva forte, senza singhiozzi però le lacrime non si fermavano. Le altre ridevano invece. Ridevano e mandavano sms. La più brutta di loro, sformata dentro una maglietta super aderente che sottolineava maggiormente la sua obesità che un giorno (non lontano) le darà sicuramente non pochi problemi, rideva sputando pezzi di pop corn e sudando copiosamente. Intanto la loro presunta amica, piangeva. &lt;br /&gt;Durante tutto il film, un'avventura anche abbastanza carina del più famoso degli X men (avevo bisogno di una dose di cinema trash, non giudicatemi; e poi il bambino che è in me ama i fumetti, chi mi conosce lo sa), lei non ha guardato penso nemmeno un fotogramma. Ogni tanto guardava il cellulare, dentro la borsa; per il resto i suoi occhi erano fissi sul pavimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sono una persona abbastanza cinica: solitamente se vedo una ragazzina quattordicenne, per lo più bruttarella, che piange e si dispera per (probabilmente) un amore mai iniziato, non mi commuovo più di tanto. Sicuramente il ragazzo per cui lei era convinta che la sua vita finisse quel giorno, era a casa a ridere e scherzare con amici, ridere di lei sicuramente. &lt;br /&gt;Quello che mi ha fatto riflettere è il comportamento delle amiche cesse: lei piange, al cinema, al tuo fianco, e tu che fai? Ridi e spari scemenze a ripetizione, non cagandola minimamente? Ai miei tempi esisteva una forma di potere che invidiavo molto: un potere capace di sconfiggere qualunque sofferenza, capace di resuscitare i morti e abbattere universi. Questo potere era la solidarietà femminile. Le mie compagne del liceo, quando una del branco era in difficoltà, abolivano qualunque programma, si chiudevano in una casa con clinex e gelato alla crema, e non ne uscivano fino a quando la malcapitata non aveva urlato al mondo il suo disprezzo per il genere maschile, promettendo magari di diventare lesbica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo mi spaventa della generazione vicina alla mia. Che la gelosia è diventata più forte della solidarietà. Probabilmente l'amica obesa della ragazza piangente era internamente felice di qualunque male affliggesse la sua amica. Perchè questo rendeva meno pesante il suo senso di inutilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Colonna sonora del mese di maggio: Dente (foto), Paolo Benvegnù, Il paese è reale degli Afterhours.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-9020299959928171880?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/9020299959928171880/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=9020299959928171880&amp;isPopup=true' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/9020299959928171880'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/9020299959928171880'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2009/05/il-paese-e-reale.html' title='Il paese è reale'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SgcPfLX5wqI/AAAAAAAAAL0/vLKeI3Xb3no/s72-c/dente.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-5209458468389051114</id><published>2009-03-02T15:58:00.002+01:00</published><updated>2009-03-02T16:02:03.160+01:00</updated><title type='text'>Corrispondente di guerra</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Sav0yR4q8iI/AAAAAAAAALs/K0wTAZJsOWw/s1600-h/morti_iraq_bambina.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 265px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Sav0yR4q8iI/AAAAAAAAALs/K0wTAZJsOWw/s400/morti_iraq_bambina.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5308605730417996322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mi presento. Sono Francesco Di Mauro, ho trentasette anni, e sono un corrispondente di guerra. Il mio lavoro è semplice, non ha bisogno di spiegazioni: quando in qualche paese del mondo c’è un conflitto armato di un qualche interesse per l’opinione pubblica, la testata giornalistica per la quale lavoro mi mette sul primo volo internazionale e in poche ore mi ritrovo sul campo. Nei primi quattro giorni devo garantire un pezzo al giorno, magari corredato di qualche fotografia che rappresenti bambini mutilati, donne sfigurate dal pianto, abitazioni dilaniate dalle bombe; quando invece lo scontro comincia a stabilizzarsi è sufficiente scrivere un resoconto o due a settimana: i lettori vogliono scoop nuovi, e un giornale che fa della morte il proprio frontespizio ha bisogno di novità, di calore, di freschezza.&lt;br /&gt;Sono un corrispondente di guerra: il mio compito è raccontare il dolore e la sofferenza altrui, renderla un prodotto vendibile tra una pubblicità di pannolini e un servizio di alta moda: sono bravo nel mio lavoro, forse uno dei migliori. Proprio per questo ogni volta che entro in una sala stampa, o mi reco dietro le linee di combattimento per preparare un servizio o condurre un’intervista, i colleghi mi salutano con cenni ricchi di malcelata ammirazione. &lt;br /&gt;Ho una bellissima moglie che si chiama Chiara, con la quale ho due figli: Giacomo e Alice. Giacomo ha quattordici anni e gli abbiamo appena comprato un motorino per andare a scuola, Alice ne ha sei ed è già in seconda elementare, perché essendo nata in marzo le abbiamo fatto fare la primina. È una bambina molto intelligente e precoce, dice sempre che vuole fare la giornalista come papà, da grande.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono un corrispondente di guerra, e la scorsa settimana mi hanno mandato in questo piccolo ma turbolento stato africano, nel quale l’ennesimo dittatore ha sollevato dall’incarico il predecessore con l’aiuto dell’esercito e il supporto euforico del popolo e quello tacito del governo degli Stati Uniti. Ma quest’ultima informazione ovviamente non dobbiamo scriverla, noi corrispondenti di guerra, perché tanto alla gente non è questo che interessa. La gente vuole il sangue, la morte, la sofferenza, non i giochi di potere che sono alle spalle di tutti questi orrori. Mia moglie Chiara non voleva che venissi in questo piccolo stato africano, perché erano già due mesi che non tornavo a casa: mi trovavo in Cecenia per raccontare gli scontri contro il potere centrale per l’indipendenza, e prima ancora avevo raccolto le testimonianze dei marines Usa in Iraq e Afganistan. Ci sarebbe stata la festa di compleanno della piccola Alice, e non avrei dovuto perdermela di nuovo, diceva. Inoltre ero già stato via da casa il giorno di Natale, che avevo trascorso in India, prima di recarmi sul confine col Pakistan per scrivere sulle tensioni locali. Alice capirà, le avevo detto velocemente, al telefono satellitare, prima di chiudere per fotografare le milizie locali in festa per la vittoria contro un gruppo di contadini ribelli.&lt;br /&gt;Sono un corrispondente di guerra, e amo il mio lavoro. Per riuscire a raccontare la sofferenza di questi popoli a chi se ne sta comodamente seduto sul divano, ci vuole eleganza, trasporto, creatività. Ma nello stesso tempo è necessario un certo distacco, per evitare di essere coinvolti troppo nelle dinamiche del conflitto, ma soprattutto per riuscire a dormire la notte. E io sono uno dei migliori, e la notte dormo come un bambino. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due giorni fa ero seduto in un bar con Alì, uno dei miei contatti locali: Alì mi raccontava di come alcune delle famiglie più ricche del paese fossero riuscite a creare una specie di controllo assoluto sulle risorse alimentari: in tal modo tutta la popolazione avrebbe potuto accedere alle scorte pagando un prezzo maggiorato, e ciò avrebbe garantito al governo del nuovo leader di avere fondi freschi per poter finanziare la guerra contro i focolai ribelli che si accendevano continuamente.&lt;br /&gt;Mentre parlavamo una bomba era esplosa nel palazzo vicino al nostro: io e Alì ci eravamo buttati sotto il tavolino del bar, ma io, corrispondente di guerra ormai esperto e abituato a certe situazioni, non mi ero perso d’animo. Avevo estratto dalla borsa la mia macchina fotografica, ed ero riuscito a ritrarre alcuni dei miliziani che facevano irruzione nello stabile, con le armi in pugno. Probabilmente un covo di ribelli sotto attacco. Il cellulare aveva suonato, nel frattempo: avevo guardato lo schermo, era Chiara. Fortunatamente avevo rifiutato la chiamata appena in tempo per riuscire a fotografare un ragazzino che correva fuori dal palazzo, a piedi nudi, disarmato. Avrà avuto non più di quattordici anni, l’età del mio Giacomo: correva con tutta la forza che aveva in corpo verso il bar dove mi trovavo io, gli occhi sbarrati dal terrore, la bocca contorta da una smorfia disperata. Alle sue spalle due soldati miliziani avevano aperto il fuoco: tre colpi alla schiena e il ragazzo si era accasciato senza emettere un suono. Una foto incredibile. &lt;br /&gt;L’avevo subito mandata al mio direttore, con un pezzo di fuoco nel quale raccontavo l’accaduto, infarcendolo di particolari e di emozioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono un corrispondente di guerra, e raccontare le emozioni fa parte del mio lavoro. &lt;br /&gt;Oggi mi è arrivata la notizia dall’Italia: la fotografia raffigurante il giovane giustiziato dalle milizie ha vinto uno dei più importanti premi foto-giornalistici a livello europeo. Un riconoscimento che corona una carriera che mi ha reso un corrispondente di guerra famoso e rispettato. Ho immediatamente chiamato alcuni dei miei colleghi e il mio direttore, per dare la notizia. Le televisioni dell’intero Paese hanno contattato il mio giornale per avermi come ospite nei loro programmi di approfondimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono un corrispondente di guerra famoso e rispettato. Mi trovo dietro le quinte di uno dei teatri più belli e prestigiosi del mondo: tra pochi minuti salirò sul palco, dove, di fronte a un gran numero di autorità e celebrità riceverò il premio per la mia fotografia e il lavoro svolto nel paese africano.&lt;br /&gt;Un premio importante e prestigioso, che corona la carriera di una vita. &lt;br /&gt;Il telefonino vibra nella mia tasca, mentre il moderatore della serata pronuncia il mio nome e cominciano a scrosciare gli applausi del pubblico. È un breve messaggio di Chiara, mia moglie. &lt;br /&gt;“Hai dedicato la tua vita a raccontare la distruzione del mondo, e così facendo hai distrutto la nostra vita. È finita, addio”. &lt;br /&gt;Spengo il cellulare, il mio viso non tradisce nessuna emozione. Salgo sul palco e saluto con la mano, mi inchino e sorrido. &lt;br /&gt;Sono un corrispondente di guerra. Questo è il mio lavoro, questa è l’unica cosa che ho sempre saputo fare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-5209458468389051114?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/5209458468389051114/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=5209458468389051114&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/5209458468389051114'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/5209458468389051114'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2009/03/corrispondente-di-guerra.html' title='Corrispondente di guerra'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Sav0yR4q8iI/AAAAAAAAALs/K0wTAZJsOWw/s72-c/morti_iraq_bambina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-5009613018869149206</id><published>2009-02-03T10:19:00.002+01:00</published><updated>2009-02-03T10:22:35.604+01:00</updated><title type='text'>Playlist</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SYgMp1NqwUI/AAAAAAAAALk/uva_hF9ZUQ8/s1600-h/367040191_ef238d0958.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 256px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SYgMp1NqwUI/AAAAAAAAALk/uva_hF9ZUQ8/s400/367040191_ef238d0958.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5298498874399965506" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tutte le mattine era la stessa storia: mia madre mi lasciava di fronte al cancello della scuola, mi dava un bacio e mi diceva di fare il bravo. Scendevo dall’auto, attraversavo la strada e mi appoggiavo al muretto che circondava il cortile; ipod nelle orecchie fumavo lentamente una sigaretta, guardando senza interesse quelle del primo anno che filavano dentro come pecore, puntuali come orologi svizzeri. Era un modo come un altro per godermi qualche minuto di solitudine, prima della routine quotidiana: un modo come un altro di sentirmi bene con me stesso. &lt;br /&gt;Da qualche tempo a questa parte avevo composto una playlist particolare per questo momento, sul mio lettore mp3: Valentina. Valentina era una ragazza del primo anno, conosciuta quasi per sbaglio mentre mi trascinavo nei corridoi studenteschi con qualcuno dei miei soci. Non saprei spiegare cosa mi avesse colpito maggiormente, se il suo modo di camminare o il suo modo di vestire del tutto casuale, oppure quel sorriso così sincero da far male.&lt;br /&gt;Forse ad avermi colpito era proprio il fatto che non riuscivo a spiegarmelo; comunque me ne stavo li, tutte le mattine, ad aspettare per vederla passare, coperta da qualcosa come tre chili di lana tra sciarpe, guanti e berrette colorate. &lt;br /&gt;Quella mattina ricordo che non l’avevo vista arrivare: la campanella era già suonata da qualche minuto e avevo pensato che se ne fosse stata a casa. Faceva particolarmente freddo e nelle mie orecchie suonava Jeff Buckley. Avevo finalmente deciso di entrare quando, voltandomi verso la strada l’avevo vista camminare lenta, con le mani in tasca e lo sguardo basso. Mi ero bloccato, quasi imbarazzato: in strada c’eravamo solo noi, e se mi fossi gettato nel cortile verso l’ingresso, lei avrebbe sicuramente pensato che fuggivo o qualcosa del genere. Tanto meglio rimanermene qua fermo, facendo finta di nulla, mi ero detto tra me, mentre la musica che avevo raccolto per lei mi riempiva le orecchie. &lt;br /&gt;Era a tre metri da me, quando si era fermata. Aveva guardato la facciata del liceo, al di là del cortile, poi aveva puntato quegli occhi troppo grandi verso di me. Facevo finta di nulla, guardando la punta della sigaretta sfidare l’aria ghiacciata. &lt;br /&gt;“Senti, ne hai una?” Mi aveva chiesto. Era la prima volta che sentivo la sua voce. Senza rispondere le avevo allungato il pacchetto; non riuscivo a guardarla negli occhi, sembrava fossi io il bambino e lei la vecchia ragazza navigata.&lt;br /&gt;“Ormai è tardi, tanto vale fumarsene una”, aveva aggiunto poi. Aveva preso il pacchetto, mentre io le offrivo la mia sigaretta per accendere la sua. &lt;br /&gt;Un minuto di silenzio, poi un altro. Si guardava attorno, fumando piano, seduta sul muretto con le gambe incrociate. Il suo corpo era a pochi centimetri dal mio, potevo sentirne il calore, e ogni parola sembrava troppo stupida e banale per essere pronunciata, come in quel film di Tarantino, in cui lei dice a lui che si capisce di aver trovato una persona veramente importante quando si riesce a stare in silenzio senza dover dire per forza una banalità per rompere l’imbarazzo. &lt;br /&gt;“Che ascolti?” Mi aveva chiesto poi. Con la mano nascosta nella tasca avevo cambiato playlist, mettendo sul casuale.&lt;br /&gt;“Niente di che, roba”, le avevo risposto. “Posso?” mi aveva chiesto poi, allungando una mano e fissandomi negli occhi. Senza dire nulla le avevo passato il lettore, per poi far finta di scrivere un sms col telefonino. &lt;br /&gt;Aveva inforcato e cuffie, smanettato un po’ con la selezione, e poi aveva ascoltato chissà quale pezzo in silenzio, guardando il cielo coprirsi di qualche spessa nuvola. &lt;br /&gt;Finita la sigaretta l’aveva buttata a terra, era saltata giù dal muretto, e mi aveva sorriso. Per la prima volta aveva sorriso a me. &lt;br /&gt;“Grazie”, aveva sospirato, gettando fuori l’ultimo sbuffo di fumo. Aveva rimesso l’ipod nella mia tasca e mi aveva salutato con la mano, con uno sguardo malizioso.&lt;br /&gt;Camminando piano, si era avviata verso l’ingresso, ma a metà cortile si era fermata, aveva indugiato per qualche secondo, poi si era voltata verso di me. Immobile, pochi attimi simili a un’eternità.&lt;br /&gt;“Domani mi fai sentire le altre”.&lt;br /&gt;Poi era sparita all’interno dell’edificio. &lt;br /&gt;Avevo tirato fuori il lettore dalla tasca e l’avevo acceso. Playlist Valentina, canzone 1.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le mattine era la stessa storia. Ma non quella mattina. Quella mattina era iniziata una storia diversa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-5009613018869149206?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/5009613018869149206/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=5009613018869149206&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/5009613018869149206'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/5009613018869149206'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2009/02/playlist.html' title='Playlist'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SYgMp1NqwUI/AAAAAAAAALk/uva_hF9ZUQ8/s72-c/367040191_ef238d0958.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-4055314575641388688</id><published>2009-01-23T22:11:00.002+01:00</published><updated>2009-01-23T22:16:07.762+01:00</updated><title type='text'>A spasso con Billy</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SXozjBMBewI/AAAAAAAAALc/nSiEFuctzTQ/s1600-h/Untitled-1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 312px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SXozjBMBewI/AAAAAAAAALc/nSiEFuctzTQ/s400/Untitled-1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5294600988634741506" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Guardo l’orologio appeso al muro sopra la televisione. Le sette. Fuori fa freddo, lo so. Troppo freddo per uscire, ma ai cani non interessa. Se non porto fuori Billy adesso che ho ancora la forza di farlo, poi questa notte farà un bel casino in cucina, e allora dovrò sopportarmi tutte le sue urla e pianti. E dire che il cane è suo: gliel’ho regalato per il nostro anniversario, tre anni fa. Mi aveva baciato con gli occhi lucidi quando aveva visto questo batuffolo di pelo con gli occhi grandi infiocchettato, era il miglior regalo di sempre, aveva detto. Poi avevamo fatto l’amore come non mai. Eravamo grandi insieme ai tempi, devo ammetterlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spengo il televisore con il telecomando, rimango qualche secondo seduto nella stanza buia, poi mi alzo e mi avvicino all’armadio, per prendere il cappotto. Billy capisce subito, e mi saltella intorno, scodinzolando. &lt;br /&gt;Scendo le scale saltando due scalini per volta, come facevo da ragazzo; apro la porticina del condominio e vengo investito da una folata d’aria gelida. Torino è ancora coperta in gran parte dalla neve caduta negli scorsi giorni: al telegiornale hanno detto che da trent’anni non si vedeva una tale nevicata. Mi ricordo a cosa si riferiscono. Ero poco più che un bambino, e mio nonno mi aveva preso sulle spalle per attraversare il parco ricoperto di neve. A lui arrivava fin sopra il ginocchio, e io che non raggiungevo il metro di altezza sarei affondato fino alle orecchie. È un ricordo nitido, questo: uno dei pochi che mi rimangono della mia infanzia. &lt;br /&gt;Allungo un po’ il guinzaglio a Billy, in modo che possa fare i suoi bisogni, tranquillo, nel piccolo parco al centro della piazzetta, mentre io mi appoggio ad un albero e mi accendo una sigaretta.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Non so cosa possa essere, ma il mio rapporto con lei da qualche tempo è cambiato. Non ho mai creduto alla storia che l’amore ha una durata prestabilita, oltre la quale rimane una buona dose d’affetto, qualche carezza e poco più. Anzi, sono sicuro. Noi ci amiamo ancora. Ci sono dei momenti in cui la spio mentre dorme, la notte tardi, e mi so ancora stupire di quanto sia bella. Vorrei svegliarla, per fare l’amore come quando eravamo ragazzi, quando lo facevamo anche tre volte a notte, quando capitava. Ma poi mi blocco, e la lascio ai suoi sogni. Mi volto dall’altra parte e tento per diverse ore di prendere sonno. Inutilmente.&lt;br /&gt;I silenzi di fronte alla televisione sono sempre più lunghi, non ci mandiamo sms e non ci telefoniamo mai durante il giorno. Eppure ci vorrebbe così poco, per riaccendere un po’ di passione. Un piccolo gesto, una carezza o un sorriso. Sto forse condannando a morte il nostro rapporto: una condanna per sfinimento, per fame. Lenta ma inesorabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un vecchio col cappello mi passa accanto e mi porge un timido cenno di saluto. Non so chi sia, ma rispondo con educazione. Le dita che stritolano la sigaretta si stanno congelando, ma non importa: in casa non posso fumare, e l’unica alternativa è l’astinenza. &lt;br /&gt;Billy sta annusando qualcosa dietro un grosso albero, mentre una coppia di ragazzi sulla ventina si siede su una panchina, al centro del giardinetto. Lui ha l’aria di un intellettuale di sinistra poco convinto di se: barba di diversi giorni e capelli spettinati; lei ha un’enorme sciarpa che le fascia il viso e camminava a occhi bassi, prima di sedersi.&lt;br /&gt;Un bimbo vorrebbe salire sull’altalena, ma la madre lo trascina per un braccio, non badando alle sue urla capricciose. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avremmo dovuto avere un bambino. Ce lo ripetono sempre, le altre coppie, quando ci invitano a cena. Sempre dopo aver messo a letto i loro, di figli. Sembra che il segreto per far funzionare un rapporto stia tutto nel mettere al mondo un fagotto urlante. Ci avevamo pensato, a dire il vero, più di una volta. Ma avrebbe voluto dire cambiare radicalmente le nostre vite. Laura aveva una forte passione per il lavoro e l’indipendenza: l’idea di mettere tutto da parte per crescere una creatura la spaventava. Anzi, la terrorizzava proprio. Gli anni sono passati, e adesso credo sia ormai troppo tardi per pensare a una cosa del genere: se le proponessi di fare un bambino ora, so come reagirebbe. In fondo abbiamo già un cane a cui badare, e non ci riesco nemmeno troppo bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I due ragazzi sulla panchina parlano piano. Non riesco a capire se litigano oppure no, ma lo credo improbabile: ogni tanto lei ride a una battuta di lui, che le accarezza una mano, quasi timidamente. &lt;br /&gt;Per qualche secondo invidio la loro intimità: il caos del traffico intorno alla piazzetta, le persone che camminano e tutto il trambusto cittadino sembra non sfiorarli nemmeno, ora come ora.&lt;br /&gt;Lui, ad un tratto, la bacia. Un bacio inatteso, improvviso. Le accarezza il viso con una mano, mentre l’altra si intreccia a quella di lei. Sembrano due quattordicenni che per la prima volta scoprono la magia racchiusa in quel semplice gesto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E mi viene in mente quando ho incontrato Laura per la prima volta. Lavoravo come barman in un locale lungo il fiume; un locale frequentato soprattutto da studenti universitari alla ricerca dell’avventura da raccontare. L’avevo notata subito, tra mille. I suoi occhi. Le sue labbra, i suoi denti perfetti. Le sue mani appoggiate sul bancone. Avevo dato una spallata ad un altro barman del tempo, pur di poterla servire io. Lei aveva notato il gesto e si era divertita della cosa. Per tutta la sera avevamo giocato con gli sguardi; mi aveva aspettato all’uscita e avevamo fatto colazione insieme in un bar, prima che di accompagnarla a casa e ritrovarmi perdutamente innamorato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ragazza sta abbracciando il ragazzo. Ha gli occhi chiusi e l’aria confusa ma felice. È bellissima. Lui le appoggia la testa sulla spalla e le sussurra qualcosa. &lt;br /&gt;Billy torna da me, scodinzolando. Tiene in bocca una pallina da tennis, trovata chissà dove. Lo accarezzo sulla testa, e mi avvio verso la porticina di casa. Un indiano che vende rose mi passa accanto. Lo fermo, e ne compro cinque per Laura, mentre i due giovani si alzano e camminano verso una via laterale. Lei lo tiene sottobraccio, sorridendo. Lui la guarda come se la vedesse per la prima volta.&lt;br /&gt;Salgo in casa e metto le rose in un vaso.&lt;br /&gt;Questa sera, appena entrerà in casa, la bacerò. Come la prima volta. &lt;br /&gt;Mi ero perso, ma infondo non è mai troppo tardi, per ritrovare la strada.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-4055314575641388688?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/4055314575641388688/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=4055314575641388688&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/4055314575641388688'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/4055314575641388688'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2009/01/spasso-con-billy.html' title='A spasso con Billy'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SXozjBMBewI/AAAAAAAAALc/nSiEFuctzTQ/s72-c/Untitled-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-4705853777590052615</id><published>2009-01-11T18:55:00.004+01:00</published><updated>2009-01-11T19:14:58.123+01:00</updated><title type='text'>Sogno</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SWo2w1hIOcI/AAAAAAAAALE/uyCLOA6qip0/s1600-h/palla.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 355px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SWo2w1hIOcI/AAAAAAAAALE/uyCLOA6qip0/s400/palla.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5290100924927719874" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il 2009 ha proprio l'aria di essere un bambino capriccioso, gioca con quella palla contro il muro e cerca di attirare la mia attenzione. &lt;br /&gt;Io sono seduto al solito tavolo, cercando di leggere quel malloppo di articoli per prepararmi a chissà cosa, e lui butta la palla contro il muro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bum. Buuum. Bum! BUUM!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alzo lo sguardo, con aria seria lo fisso per un paio di secondi, lui capisce e torna a guardare la sua palla colorata, tenendola tra le manine. Ha l'aria colpevole, anche se dovrei avercela io.&lt;br /&gt;La fa rotolare piano verso il muro; lei rimbalza senza fare quasi rumore, e lentamente ma inesorabile si avvicina a me, fermando la propria corsa a pochi centimetri dal mio piede.&lt;br /&gt;Lui non sa se avvicinarsi e prenderla o aspettare che gliela passi io. &lt;br /&gt;Dopo un paio di minuti buoni, sbuffando getto la biro sui fogli sparsi, mi stiro la schiena, mi chino e prendo la palla tra le mani. Lui si alza e ha un sorriso speranzoso.&lt;br /&gt;Per tutto l'anno scorso avevo desiderato di giocarci, di poterla finalmente vedere da vicino. Il 2008 infatti era un vecchio scorbutico con un bastone nodoso, e teneva questa stessa identica palla sopra una mensola, dietro la sua sedia a dondolo. Se mi avvicinavo, facendo finta di nulla, brontolava e sventolava in aria imprechi e bestemmie.&lt;br /&gt;Ci sono tutti i colori del mondo, sparsi sulla superficie di questa stupida palla. Un gioco per bambini, come quello che ora si è avvicinato e allunga le sue manine sussurrandomi qualcosa. Qualcosa che ancora non capisco, ma che ho l'impressione che mi convenga stare ad ascoltare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 2009 ha proprio l'aria di essere un bambino capriccioso.&lt;br /&gt;Lo prendo in braccio, e gli racconto una storia.&lt;br /&gt;In fondo, è la cosa che mi riesce meglio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-4705853777590052615?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/4705853777590052615/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=4705853777590052615&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/4705853777590052615'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/4705853777590052615'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2009/01/sogno.html' title='Sogno'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SWo2w1hIOcI/AAAAAAAAALE/uyCLOA6qip0/s72-c/palla.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-8237749901032270685</id><published>2008-12-23T18:40:00.006+01:00</published><updated>2008-12-23T18:58:06.490+01:00</updated><title type='text'>True love waits</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SVEj3-9TodI/AAAAAAAAAK8/Hpu0kBVGZkg/s1600-h/true_love_aww.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 322px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SVEj3-9TodI/AAAAAAAAAK8/Hpu0kBVGZkg/s400/true_love_aww.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5283043282582217170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La prima cosa che ho conosciuto di lei era il profumo di fragola. Ero seduto sul pullman che mi portava a casa dall’università, guardavo fuori dal finestrino. Se avessi saputo che film andava a cominciare, non sarei rimasto lì con quell’aria imbronciata e lo scazzo sempre acceso. &lt;br /&gt;Era inverno: il sole tramontava dietro i palazzi, mentre lei seduta accanto a me si toglieva i guanti e la sciarpa. Mi ero voltato a guardarla per il suo profumo intenso e per il fatto che si era seduta di fianco a me, anche se c’erano decine di posti liberi. Aveva corso per prendere il pullman, aveva l’aria affannata, ma mi ero comunque immediatamente innamorato di lei. La madre dei miei figli, avevo pensato.&lt;br /&gt;Il destino sa scherzare a volte, se poi la selezione casuale dell’iPod diventa sua complice, il gioco è fatto. Il suo sguardo aveva incontrato il mio proprio mentre le prime note di &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=LsJTaMSx3_8&amp;feature=related" target="_blank" rel="nofollow"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;True love waits&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; dei Radiohead prendevano vita nelle mie orecchie. &lt;br /&gt;“Cosa ascolti?” mi aveva chiesto. Senza aspettare una risposta aveva afferrato un’auricolare, aveva ascoltato qualche secondo in silenzio, poi mi aveva detto, come se ci conoscessimo da sempre: “bella, mi piace. D’ora in poi sarà la nostra canzone”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;I'll drown my beliefs&lt;br /&gt;to have you be in peace&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si chiamava Viola, aveva qualche anno in meno e, come avrei scoperto poco dopo, frequentava alcuni corsi insieme a me. &lt;br /&gt;Durante una pausa si era avvicinata, mi aveva chiesto se avessi una sigaretta. Avevo smesso da poco tempo, e mi ero maledetto per questo. Lei aveva sbuffato, appoggiandosi al muro per catturare i pochi raggi di sole capaci di filtrare attraverso le maglie di un dicembre mai così freddo.&lt;br /&gt;Avevamo parlato, principalmente di dischi e di arte, argomenti con i quali mi trovavo abbastanza a mio agio. Non me l’ero sentita di obiettare, quando aveva citato tra i suoi cinque album preferiti Bridge Over Troubled Water di Simon and Garfunkel. Avrei avuto tempo per farle cambiare idea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;I'll dress like your niece&lt;br /&gt;to wash your swollen feet  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi aveva parlato a lungo del suo ragazzo, un certo Claudio con cui stava da circa tre anni, mentre io avevo cercato di farle capire come le donne in cui mi ero imbattuto avevano sempre finito per deludermi. Tranne lei, ma non gliel’avevo mai detto. Uscivamo sempre più spesso, per un cinema, una birra scura o per un cappuccino in quel Caffé letterario che frequentavano tutti i giovani più cool in quel periodo. Più il sentimento per lei cresceva, meno ero capace di descriverlo. Adoravo ogni piccola cosa di lei: le tonnellate di piccole caramelle alla fragola che consumava ogni giorno per nascondere il puzzo del tabacco, i suoi orribili guanti colorati, la sua collezione di sorpresine kinder perfettamente ordinate sulla sua scrivania. Lei diceva di amare il mio lato malinconico, la mia capacità di nascondere a fondo i sentimenti. Giurava che prima di morire mi avrebbe visto piangere, ma lo diceva sorridendo. Migliori amici senza saperlo, affrontavamo la vita gettandoci l’uno sull’altro le rispettive paure; eravamo prigionieri su una nave chiamata ovvietà, dalla quale eravamo però troppo spaventati per decidere di saltare giù e affrontare il mare in burrasca dell’ignoto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Just don't leave&lt;br /&gt;don't leave&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli anni erano passati, senza che riuscissi a dirle quello che provavo, tra un fallimento e l’altro di ogni singola relazione in cui mi ero buttato. Era così ovvio quello che avrei dovuto fare, che sembrava davvero troppo sbagliato. Lei aveva vinto un concorso in un’università a Berlino, era partita con la promessa di scriverci ogni giorno, di vederci il più possibile e di non dimenticare mai che eravamo come la gabbianella e il gatto del famoso racconto. &lt;br /&gt;La sera prima di partire era venuta a salutarmi a casa, invece di andare da Claudio. A lui era sicuramente dispiaciuto, ma non aveva voluto discutere su questo. Eravamo rimasti sdraiati sul letto, ascoltando la nostra canzone in silenzio. Poi era partita. Non si era voltata e senza saperlo si era persa le lacrime che i miei occhi non erano riusciti a trattenere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;And true love waits&lt;br /&gt;in haunted attics&lt;br /&gt;and true love wins&lt;br /&gt;on lollipops and crisps &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci eravamo davvero sentiti praticamente ogni giorno durante la sua assenza. Era tornata carica di progetti e di entusiasmo per il futuro. Era un bel periodo per entrambi, fino a quando un giorno mi aveva detto che andava a vivere con Claudio. Lo aveva detto senza guardarmi negli occhi, imbarazzata dal silenzio che si era creato poi. &lt;br /&gt;Ero felice per lei, ma una parte di me era schiacciata da questa notizia e aveva bisogno di bere. &lt;br /&gt;Avevo regolato i conti con la cosa in un bar, la sera stessa, da solo. &lt;br /&gt;Tornato a casa avevo ascoltato la nostra canzone mille e mille volte. Poi mi ero addormentato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;I'm not living&lt;br /&gt;i'm just killing time&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevo conosciuto una ragazza, poco dopo. Non conosceva i Radiohead, ma era dolce: sapeva di miele e cioccolato. Ci eravamo sposati quasi per gioco, in un marzo particolarmente troppo caldo per i miei gusti. Viola aveva partecipato alla cerimonia insieme a Claudio. Avevamo riso, scherzato, quel giorno, insieme ai parenti riuniti. Ma in me qualcosa non andava, e lo sapevo. Viola aveva il mio stesso sguardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Your tiny hands&lt;br /&gt;your crazy kiss and smile&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come un sogno bruscamente interrotto, il mio matrimonio era finito senza che avessi nemmeno il tempo di rendermene conto. Avevo riportato le mie cose nel mio vecchio appartamento, felice di sentire che quel profumo di antico e libri troppe volte sfogliati non l’aveva abbandonato. Avevo 34 anni, un divorzio alle spalle e troppi fallimenti da sopportare, ma riuscivo ancora a essere ottimista sul futuro.&lt;br /&gt;Una sera Viola aveva suonato il campanello. Le avevo aperto la porta, fuori diluviava e lei era fradicia. Mi aveva abbracciato, senza dire nulla, per diversi minuti. &lt;br /&gt;Lei e Claudio si erano lasciati. Sapeva da sempre di non amarlo, ma si era lasciata trasportare dagli eventi per tutto quel tempo. Ora se ne rendeva conto. &lt;br /&gt;Le avevo prestato una felpa, dentro la quale sembrava un piccolo pulcino bagnato; mi aveva chiesto se poteva fermarsi a dormire per quella notte soltanto. Era bastata.&lt;br /&gt;Ci eravamo baciati, proprio mentre suonava la nostra canzone. Sapeva di fragola. Tutto ciò che mi era sembrato sbagliato in quegli anni, ora sembrava perfettamente coerente, meraviglioso e soprattutto giusto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Just lonely, longing.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi aveva guardato negli occhi, subito dopo. &lt;br /&gt;“È colpa della nostra canzone”, aveva detto. “Se ci siamo baciati?” le avevo chiesto io, accarezzandole i capelli, mentre se ne stava sdraiata affondando il parte del volto nel mio cuscino. &lt;br /&gt;“No, se abbiamo aspettato così tanto”. &lt;br /&gt;Avevo sorriso.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;True love waits.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-8237749901032270685?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/8237749901032270685/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=8237749901032270685&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/8237749901032270685'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/8237749901032270685'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/12/true-love-waits.html' title='True love waits'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SVEj3-9TodI/AAAAAAAAAK8/Hpu0kBVGZkg/s72-c/true_love_aww.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-3585986217976014202</id><published>2008-11-25T00:31:00.002+01:00</published><updated>2008-11-25T01:09:48.005+01:00</updated><title type='text'>Nel parco</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SStCQc68AuI/AAAAAAAAAK0/YynqSUDaOps/s1600-h/parco_autunno.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 250px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SStCQc68AuI/AAAAAAAAAK0/YynqSUDaOps/s400/parco_autunno.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5272380639176032994" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La ragazza cammina lentamente, nonostante il freddo. Di solito il parco è molto affollato nel periodo estivo: ci sono studenti sdraiati sulle coperte a quadrettoni che studiano all'ombra di qualche albero, o bambini che si rincorrono sotto lo sguardo attento delle mamme o delle nonne. Ma in questo periodo è davvero poco frequentato. Solo pochi e infreddoliti passanti lo attraversano per raggiungere il calore casalingo dopo una giornata di lavoro: quasi corrono, con l'espressione tesa di quando si combatte a pugni chiusi contro il nemico Inverno.&lt;br /&gt;Ma lei no. Cammina lentamente, con le mani in tasca e lo sguardo basso. Da dove sono io non riesco a vederla bene in volto, dovrebbe voltarsi leggermente verso sinistra, ma so perfettamente che non lo farà. Immersa nei suoi pensieri tira calci alle foglie secche, come se danzasse senza una meta precisa. Riesco a notare un filo bianco che esce dalla sua tasca destra: le cuffie scompaiono sotto il berretto di lana. &lt;br /&gt;Provo a immaginare che genere di musica stia ascoltando, mi viene in mente una vecchia ballata che dubito però lei possa conoscere. Continuo a guardarla dal punto in cui mi trovo, so perfettamente che non si è accorta di me, nonostante tutto. &lt;br /&gt;Dopo pochi minuti ruota su se stessa, rimanendo un paio di secondi in equilibrio su uno solo degli stivali neri che le fasciano le gambe; si avvicina a una panchina, proprio di fronte a me, e si siede. &lt;br /&gt;Guarda nella mia direzione. Un brivido percorre la mia schiena, mentre i suoi occhi si fondono con i miei. Non può avermi visto, ne sono certo, ma un sorriso appena accennato si disegna sul suo volto, come se con il suo sguardo stesse scavando nel mio cuore. &lt;br /&gt;Ma è solo un attimo. Poco dopo infatti torna guardare il selciato ricoperto di rami e foglie, come se cercasse di trovare un senso all'incoerenza che si trova davanti.&lt;br /&gt;Una goccia di sudore riga la mia fronte, conosco quella sensazione. &lt;br /&gt;Lui mi dice che è lei, ma non voglio credergli. Distolgo lo sguardo, alla ricerca di qualcun'altro. Uno qualsiasi. In fondo al vialetto c'è un vecchio in compagnia di un grosso cane. Probabilmente per sfuggire alle continue urla della moglie, ha portato l'animale a camminare un po' affrontando il freddo. Lo guardo bene, per quel che mi riguarda sarebbe perfetto.&lt;br /&gt;No, il vecchio non va bene, mi dice lui. Maledizione.&lt;br /&gt;Torno a guardare la ragazza. So come andrà a finire, e il dolore si impossessa di me. &lt;br /&gt;Lei è bellissima. Seduta sulla panchina, si è accesa una sigaretta, che stringe tra le dita rese insensibili dal gelo. Le sue labbra. Noto immediatamente le sue labbra. Sono perfette, morbide, calde, nonostante il freddo tagliente. Un bacio soltanto, non so cosa darei per un semplice bacio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Non mi guardare, ti prego, è la tua unica speranza.&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho gli occhi lucidi, quando mi accorgo che lei, soffiando una leggera nuvola di fumo, alza lo sguardo e incrocia per la seconda volta il mio. "Ora", mi ordina lui.&lt;br /&gt;Una questione di pochissimi attimi. Il dito scivola veloce sul grilletto, il colpo è attutito dal pezzo di stoffa avvolto intorno alla canna. &lt;br /&gt;Da qui non riesco a sentire se lei emette un suono oppure no: la vedo barcollare per un secondo, gli occhi rivolti al cielo; un cielo sempre più buio e freddo, mentre il colpo che le ha trafitto il cuore si impossessa della sua vita. &lt;br /&gt;Duecentoventi metri di distanza, il mio nuovo record. Ma è un primato amaro. &lt;br /&gt;Mi alzo dal nascondiglio nel quale ero rimasto sdraiato per diverse ore, mi scrollo di dosso la terra e le foglie marcie. Nascondo il fucile nella borsa, e mi avvio con passo veloce verso la fermata del pullman. &lt;br /&gt;Un bimbo e una nonna mi vengono incontro: li oltrepasso veloce, cercando di non dare nell'occhio. Ma è impossibile.&lt;br /&gt;"Nonna, perchè quel signore piange?" chiede il piccolo, voltandosi a guardarmi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pullman arriva, salgo e mi siedo in fondo. Appoggio la testa al vetro appannato, guardando per l'ultima volta il parco avvolto da una sottile nebbia. &lt;br /&gt;"Devi essere fiero, con questa sono cinque", mi dice lui, nella mia testa. &lt;br /&gt;Asciugo le lacrime, con un movimento della mano. Mi addormento, non prima di aver fantasticato su quel bacio, quel bacio rubato che non avrò mai.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-3585986217976014202?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/3585986217976014202/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=3585986217976014202&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/3585986217976014202'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/3585986217976014202'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/11/nel-parco.html' title='Nel parco'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SStCQc68AuI/AAAAAAAAAK0/YynqSUDaOps/s72-c/parco_autunno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-9085867917102525985</id><published>2008-10-31T15:27:00.004+01:00</published><updated>2008-10-31T15:50:11.606+01:00</updated><title type='text'>Un minuto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SQsbF_Cr4qI/AAAAAAAAAKs/FL_qGJ4qaLs/s1600-h/StreetphotogrpahyDoisneau.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 361px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SQsbF_Cr4qI/AAAAAAAAAKs/FL_qGJ4qaLs/s400/StreetphotogrpahyDoisneau.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5263330379148550818" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;C'era una coppia di anziani seduti su una panchina poco distante da noi, quel giorno, quando ti ho afferrata per un braccio, ti ho tirata a me, e ti ho baciata. In pieno centro, con la gente che scorreva intorno a noi; immobili con gli occhi chiusi e la mente altrove: come in quella foto famosa di Doisneau. &lt;br /&gt;Lui ci ha guardati per qualche istante, poi ha dato un leggero colpo con il gomito a lei, che stava vagando con gli occhi stanchi, altrove. &lt;br /&gt;Lei si è accorta di noi, ha visto la tua mano muoversi lentamente, indugiare, e raggiungere la mia. Ha sorriso, ha guardato lui che le ha borbottato qualcosa. Poi, dopo un paio di secondi di esitazione, lui le ha messo un braccio intorno alla spalla. Proprio come aveva fatto allora, con molti meno anni dentro il sacco, in un tempo in cui io e te non eravamo neppure ipotesi.&lt;br /&gt;Sessanta secondi, immobili, senza respirare. &lt;br /&gt;Tu hai sorriso, io ti ho detto che sei una pazza. Pazza di te, hai risposto. &lt;br /&gt;Abbiamo ripreso a camminare, lasciandoci alle spalle la coppia alla quale avevamo appena regalato la gioia di un ricordo. &lt;br /&gt;Un ordinario minuto, tra tanti ordinari minuti della vita. Ce ne sarebbero stati molti altri di simili, se non più belli, dopo quello. Ma speciale, per una coppia di anziani torinesi, che in quel minuto ha rivisto cinquant'anni di vita insieme condensati in un unico gesto spontaneo.&lt;br /&gt;A Torino, per le vie del centro, succede anche questo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-9085867917102525985?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/9085867917102525985/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=9085867917102525985&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/9085867917102525985'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/9085867917102525985'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/10/un-minuto.html' title='Un minuto'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SQsbF_Cr4qI/AAAAAAAAAKs/FL_qGJ4qaLs/s72-c/StreetphotogrpahyDoisneau.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-3199823617459167093</id><published>2008-10-05T21:17:00.005+02:00</published><updated>2008-10-06T00:15:39.086+02:00</updated><title type='text'>Non ti amerò</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SOkzwNN1Y0I/AAAAAAAAAKk/klAJA6IOzI4/s1600-h/41bf0a87399b6fbced96ed034fc1bd94.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SOkzwNN1Y0I/AAAAAAAAAKk/klAJA6IOzI4/s400/41bf0a87399b6fbced96ed034fc1bd94.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5253787343578817346" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non ti amerò mai più di quel libro che ho letto al liceo,&lt;br /&gt;aveva un titolo lungo e buffo ma ha condizionato il resto della mia vita.&lt;br /&gt;Non ti amerò mai più del Billy Corgan di Adore, &lt;br /&gt;non ti amerò mai di più della Liv Tyler di "Io ballo da sola",&lt;br /&gt;con quesi suoi vestiti a fiori corti che a volte sogno ancora adesso.&lt;br /&gt;Non ti amerò mai di più di una serata con quei due amici, &lt;br /&gt;quando si parlava di cose stupide come sentimenti calcio e donne;&lt;br /&gt;non ti amerò mai di più della mia ragazza quando avevo 16 anni,&lt;br /&gt;anche se era poi risultata una stronza, non ti amerò mai di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ti amerò, perchè lo sento&lt;br /&gt;c'è un pezzo di te in ognuna di queste cose.&lt;br /&gt;Ma ti amerò, perchè lo percepisco&lt;br /&gt;quelle cose le amo perchè appartengono anche a te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ti amerò mai di più dei film di Michel Gondry,&lt;br /&gt;dove il sogno e la vita vera sono fatti della stessa materia.&lt;br /&gt;Non ti amerò mai di più di Andrey Hepburn in "vacanze romane",&lt;br /&gt;dove è un principessa capricciosa, non ti amerò mai di più. &lt;br /&gt;Non ti amerò mai di più del mio viaggio in Inghilterra, &lt;br /&gt;dove ho scoperto che profumo ha, un corpo nudo sopra il mio.&lt;br /&gt;Non ti amerò mai di più del "Bar delle Folies-Bergère" di Manet, &lt;br /&gt;dove tutta la solitudine del mondo è espressa in un solo dipinto.&lt;br /&gt;Non ti amerò mai di più della musica dei Baustelle, &lt;br /&gt;che mi fan tornar bambino, oppure volare via da me.&lt;br /&gt;Non ti amerò mai di più che camminare di notte per Torino,&lt;br /&gt;dove ogni strada via o piazza mi parla e mi consola.&lt;br /&gt;Non ti amerò mai di più del mio computer Mac,&lt;br /&gt;non ti amerò mai di più che la marmellata di fragole fatta in casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ti amerò, perchè lo sento&lt;br /&gt;c'è un pezzo di te in ognuna di queste cose.&lt;br /&gt;Ma ti amerò, perchè lo percepisco&lt;br /&gt;quelle cose le amo perchè appartengono anche a te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Quindi...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non ti amerò mai di più che far la doccia insieme a te,&lt;br /&gt;non ti amerò mai di più che baciarti tutti i giorni,&lt;br /&gt;non ti amerò mai di più che coccolarti tutte le notti,&lt;br /&gt;non ti amerò mai di più che pensare di vivere per sempre insieme a te.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-3199823617459167093?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/3199823617459167093/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=3199823617459167093&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/3199823617459167093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/3199823617459167093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/10/non-ti-amer.html' title='Non ti amerò'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SOkzwNN1Y0I/AAAAAAAAAKk/klAJA6IOzI4/s72-c/41bf0a87399b6fbced96ed034fc1bd94.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-2649283647602687763</id><published>2008-09-29T12:26:00.006+02:00</published><updated>2008-10-01T11:34:03.922+02:00</updated><title type='text'>Tarm</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SONEBoN5jEI/AAAAAAAAAHo/Zz1XDyHs09I/s1600-h/treallegriragazzimorti6es.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SONEBoN5jEI/AAAAAAAAAHo/Zz1XDyHs09I/s400/treallegriragazzimorti6es.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5252116385210403906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sono tornati i Tre Allegri Ragazzi Morti, simpaticamente abbreviabili in Tarm.&lt;br /&gt;Che se senti solo l'acronimo ti sembrano un prodotto per pulire il legno, però se dici: "Ascolto i Tarm", fa molto più figo, anche se probabilmente il 90% della gente sana non capirà a cosa ti riferisci (probabilmente lo stesso 90% che non capirebbe nemmeno se dicessi "Ascolto i Tre Allegri Ragazzi Morti", ma questo è un altro discorso).&lt;br /&gt;Il &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=XiPjlTo6Dqw" target="_blank" rel="nofollow"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;pezzo nuovo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; è un capolavoro letterario, come al solito: il testo è il seguente:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;"E giro il mondo, giro il mondo"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ripetuto 63 volte.&lt;br /&gt;Per la serie, sappiamo come irritarvi e lo facciamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non è obiettivo primario di questo post osannare la ricchezza lessicale dei bravi musicisti di Pordenone, anzi.&lt;br /&gt;Ascoltando il nuovo singolo su Brand New mi è immediatamente riapparso in mente un aneddoto che riguarda il mio periodo "tardoadolescenziale", legato a un loro concerto di tanti tanti anni fa.&lt;br /&gt;Ai tempi ero a malapena liceale, da poco patentato e ricordo che quella sera suonavano i Tarm, in una località non ben definita poco lontana. &lt;br /&gt;Chi mi conosce, sa perfettamente che, soprattutto in quel periodo, ero assolutamente incapace di gestire qualsivoglia rapporto con le ragazze. Se poi quella ragazza si chiamava Valentina, e chi mi conosce sa chi era Valentina... Beh, un bel casino. Quella sera Valentina andava al concerto. Lei odiava i Tarm. Valentina andava al concerto perchè c'era quel tipo che le piaceva: me l'aveva detto, sfidandomi, perchè sapeva quello che provavo per lei, sebbene io continuassi imperterrito a propormi come amico del cuore. &lt;br /&gt;Ero affranto, ma Laura aveva riacceso in me qualche speranza di superare quel momento. Laura era un'amica che vedevo e sentivo poco, Laura era carina alternativa e svarioncella al punto giusto, ma soprattutto Laura aveva avuto una storia con quel fantomatico ragazzo che Valentina voleva a tutti i costi conquistare al concerto. Inoltre, per rendere il quadro ancora più chiaro, tra me e Laura c'era stato qualcosa, un paio di volte. Intendiamoci: non ci eravamo mai baciati, mai toccati, eccetera... Però eravamo andati a tanto così, c'era stata chimica, capite no?&lt;br /&gt;Comunque, quella sera andai al concerto con Laura. Era nel pieno della sua bellezza tutta particolare, molto punk ma nello stesso tempo acqua e sapone. L'idea di entrambi era quella di far ingelosire i nostri reciproci amori tardoadolescenziali, che vedendoci insieme al concerto sicuramente si sarebbero accorti di quanto ci desideravano e amavano e. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non andò propriamente così. Un paio di cose andarono storte.&lt;br /&gt;La prima: io mi "innamorai" perdutamente di Laura. Lo so, chi mi conosce sa perfettamente che il mio "innamorarmi perdutamente" ai tempi non significava molto. Però mi ero invaghito di tutta questa storia del piano, di come lei saltellava ascoltando la musica mettendomi un braccio intorno al collo, eccetera. Mi aveva anche dato un bacio sulla bocca, nell'euforia della cosa, ed io avevo per un attimo dimenticato Valentina. Fanculo, mi ero detto. Laura è infinitamente meglio, e mi vuole.&lt;br /&gt;La seconda: il tipo che piaceva a Valentina, che potremmo chiamare bullobello, Valentina non l'aveva calcolata nemmeno per un secondo. Se n'era stato appoggiato al muro per tutto il tempo, guardando con occhi adulti i ragazzini ballare. Era molto più grande di noi tardoadolescenti, e si vedeva lontano un miglio che ci sapeva fare infinitamente di più. Valentina, quindi, dopo le prime quattro canzoni, se n'era andata con un terzo individuo non chiaramente identificato, che avrei poi scoperto mesi dopo essere diventato il suo ragazzo.&lt;br /&gt;La terza: Laura invece era riuscita perfettamente nel suo piano. Mentre io salutavo alcuni amici, lei si era messa a parlare e poi a limonare durissimo con bullobello: mi aveva poi salutato e confidato che sarebbe stato lui ad accompagnarla a casa. Mi aveva baciato sulla guancia, bisbigliandomi nell'orecchio: "grazie Cico, sei unico!". Se n'era andata portandosi via un ennesimo pezzo di me, proprio mentre I Tarm finivano il concerto con "Occhi bassi", uno dei loro pezzi più celebri. &lt;br /&gt;La quarta: ero rimasto solo, avevo deciso di bermi ancora un paio di birre e tornarmene a casa. Mesi dopo avrei poi scoperto che al concerto c'era una ragazza, più piccola e di cui non riporto il nome per motivi che sarebbe troppo lungo spiegare, che si era invaghita di me e che mi aveva "seguito" per tutta la sera. Io non mi ero ovviamente accorto di nulla, e lei era troppo timida per farsi avanti. Me l'avrebbe detto poi mesi dopo, per l'appunto, di fronte a un caffè in un giorno di pioggia. Ma questa è un'altra storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai tempi non sapevo che tutte o quasi le mie relazioni amorose in futuro non sarebbero state altro che una versione molto più incasinata di quella. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E giro il mondo e giro il mondo!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-2649283647602687763?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/2649283647602687763/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=2649283647602687763&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/2649283647602687763'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/2649283647602687763'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/09/tarm.html' title='Tarm'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SONEBoN5jEI/AAAAAAAAAHo/Zz1XDyHs09I/s72-c/treallegriragazzimorti6es.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-4890595640303640138</id><published>2008-09-12T01:52:00.003+02:00</published><updated>2008-09-12T01:57:28.580+02:00</updated><title type='text'>Cerotti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SMmwYaSYNII/AAAAAAAAAHg/V2goKjaODC0/s1600-h/plaster_wall.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SMmwYaSYNII/AAAAAAAAAHg/V2goKjaODC0/s400/plaster_wall.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244917174469407874" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per alcune ferite, il cerotto non basta.&lt;br /&gt;L'unica cosa da fare, per farle guarire davvero, è strappare via il cerotto: lasciarle respirare e dare loro il tempo di guarire da sole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi: Ti voglio bene, pulce, comunque sia andata :)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Stttttraaaaaap!&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-4890595640303640138?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/4890595640303640138/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=4890595640303640138&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/4890595640303640138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/4890595640303640138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/09/cerotti.html' title='Cerotti'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SMmwYaSYNII/AAAAAAAAAHg/V2goKjaODC0/s72-c/plaster_wall.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-5631634999299719645</id><published>2008-09-02T22:56:00.003+02:00</published><updated>2008-09-03T14:04:57.940+02:00</updated><title type='text'>Ragazza che non conosco</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SL577z4tP9I/AAAAAAAAAHY/9nk6Fsso4pI/s1600-h/piccola4.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SL577z4tP9I/AAAAAAAAAHY/9nk6Fsso4pI/s400/piccola4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5241763283776389074" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ragazza che non conosco, ti scrivo queste poche parole con la speranza che un giorno, chissà dove, ti possano raggiungere. Magari quando sarai un po' triste, seduta con la schiena al muro e la testa appoggiata alle ginocchia; oppure, perchè no, quando sarai al culmine della felicità: le mie parole giungeranno a te per scompigliarti i capelli come una folata di vento d'estate.&lt;br /&gt;Ragazza che non conosco, se mi concentro riesco quasi a vederti, mentre con le tue gambe svelte danzi un ritmo che ti appartiene da sempre, e ti lasci ammirare, in un vestitino leggero che qualche artista del mondo delle fate ti ha disegnato addosso. Balli da sola, con gli occhi chiusi, perchè la musica la puoi sentire solo tu: ma, ragazza che non conosco, ogni tuo passo scandisce una melodia che prende forma nel mio cuore e nella mia mente, intrappolando il mio animo in un dolce vortice senza uscita.&lt;br /&gt;Ragazza che non conosco, ti scrivo perchè ad un certo punto ho pensato di non farcela: dopo molti anni ho incontrato di nuovo quella sensazione di solitudine, una solitudine capace di scavarti dentro una voragine di cui non puoi valutare le dimensioni. Sapevo che era lì, profonda e silenziosa, ma per giorni infiniti mi sono rifiutato di guardarci dentro, spaventato di non saper gestire la sua profondità, una totale Assenza che si trasforma in Presenza inquietante di un qualcosa che non sai spiegare, ma che ti costringe a accucciarti in un angolo come un cane colpevole. Quindi ti scrivo, ragazza che non conosco, perchè quando ho deciso di smetterla di banalizzare il mio cuore, stando ad ascoltare le solite storie e le solite scuse, mi sei venuta in mente tu. Credere nell'impossibile è stata la causa di tutti i miei successi, ma anche di tutti i miei guai, pensandoci bene: qualcuno un giorno mi ha definito un "gambler", e ti assicuro che forse aveva ragione. Ho puntato ogni volta su ogni roulette che mi son trovato davanti, ho giocato anche dove sapevo che probabilmente avrei perso. Perchè, mi chiederai: perchè disprezzavo i luoghi comuni, e non ho mai smesso di credere che quel qualcosa che mi legava a una lei dovesse per forza avere un significato al di là di tutto.&lt;br /&gt;Ragazza che non conosco, ti scrivo e so che forse un giorno risponderai: non sono così disilluso da credere che i sogni non si realizzino mai, anzi: i miracoli a volte sono più frequenti delle tragedie, soltanto che noi non li sappiamo individuare. La mia paura, però, è quella che io possa deluderti, quando finalmente ci saremo incontrati: sono diventato più duro, questo è vero, ma sono scorbutico, un po' orso e la voragine di cui ti parlavo prima ha il brutto vizio di risucchiare anche le persone che mi stanno intorno. Inoltre non ho mai davvero imparato a ballare, e ho il terrore che tu possa annoiarti se ti parlerò soltanto di cinema, di sogni legati a una canzone o di quel libro che tu avresti tanto voluto leggere ma che non hai mai avuto il tempo o la voglia di affrontare.&lt;br /&gt;Forse sono soltanto un mezzo uomo: un eterno bambino in fondo, che ancora rimane a bocca aperta guardando un treno passare, carico di gente anch'essa con le proprie vite che scorrono via, lontane. &lt;br /&gt;Ragazza che non conosco, come potrò piacerti in quei giorni in cui mi assale la malinconia, e soltanto il vedere una foglia che si stacca da un albero mi riempie gli occhi di lacrime per una vita che non ho più, ma che tanto ha significato per me in un tempo che sembra non appartenermi più?&lt;br /&gt;Ma per questo forse ti scrivo, ragazza che conosco. Non credermi quando ti dico che forse preferirei non incontrarti, per paura di deluderti: sono un po' come quelle persone che vogliono credere nei miracoli, ma quando ne hanno uno davanti rinnegano di avervi assistito. &lt;br /&gt;Ci sarà da qualche parte un piccolo bosco, dove potrai insegnarmi a ballare a piedi nudi sull'erba bagnata di rugiada; oppure un fiumiciattolo circondato da massi sui quali potremo sdraiarci e in silenzio ascoltare la musica della natura. &lt;br /&gt;Ragazza che non conosco, io e te ci apparteniamo, anche se dirlo ora così, ad alta voce, sembra quasi violare un segreto millenario. Perchè magari anche tu, ora, ragazza che non conosco, stai guardando fuori dalla finestra, mentre piove leggero e ti sei accesa un'altra sigaretta. Guardi fuori dal vetro appannato, e sogni una mano che ti sfiori leggera, capace di suscitare in te quelle emozioni che non provi più da troppo tempo ormai: pensavi che qualcuno, o qualche scelta sbagliata, avesse ucciso quei sentimenti per sempre, ti eri ormai rassegnata che certe piccole schegge di cielo ormai non ti appartenessero più.&lt;br /&gt;Ma io sono qua, ragazza che non conosco, con il mio bagaglio di fallimenti al quale si accompagna un piccola ma preziosa borsa di sogni e certezze. &lt;br /&gt;Non dire nulla, ragazza che non conosco: guardami soltanto con quegli occhi che non ho mai visto, e il resto verrà da se. &lt;br /&gt;A presto quindi, ragazza che non conosco, oppure "a tra mille anni". Non importa, sai. Perchè so che ci sei, e questo è già una risposta a tutte le domande che, una risposta appunto, ancora non ce l'hanno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-5631634999299719645?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/5631634999299719645/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=5631634999299719645&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/5631634999299719645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/5631634999299719645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/09/ragazza-che-non-conosco.html' title='Ragazza che non conosco'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SL577z4tP9I/AAAAAAAAAHY/9nk6Fsso4pI/s72-c/piccola4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-3094449760030967119</id><published>2008-08-18T14:44:00.003+02:00</published><updated>2008-08-18T14:54:17.104+02:00</updated><title type='text'>Rabbia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SKlvUtWBklI/AAAAAAAAAHQ/6wHGV27sWIQ/s1600-h/iniezione_letale.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SKlvUtWBklI/AAAAAAAAAHQ/6wHGV27sWIQ/s400/iniezione_letale.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235838443354952274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Rabbia.&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Sono due mesi ormai che lo vengo a trovare tutti i giorni, e ancora non mi sono abituato alla sua presenza. Per fortuna presto sarà tutto finito. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Disgusto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Oggi è l’ultima volta che ci vediamo. Questa notte, alle quattro e quarantacinque minuti esatti, il cocktail di curaro, barbiturici e cloruro di potassio metterà fine alla sua vita, e potrò finalmente cancellare dalla mente ogni immagine che lo riguarda. &lt;br /&gt;Il secondino mi apre la porticina che conduce in una minuscola stanza priva di finestre. Mi fa un cenno di saluto con il capo, con uno sguardo severo: la scena si ripete medesima dal primo giorno, da quando ho accettato di seguire il caso. Sostegno psicologico lo chiamano. Come se queste bestie ne avessero bisogno. Si cerca di recuperare le loro anime in qualche modo: qualcuno richiede un prete, ma spesso mandano un tirocinante in psicologia: costa poco e difficilmente si rifiuta.&lt;br /&gt;Io ho accettato subito, appena ho letto il nome del condannato a morte. John Casey. &lt;br /&gt;Entro nella stanza, la luce è troppo forte, come al solito. John è seduto al centro del locale, su una sedia di legno. Di fronte a lui un vecchio tavolo e una seconda sedia, per me. Mi sorride, con un’espressione stanca e coraggiosa, che mi fa venire il voltastomaco. Ma devo mentire ancora soltanto per poco, non posso tradire le mie emozioni proprio ora. &lt;br /&gt;“Alla fine eccoci qua, è giunto il momento”, mi dice, mentre prendo posto di fronte a lui, e sistemo la mia valigetta sul tavolo. Mi considera un amico. Non sa che sono tutt’altro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;John è stato arrestato tre anni fa, dopo aver ucciso dodici persone durante la sua folle corsa attraverso lo stato. Entrava in una casa, costringeva il padre di famiglia a guardare mentre lui violentava la moglie o la figlia. O entrambe. Se era in una buona giornata, torturava i malcapitati, e poi semplicemente li uccideva. Ha distrutto quattro famiglie, senza mostrare il minimo rimorso. Ho visto decine di volte i video del processo: sorrideva beffardo, mentre il giudice leggeva la sentenza. &lt;br /&gt;Potrebbe essere mio padre, ma si è subito aperto con me, fin da i primi giorni. Ha parlato di disagio, di problemi di droga, di alcolismo, di una moglie che lo avrebbe lasciato. Ha anche pianto qualche volta, dando pugni secchi sul tavolo di legno. Ha scritto lettere a i parenti delle vittime, invocando un perdono che mai avrebbe potuto ottenere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allunga una mano sul tavolo, e prende la mia. Io lo guardo con la maschera di interesse che ho costruito in questi mesi, ma una parte di me vorrebbe conficcargli una penna, in quella schifosa mano coperta di sangue.&lt;br /&gt;“Mi sei davvero stato d’aiuto, in questo periodo. So di non essere degno del minimo sentimento da parte di un altro essere umano, dopo quello che ho fatto, ma tu sei la cosa più vicina a un amico che io possa avere”, mi dice, guardandomi negli occhi. Gli rispondo con un sorriso diabolico, scosto la sua mano e apro la mia valigetta. &lt;br /&gt;Non sono un tuo amico, figlio di puttana. Anche se in questi due mesi ho fatto di tutto per diventarlo. Ho finto di interessarmi a te, di capire il tuo dolore. Ho finto addirittura di credere al tuo pentimento. Tutto per arrivare ad essere qui oggi, il giorno che te ne andrai all’inferno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le dodici vittime di John Casey c’erano anche mia madre, mio padre, e mia sorella. Io ero fuori casa, in quel periodo, per un noiosissimo campo scuola in montagna. Non avevo voglia di andarci, ma mio padre aveva insistito. Ti farà bene, conoscerai gente e respirerai aria buona facendo sport. Mi aveva salvato la vita. &lt;br /&gt;Dai referti della polizia avevo potuto apprendere che il porco ha abusato di mia madre, poi le ha tagliato la gola. Dopo, non contento, è passato a mio sorella, mentre mio padre, legato a una sedia, era costretto ad assistere impotente. Aveva ucciso tutti e tre, poi si era cucinato qualcosa, prima di andarsene con il Suv che mio padre aveva regalato a mia madre per il ventesimo anno di matrimonio. &lt;br /&gt;Quest’uomo ha distrutto la mia famiglia, con la stessa semplicità con la quale si spruzza dell’insetticida su un nido di formiche. &lt;br /&gt;Ho cambiato nome, dopo quei fatti, e mi sono iscritto ai corsi di psicologia. Ho studiato, e mi sono laureato con ottimi voti. Ma questi successi accademici non potevano soffocare il mostro che mi viveva dentro da allora. Non riuscivo a interagire con nessuno: le poche persone che provavano a essermi amiche leggevano il dolore che mi marciva all’interno, e poco a poco mi si allontanavano.&lt;br /&gt;Quest’uomo ha distrutto la mia famiglia, ma non solo. Ha distrutto la mia vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho pensato a lungo alla vendetta, quando sono riuscito a diventare il suo sostegno psicologico.&lt;br /&gt;Ma come ci si può vendicare di un condannato a morte? Avrei potuto avventarmi su di lui con un coltello, durante i primi giorni: sarei riuscito a nasconderlo facilmente nel doppiofondo della valigetta. Ma gli avrei fatto soltanto un favore, probabilmente.&lt;br /&gt;No, per vendicarmi avrei dovuto colpire il suo cuore. Per questo ho soffocato i miei sentimenti per due mesi, e ho frequentato il mostro che ha sterminato la mia famiglia. &lt;br /&gt;E ne è valsa la pena. Un giorno John ha ammesso di non aver paura di morire, perché lui avrebbe potuto continuare a vivere nello spirito della sua unica figlia. La sua donna, una poco di buono quanto lui, lo aveva lasciato portandosela via, molti anni prima. Ma John, nonostante la tossicodipendenza e la sua carriera di serial killer, aveva seguito da lontano i progressi della sua bambina, che ormai si era fatta donna. Stava finendo l’università in città, e anche se lei non avrebbe mai sospettato chi fosse suo padre, per lui era l’unico legame di umanità, l’unica cosa buona fatta in una vita di insuccessi e violenza. Aveva pianto, il maledetto, mentre mi raccontava queste cose, mostrandomi una fotografia della giovane che portava sempre con se. Mi aveva abbracciato. Avevo sorriso, affondando la testa nelle sue spalle muscolose. Un sorriso malefico, figlio del mostro che lui, senza saperlo, aveva creato in me. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conoscere Sofia, la figlia di John, non era stato difficile. Avevo finto interesse nei suoi confronti, e dopo un paio di settimane lei mi aveva invitato a salire a casa sua. Aveva gli occhi dolci, un sorriso sincero, un’intelligenza e una cultura invidiabili.&lt;br /&gt;Due giorni fa l’ho invitata per una serata speciale a casa mia. Era entusiasta, poverina. &lt;br /&gt;Mentre le scattavo le foto che voglio mostrare a John oggi, poco prima che il suo cuore cessi di battere, mi sentivo particolarmente eccitato e spaventato contemporaneamente. &lt;br /&gt;Mentre le stampavo, il giorno seguente, mi sentivo anche un po’ in colpa, ma non dovevo lasciare spazio a questo tipo di emozioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ansia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Gli sorrido, mentre apro la busta di carta dentro la quale ci sono le fotografie. &lt;br /&gt;“Devo mostrarti una cosa, prima che sia troppo tardi, John. Ma prima devo raccontarti una storia. Qualche anno fa, mentre tu ti divertivi a spezzare vite innocenti, c’era un ragazzo con tanti sogni. Sognava di essere felice, di riuscire a entrare nella squadra di calcio del college, un giorno. Sognava l’amore, sognava di poter presentare ai propri genitori la propria ragazza, la sera del ballo, e di poter andare in vacanza sulla costa del sud con la propria sorellina, e fumarsi una canna insieme ridendo sul tetto del garage. Sognava di rendere fiera sua madre, un giorno. Tutti sogni semplici, resi vani però dal massacro di uno psicopatico come te, John”. &lt;br /&gt;La mia voce è calma, forse troppo. John mi guarda con aria interrogativa, balbetta qualcosa, ma io continuo a parlare. Ho poco tempo, prima che il secondino bussi sulla porta per dirmi che il mio tempo è finito. &lt;br /&gt;“Hai distrutto la mia vita, uccidendo le persone a me più care. L’hai fatto senza un motivo, senza pensarci. Ma anche se io quel giorno non sono morto, anche io sono una vittima. La tua tredicesima vittima. Stai tranquillo però, non è tutto. Ho dovuto attendere due mesi, fingendo di interessarmi a te, per questo momento. Sai, esiste una quattordicesima vittima. Eccola”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Eccitazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nella busta ci sono tre fotografie. Nella prima, io e Sofia siamo abbracciati di fronte all’oceano, al tramonto. Lei è felice, sorride con i capelli scompigliati dal vento. Ha gli occhi semichiusi e una mano di fronte al viso, sfuocata.&lt;br /&gt;John la guarda e comincia a sudare freddo, lo sento. &lt;br /&gt;“Pezzo di merda, cosa hai fatto…”. Non gli faccio finire la frase, e gli metto davanti la seconda foto: Sofia è sdraiata sul letto, vestita soltanto con una maglietta che lascia scoperta la spalla sinistra. Con un braccio cerca di nascondere il viso: di fianco a lei ci sono io, che la bacio sulla fronte. &lt;br /&gt;Nell’ultima foto, che gli faccio scivolare davanti mentre le lacrime cominciano a solcargli il viso, Sofia è sdraiata su un tavolo di legno, legata, completamente nuda. Il suo corpo è violaceo, ricoperto di tagli e contusioni. Gli occhi sono chiusi, gonfi, mentre le labbra sono viola. Il capo è rivoltato indietro, in una posizione innaturale. Tutto intorno al tavolo si allarga una grande chiazza di sangue scuro. John caccia un urlo, e si prende la testa tra le mani&lt;br /&gt;“Vedi, John, ho cercato in qualche modo di provare quello che tu avevi provato, sterminando la mia famiglia. Ma non ci sono riuscito. Ci ho giocato per quaranta minuti circa, con questa troietta, piangeva e urlava, ma non mi ha soddisfatto. Questo è solo il mio primo esperimento, speravo tu potessi insegnarmi qual è il segreto. Puoi, John?”&lt;br /&gt;Ma lui non risponde. Si tiene la testa tra le mani, urla, piange come un bambino a cui è stato proibito di andare al luna park. Faccio sparire le foto all’interno della valigetta, mi alzo e busso alla porta. Il secondino mi apre, e mi chiede cosa stia succedendo. &lt;br /&gt;Ha paura di morire, gli rispondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Calma.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;John mi vede, tra il pubblico, all’esecuzione. Ha gli occhi gonfi del pianto. Mi urla contro, dice ai suoi boia che io ho ucciso la sua unica figlia. Il delirio di un pazzo, pensano quelli. &lt;br /&gt;Alle cinque e dodici minuti il suo cuore cessa di battere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vado al funerale, Sofia ci tiene ad accompagnarmi. Già, Sofia. Per chi mi avete preso? Non avrei mai potuto mettermi al suo livello. È stato sufficiente un botticino di cloroformio, rubato nell’infermeria del carcere, e una buona dose di trucchi per carnevale. Devo dire che il lavoro è venuto bene: Sofia non si è accorta di nulla, a parte il leggero mal di testa il giorno dopo. &lt;br /&gt;Colpa del vino, le ho detto io. &lt;br /&gt;John è morto con la certezza di aver perso l’unica traccia che era riuscito a lasciare al mondo.&lt;br /&gt;Sono &lt;span style="font-style:italic;"&gt;felice&lt;/span&gt;, dopo molto tempo, per la prima volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“È un duro lavoro il tuo, Alex. Non ti invidio proprio”, mi dice lei, tenendomi la mano, mentre la cassa di legno entra nel forno crematorio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-3094449760030967119?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/3094449760030967119/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=3094449760030967119&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/3094449760030967119'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/3094449760030967119'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/08/rabbia.html' title='Rabbia'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SKlvUtWBklI/AAAAAAAAAHQ/6wHGV27sWIQ/s72-c/iniezione_letale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-8659433981697430791</id><published>2008-08-02T00:43:00.003+02:00</published><updated>2008-11-14T00:26:20.818+01:00</updated><title type='text'>Freie und Hansestadt Hamburg</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SJOVV77D3yI/AAAAAAAAAHI/fNKWtXSmKoo/s1600-h/Aussicht_Hafen_Hamburg.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SJOVV77D3yI/AAAAAAAAAHI/fNKWtXSmKoo/s400/Aussicht_Hafen_Hamburg.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5229687796402478882" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Se cammini la sera tardi per le strade della tua città, rivivi sensazioni che probabilmente in fondo a te sai che mai dimenticherai. Di cui difficilmente potrai fare a meno, nei tuoi momenti di debolezza. Riaffiorano i ricordi felici, sopraffatti a volte da quelli che fanno più male: ma che siano belli o brutti, alla fine, li accetti comunque, perchè quando cammini per le strade della tua città, la sera tardi, fa anche un po' bene farsi un po' del male. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se invece cammini la sera tardi per le strade di una città che non è la tua, magari a centinaia di chilometri da casa, magari in un paese straniero.. Beh le cose cambiano. Ti ritrovi con la testa del tutto altrove a dove avresti potuto immaginare. Rimani con lo sguardo perso nel vuoto per qualche attimo più del previsto, assapori ogni centimetro di questo "nuovo mondo personale" che hai di fronte. Ogni piazza è una scoperta, ogni strada una promessa, ogni locale aperto una nuova avventura. Magari ti appoggi al muretto in pietra antica che confina con il lago, e guardi la skyline di fronte a te, non riuscendo a distinguere ciò che di giorno pareva così chiaro. &lt;br /&gt;Guardi i palazzi, e cominci a capire però anche tu quello che ti raccontava il tuo amico qualche giorno prima: entri nell'ottica dell'abitante del luogo, e puoi addirittura sentirti sicuro di te nell'affermare che questo o quel palazzo sono stati costruiti dopo la guerra, mentre quell'altro è sicuramente precedente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, certi pensieri non ti toccano, quando cammini per una città che non è la tua: non è sicuramente perchè le cose fanno meno male, lo sai bene, ma lontano da casa hai la consapevolezza che l'aereo possa ridecollare, magari con qualche pezza, da dove era precipitato tempo prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti senti un po' parte della città, quando cammini la sera tardi per le sue strade. &lt;br /&gt;Anche se parla una lingua diversa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-8659433981697430791?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/8659433981697430791/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=8659433981697430791&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/8659433981697430791'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/8659433981697430791'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/08/freie-und-hansestadt-hamburg.html' title='Freie und Hansestadt Hamburg'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SJOVV77D3yI/AAAAAAAAAHI/fNKWtXSmKoo/s72-c/Aussicht_Hafen_Hamburg.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-7415593173945128865</id><published>2008-06-26T21:49:00.002+02:00</published><updated>2008-11-14T00:26:20.935+01:00</updated><title type='text'>Paprika!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SGP19-qEYlI/AAAAAAAAAHA/Jgk6DnXPR-o/s1600-h/bimba8hkpq7.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SGP19-qEYlI/AAAAAAAAAHA/Jgk6DnXPR-o/s400/bimba8hkpq7.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5216283238565438034" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;C’era una volta una bambina allegra e vivace, che viveva soltanto nei sogni altrui. Nessuno sapeva con certezza quando era nata, e chi erano i suoi genitori: alcuni sostenevano che lei esistesse già prima dell’invenzione del telefono, o della luce elettrica, mentre altri erano convinti che lei fosse nata ancor prima della scoperta del fuoco. Ma, alla fine, non era questo l’importante: Paprika (questo era il suo nome), esisteva da sempre, fin da quando c’era memoria, e il suo unico piacere era quello di viaggiare attraverso i sogni della gente triste, per poter regalare loro un piccolo ma preziosissimo momento di gioia. &lt;br /&gt;Se un bambino si addormentava con le lacrime agli occhi, perché voleva semplicemente stare alzato fino a tardi, per finire di vedere il cartone animato preferito, Paprika entrava nel suo sogno profondo, lo prendeva per mano e lo conduceva attraverso una fantastica avventura, piena di animali fantastici, folletti e fate. Se invece Paprika s’insinuava nel sonno di un ragazzo innamorato ma non corrisposto, poteva trasformarsi in una giovane orientale, dagli occhi grandi e profondi: seduti di fronte al tramonto del Taj Mahal, lei gli sussurrava parole dolci all’orecchio destro, accarezzandogli i capelli e  tenendogli la mano. Ogni tanto la piccola Paprika amava prendersi cura anche del sonno di qualche dolce nonnino, rimasto ormai solo: gli faceva vivere nuovamente tutte le avventure passate, incontrare amori giovanili, riassaporare momenti ormai sommersi dall’oblio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’era una volta un bambino di nome Orfeo. Anche lui non era un bambino come tutti gli altri, anche se non aveva speciali poteri come quelli di Paprika. Orfeo era un bambino solo: preferiva immergersi in un mondo fantastico da lui creato, piuttosto che giocare a palla con gli amichetti nel parco. Sapeva perfettamente a memoria i nomi dei sette regni che componevano Helroch, il suo impero immaginario: lui era il Re assoluto, tutti i sudditi lo amavano e gli erano riconoscenti per la sua grandezza e saggezza.  Spesso a scuola veniva deriso e canzonato dai compagni di classe, per il suo bizzarro modo di vestire, ma a lui non importava. Era timido con le bambine: se una ragazza lo guardava negli occhi, lui era costretto da una morsa nello stomaco a tuffare lo sguardo nel quaderno sul quale disegnava piccole vedute di Helroch. &lt;br /&gt;Non era mai stato un grande problema, questo, fino a quando non si era innamorato di Sofia. Sofia era una bambina che frequentava la sua stessa classe, e sedeva pochi banchi più indietro. Orfeo non aveva molti amici, quindi durante l’intervallo spesso se ne stava seduto in classe, appoggiato alla finestra, a guardare fuori. Un giorno Sofia gli si era avvicinata e gli aveva chiesto cosa guardasse. Era bellissima: averla così vicina aumentava la sua temperatura corporea; le parole, già poche solitamente, erano tutte bloccate in fondo al cuore. Sapeva che avrebbe dovuto rispondere qualcosa di intelligente, ma non era uscito nulla. Era rimasto impietrito, a guardare fuori, senza dire nulla. Lei, dopo pochi istanti, se ne era andata, con una impercettibile ma quanto mai significativa alzata di spalle. &lt;br /&gt;Non era riuscito a togliersi quella scena dalla testa per tutto il giorno; dopo non aver toccato quasi nulla per cena, si era messo a letto. Sapeva di dover raggiungere i suoi sudditi a Helroch, ma quella notte, per la prima volta, si era addormentato col pensiero straziante di Sofia che rideva di lui, alle sue spalle, con le altre ragazzine della scuola. &lt;br /&gt;E fu proprio quella notte che conobbe per la prima volta Paprika. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paprika non riusciva a capire cosa non andasse in quel ragazzino, ma sentiva che era davvero triste. Qualcosa di grosso doveva essergli successo: aveva deciso di entrare nel suo sogno, per mettere le cose a posto e fargli dimenticare le proprie pene, facendogli vivere un’avventura mai vista prima.&lt;br /&gt;Ma con suo grande stupore, appena entrata nel sogno di Orfeo, si era resa conto di che meraviglia ci fosse: nella mente di quel ragazzino esisteva un mondo meraviglioso, abitato da centinaia di personaggi uno diverso dall’altro. Sulla sommità di una collina erbosa si ergeva un enorme castello dalle mura bianche come l’avorio e le porte e finestre erano completamente dorate. Paprika si era avvicinata con cautela all’enorme ponte levatoio, quasi in punta di piedi sull’erba fresca. Due guardie sorridenti erano in piedi, di fronte all’ingresso, ma si erano fatte da parte con un inchino per permetterle di entrare. &lt;br /&gt;Aveva percorso i lunghi corridoi guardandosi attorno con stupore: ma come poteva tutto questo essere frutto della fantasia di un solo bambino? Dopo diversi minuti, era riuscita ad arrivare alla sala principale del castello: il pavimento di marmo bianco era ricoperto da un enorme tappeto rosso, e appese alle colonne e alle pareti vi erano arazzi ricamati d’oro, argento e pietre preziose. Al centro dell’enorme sala, seduto su un trono intarsiato con scene di battaglia e mitologici scontri tra divinità, vi era Orfeo, avvolto in un mantello color porpora e con un’enorme corona rotonda sul capo. Aveva l’espressione triste, lo sguardo basso, e non si era nemmeno accorto della presenza di Paprika al suo cospetto. &lt;br /&gt;“Maestà”, aveva deto lei, mimando un inchino, “Ho percorso centinaia di miglia per venire qui, a parlare con Voi, spero abbiate la cortesia di ricevermi”. Paprika non sapeva bene come comportarsi: solitamente era lei a reggere le fila del gioco, a creare le situazioni in cui ambientare le situazioni giuste per risollevare i cuori feriti dei suoi ospiti. Invece, nella mente di questo ragazzino con lo sguardo triste, tutto era solidamente costruito, nulla poteva essere modificato. &lt;br /&gt;Era rimasta per qualche secondo in silenzio: poi, dato che il Re non rispondeva, aveva urlato: “EHI!!!!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Orfeo aveva letteralmente sobbalzato sul suo trono: chi era questa buffa e impertinente bambina che si presentava al suo cospetto, in Herloch? Non era sicuramente uno dei suoi sudditi abituali, dato che li conosceva tutti, uno per uno. Non ebbe nemmeno il tempo di riordinare le idee, che lei gli si era avvicinata, gli aveva dato uno schiaffo sulla testa, facendogli calare la corona sugli occhi, e gli aveva urlato: “Sveglia Sire, sveglia!! Il villaggio va a fuoco!!”&lt;br /&gt;E così ebbe inizio il suo rapporto con Paprika: spensero l’incendio al villaggio, grazie all’aiuto della cavalleria reale, ma fu solo l’inizio. Dopo quella prima notte, infatti, ce ne furono molte altre, durante le quali Orfeo e Paprika vissero le avventure più pericolose, affascinati e meravigliose che si possano immaginare: sconfissero draghi, costruirono acquedotti, salvarono la Ninfa che abita il lago e respinsero più volte le armate della pericolosissima Strega Onirika.&lt;br /&gt;Orfeo si sentiva meglio, non solo nei suoi sogni. Giorno dopo giorno, infatti, aveva acquistato, grazie all’aiuto di Paprika, molta sicurezza in se stesso, anche nella vita di tutti i giorni. Era diventato un ragazzo sempre meno timido; aveva addirittura cominciato ad avere amicizie con qualche compagno di classe, e non doveva più voltarsi dall’altra parte quando una ragazzina gli rivolgeva lo sguardo.&lt;br /&gt;Gli anni passavano, e Paprika continuava a frequentare i suoi sogni: era la migliore cosa che potesse accadergli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma come mai Paprika, che raramente frequentava i sogni di qualcuno per più di due o tre volte, si era stabilita ormai da moltissimo tempo in Herloch, con Orfeo? La risposta va ricercata nel fondo del cuore della bambina che viaggia nei sogni della gente: si stava innamorando, per la prima volta nella sua lunghissima vita. All’inizio gli era sembrato buffo, questo piccolo ragazzino con una corona più grande della sua testa: poi, col passare dei giorni, il fascino dell’impero sconfinato creato dall’immaginazione di un comunissimo essere umano le aveva inebriato i sensi, mentre cresceva l’interesse nei confronti di un bambino che si trasformava lentamente in uomo. &lt;br /&gt;I loro giochi si erano fatti sempre più intensi, fino a quando, una notte, si erano baciati sotto la luce delle tre lune che si rincorrono nel cielo di Herloch. &lt;br /&gt;Per la prima volta Paprika aveva sentito quello che le persone chiamano “battito del cuore”. &lt;br /&gt;In poco tempo era diventata la regina del regno di Orfeo, e le cose erano andate bene per diverso tempo. Si sentiva felice, e aveva trascurato i sogni delle altre persone tristi, per godersi questa felicità inattesa, che si interrompeva soltanto quando, al mattino, Orfeo doveva svegliarsi per tornare alla sua vita reale. Tutto sembrava perfetto.&lt;br /&gt;Poi, una notte, tutto era finito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano passati anni, ormai, dal loro primo incontro. Orfeo non era più un ragazzino solo e timido: grazie all’aiuto di Paprika aveva superato molti dei suoi complessi. Adesso, quando una ragazzina gli rivolgeva lo sguardo, non sentiva più il bisogno impellente di scappare, ma rispondeva sicuro con un sorriso deciso. Le compagne di classe avevano smesso di prenderlo in giro, e qualcuna gli aveva addirittura scritto dediche romantiche sul diario.&lt;br /&gt;Orfeo sapeva che tutto questo era merito di Paprika, ma come spesso vanno queste cose, la riconoscenza è un bene assai raro da rilevare. &lt;br /&gt;Non aveva smesso di frequentare Herloch tutte le notti, ma il suo rapporto con Paprika lentamente stava cambiando. &lt;br /&gt;Un giorno, finalmente, era riuscito a trovare il coraggio di invitare fuori Sofia, la sua vecchia compagna di classe, oltre che suo primo vero amore. Sofia aveva accettato, e dopo poco tempo i due si erano fidanzati.&lt;br /&gt;Paprika pianse, lei che mai aveva pianto prima, e per la prima volta desiderò che qualcuno visitasse i suoi sogni, per renderli più belli. Ma lei stessa era sogno, e questo suo desiderio non poteva essere esaudito. &lt;br /&gt;Smise di frequentare i sogni di Orfeo, ma non solo. Da quel giorno in avanti non andò più in visita delle persone tristi, per rallegrarli, ma cominciò a trasformare in incubi i sogni delle persone felici e innamorate. Da sogno, Paprika si era trasformata in incubo: un incubo con il piccolo cuore spezzato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per diverso tempo Paprika non aveva avuto notizie di Orfeo.&lt;br /&gt;Una notte che la malinconia si era fatta però troppo forte, aveva deciso di tornare a Herloch. &lt;br /&gt;Il paesaggio era davvero diverso da come lo ricordava: le mura del castello erano diroccate, ricoperte di erbacce e arbusti; il villaggio era abbandonato, i campi erano bruciati. &lt;br /&gt;Non c’era anima viva in giro. Paprika aveva varcato l’ingresso, percorso i corridoi che un tempo erano stati sfarzosi e ricoperti di ricchezze, ma che ora erano devastati dal fuoco e dall’abbandono. &lt;br /&gt;Quando finalmente era giunta alla stanza centrale del castello, con le lacrime agli occhi, si accorse che una piccola figura era seduta sul trono, con il capo appoggiato alle mani. &lt;br /&gt;Si era asciugata gli occhi con un movimento della manina, poi aveva timidamente chiesto chi era.&lt;br /&gt;Era Orfeo. Non era però lo stesso ragazzo sicuro di se e felice che lei ricordava: era tornato a essere quel bambino timido e triste di un tempo, quello che lei aveva conosciuto anni prima.&lt;br /&gt;Orfeo aveva alzato il capo, era saltato giù dal grande trono e le era corso in contro scoppiando in un singhiozzo. Erano rimasti lì, immobili, per delle ore che avevano il sapore di minuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Orfeo aveva avuto un incidente, dopo che Sofia lo aveva lasciato. Da due anni era in coma, nel letto di un ospedale, durante i quali aveva vissuto sempre in Herloch, sperando che la sua regina tornasse. Ma lei non si era più fatta viva. Senza Paprika Orfeo non era in grado di governare, ormai: aveva trascurato i suoi  sudditi e aveva addirittura permesso alla strega Onirika di conquistare gran parte dei regni. Adesso abitava da solo le fredde mura del castello, che aveva perso il suo antico splendore. &lt;br /&gt;“Rimani con me, Paprika, ricostruiamolo insieme. E questa volta sarà per sempre”, le aveva detto, con le guance rigate dalle prime lacrime che era riuscito a piangere, dopo molto tempo.&lt;br /&gt;“Soltanto se sarà davvero per sempre”.&lt;br /&gt;Poi, si erano baciati. Nel suo letto d’ospedale Orfeo, per una frazione di secondo, aveva sorriso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-7415593173945128865?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/7415593173945128865/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=7415593173945128865&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/7415593173945128865'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/7415593173945128865'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/06/paprika.html' title='Paprika!'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SGP19-qEYlI/AAAAAAAAAHA/Jgk6DnXPR-o/s72-c/bimba8hkpq7.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-3513469575997879198</id><published>2008-06-09T16:46:00.003+02:00</published><updated>2008-11-14T00:26:21.383+01:00</updated><title type='text'>Doccia breve</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SE1CBL7RWPI/AAAAAAAAAG4/wMFz0TdbhM4/s1600-h/doccia.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SE1CBL7RWPI/AAAAAAAAAG4/wMFz0TdbhM4/s400/doccia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5209892932086225138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una delle cose che mi piace più fare ultimamente è la doccia al buio. &lt;br /&gt;Con le luci spente, l'acqua calda che ti scorre addosso ha un sapore del tutto diverso, provare per credere. Le mie docce, poi, sono molto cinematografiche, in questa fase.&lt;br /&gt;Testa appoggiata contro il muro, occhi chiusi, lascio che i miei sensi si disattivino uno dopo l'altro. Rimango così per qualche minuto, con la testa sgombra; poi, inevitabilmente, un pensiero si infila e il flusso inizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso al film che ho visto il giorno prima al cinema, e al tizio seduto dietro di noi che rideva, da solo. Rideva di gusto. L'ultima volta che ero andato solo al cinema non avevo riso, però non mi era dispiaciuto molto. Da soli al cinema fa sfigati, oppure intelettuali di sinistra. Non sono nè l'uno nè l'altro, semplicemente il film faceva schifo a tutti quanti quelli che conoscevo all'epoca, e tant'è. Non mi sono mai fatto di questi problemi, a essere sincero. Penso che avesse una gran colonna sonora, e che un buon film si valuta anche da quanto sono azzeccate le musiche. Penso a quale sia la colonna sonora della mia vita adesso, e non penso che la si possa suonare a una festa. Ma che sia perfetta per essere ascoltata nelle cuffie, a volume medio, camminando da solo in centro, la sera tardi. Non è la colonna sonora che rende la tua vita commedia o tragedia, ma la chiave di lettura che ne dai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso che ha ragione Carrie, che non tutte le storie d'amore sono poemi epici: alcune storie sono racconti brevi, ma questo non le rende meno piene d'amore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-3513469575997879198?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/3513469575997879198/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=3513469575997879198&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/3513469575997879198'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/3513469575997879198'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/06/doccia-breve.html' title='Doccia breve'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SE1CBL7RWPI/AAAAAAAAAG4/wMFz0TdbhM4/s72-c/doccia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-7894033659872129564</id><published>2008-05-29T11:42:00.004+02:00</published><updated>2008-11-14T00:26:21.660+01:00</updated><title type='text'>Senza titolo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SD575h-2AJI/AAAAAAAAAGw/W477M7TYoaY/s1600-h/monica.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SD575h-2AJI/AAAAAAAAAGw/W477M7TYoaY/s400/monica.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5205734447591587986" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SD57vR-2AII/AAAAAAAAAGo/VaZelUiDRY4/s1600-h/nico.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SD57vR-2AII/AAAAAAAAAGo/VaZelUiDRY4/s400/nico.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5205734271497928834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciao Monica. Ciao Nico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-7894033659872129564?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/7894033659872129564/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=7894033659872129564&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/7894033659872129564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/7894033659872129564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/05/senza-titolo.html' title='Senza titolo'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SD575h-2AJI/AAAAAAAAAGw/W477M7TYoaY/s72-c/monica.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-8598023410282778889</id><published>2008-05-12T10:34:00.006+02:00</published><updated>2008-11-14T00:26:21.828+01:00</updated><title type='text'>Fine del mondo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SChM8dZ64VI/AAAAAAAAAGQ/U7qxPv2n4w0/s1600-h/endoftheworld.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SChM8dZ64VI/AAAAAAAAAGQ/U7qxPv2n4w0/s400/endoftheworld.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199490371368444242" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Non c'è tempo, cazzo, levati dalla strada!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non gli piaceva essere scortese, di solito, ma adesso quel tizio sdraiato in mezzo alla strada gli aveva veramente fatto perdere la pazienza. Aveva si e no una quarantina di minuti e sapeva che sarebbe stato difficile arrivare a casa di lei in tempo, figuriamoci se su tutta la strada fino in centro avesse incontrato personaggi come quello.&lt;br /&gt;Mise la mano sul clacson, ma il tizio non ne voleva sapere di spostarsi: si era, anzi, limitato a voltare la testa in sua direzione, mostrando un grande sorriso privo di scherno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ma che ti urli, cosa te ne frega ormai?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando Paolo sentì pronunciare queste parole, capì che nn ci sarebbe stato verso di convincerlo a farsi da parte: fece un piccolo pezzo di retromarcia, poi spinse il piede fino in fondo all'acceleratore, cercando di passare il più possibile vicino al fosso. &lt;br /&gt;L'uomo disteso sull'asfalto riuscì a scansarsi un poco, ma l'auto gli passò comunque su entrambe le gambe: Paolo sentì solo l'urlo di dolore da dentro l'abitacolo, cercando di evitare di guardare nello specchietto retrovisore il risultato del suo atto impulsivo. Ma nn ce la fece: l'uomo si contorceva tenendosi un ginocchio, e urlava frasi incomprensibili verso la sua targa che si allontava a gran velocità.&lt;br /&gt;Beh, durerà poco, pensò, cercando di scacciare il senso di colpa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Percorse, spingendo non poco sull'acceleratore, il tratto di tangenziale: come aveva previsto non c'era praticamente nessuno in giro: alcune automobili erano parcheggiate malamente ai bordi della carreggiata, in stato di totale abbandono. Sapeva che tra pochi minuti anche lui avrebbe dovuto abbandonare la sua auto e proseguire a piedi: sicuramente in centro era impossibile accedere, ci sarebbe stata gente ovunque. &lt;br /&gt;Il cielo cominciava a scurirsi, lentamente: le nuvole occupavano gran parte del cielo e una pioggia fine cadeva sull'asfalto, rendendolo scivoloso. Guardò l'orologio: maledizione, mancava poco più di mezz'ora. Doveva riuscire a raggiungerla prima che fosse troppo tardi, altrimenti non sarebbe riuscito a parlarle. Se solo si fosse deciso un po' prima...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivato nella zona degli ospedali, si rese conto che le sue previsioni erano nuovamente esatte: una schiera di macchine era ferma, incolonnata come nei giorni di sciopero dei mezzi. La differenza era che ora non c'era nessuno sulle automobili. Abbandonate. Tanto non sarebbero più servite a nessuno. Scese senza spegnere il motore, e cominciò a correre sotto la pioggia verso il sottopasso che portava in centro. &lt;br /&gt;Guardò il cielo: nulla faceva presagire che di li a poco sarebbe caduto il meteorite che avrebbe cancellato l'intera umanità. &lt;br /&gt;Mentre imboccava il tunnel sotterraneo, realizzò che effettivamente era normale che non ci fossero segnali atmosferici dell'imminente tragedia: l'impatto era stato previsto nel centro del Brasile: in Italia non l'avrebbero nemmeno visto, forse. Al telegiornale avevano detto che la popolazione del continente americano sarebbe stata spazzata via immediatamente dall'impatto, mentre il resto del mondo avrebbe semplicemente cessato di esistere nel momento in cui il pianeta si sarebbe spezzato in due, per poi disintegrarsi. Rassicurante. Paolo non sapeva nulla di fisica e di geologia, ma adesso il modo in cui sarebbe morto era l'ultimo dei suoi problemi. Cioè, capiamoci: non avrebbe voluto morire, certo. Però di fronte alla cancellazione dell'intera umanità... Beh, la tua morte sicuramente ti preoccupa un po' di meno, rispetto alla prospettiva di essere l'unico ad andarsene tra il disinteresse generale. L'importante era solo riuscire a raggiungerla, prima che fosse troppo tardi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aveva covato dentro le parole giuste da dirle per quasi un anno, e adesso, poco prima che tutto finisse sul serio, voleva che lei sapesse. Romantico no? Dichiararsi all'amore della vita proprio nell'istante prima che un meteorite si porti via non solo lui e i suoi sentimenti, ma anche lei e il suo stupore e altri sei miliardi circa di persone. Per qualche giorno si era sentito patetico, soltanto a pensarci. Aveva rinunciato.&lt;br /&gt;Alcuni suoi amici avevano deciso di aspettare la fine insieme, a casa di un tizio che Paolo conosceva di vista. Grandiso, aveva pensato. Il mondo finisce, e io me ne rimarrò seduto sul divano di un perfetto sconosciuto a bere birra. Sempre meglio però dell'alternativa: andare in chiesa con la famiglia, a pregare per le proprie anime. La madre di Paolo aveva ritrovato la fede sulla via di Damasco, e aveva costretto il marito e Claudia, la sorella più piccola, a partecipare a uno di quei gruppi preghiera che erano stati organizzati per l'occasione. Morire pregando un dio che si permetteva di cancellare in un colpo solo l'intera prole? Naaaa...&lt;br /&gt;Poi, proprio mentre se ne stava seduto sul maledetto divano, aveva guardato fuori dalla finestra, e aveva deciso di andare da lei. Destinazione Torino, in poco meno di un'ora. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensava a queste cose, mentre correva tra le macchine abbandonate. Correva con tutta la forza che aveva in corpo, con la pioggia fine che gli graffiava il volto. &lt;br /&gt;Pensava a quando l'aveva conosciuta alla festa di Maurizio: seduti sul divano avevano discusso su quali birre fossero migliori, se le danesi o le italiane. &lt;br /&gt;Pensava a quando l'aveva rivista in aula studio, quella volta che lei gli aveva tenuto il posto e lui le aveva comprato una rosa bianca.&lt;br /&gt;Pensava a quella volta che si erano quasi baciati sotto la statua col cavallo, ma poi un telefonino aveva suonato.&lt;br /&gt;E pensava al film che aveva in testa da quando era partito. Lui che la chiamava per nome. Lei che si voltava, in silenzio. Lui che le metteva una mano sul viso, lei che provava a dire qualcosa e lui che la faceva tacere con un bacio che neanche nel migliore dei film d'amore. Il tutto ovviamente a rallentatore, mentre intorno il mondo cominciava a esplodere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivò davanti a casa di lei schivando diverse persone, nell'ultimo tratto. Il centro era un vero e proprio casino, c'era anarchia totale, come prevedibile. Il portone era aperto, nel cortile c'erano centinaia di persone che guardavano verso l'alto, incuranti della pioggia. Qualcuno piangeva, qualcuno teneva la propria mano in quella di qualcun'altro.&lt;br /&gt;Mancavano pochissimi minuti allo schianto. Si fece spazio tra la folla, si mise a urlare il suo nome. &lt;br /&gt;Ma non la trovava da nessuna parte. Eppure doveva essere li, lo sapeva. Lei gli aveva detto che avrebbe aspettato la fine in quel cortile, con le sue amiche. &lt;br /&gt;Il telefoninò suonò. Era lei. Rispose&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Dove sei?!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda gli uscì come una minaccia, senza aspettare che lei gli dicesse nulla. Aveva il fiatone, i secondi passavano inesorabili, aveva bisogno di vederla, o avrebbe vagato all'inferno per l'eternità con quel peso. Un inferno particolarmente affollato, tra l'altro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sentì la risposta proprio mentre la terra cominciava a tremare, la gente a urlare. una fortissima esplosione squarciò il cielo, il palazzo di fronte crollò sommergendo gran parte dei presenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;A casa tua&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una seconda esplosione, più forte della precedente, fece volare in aria diverse persone sulla strada di fronte, mentre zampilli di lava uscivano dai tombini come acqua dopo un tremendo temporale. La terra tremava come all'interno di un frullatore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A casa tua. A casa tua. Questa frase gli rimbombò nella testa, per gli ultimi istanti in cui rimase vivo. Un sorriso, sul suo volto. Un sorriso amaro. &lt;br /&gt;Lasciò cadere a terra il telefonino. Poi, il buio&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-8598023410282778889?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/8598023410282778889/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=8598023410282778889&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/8598023410282778889'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/8598023410282778889'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/05/fine-del-mondo.html' title='Fine del mondo'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SChM8dZ64VI/AAAAAAAAAGQ/U7qxPv2n4w0/s72-c/endoftheworld.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-6641611156717214411</id><published>2008-05-07T21:05:00.005+02:00</published><updated>2008-11-14T00:26:22.027+01:00</updated><title type='text'>Amica</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SCIFWe6bqfI/AAAAAAAAAGI/zAjDCnRo4fY/s1600-h/P-chan.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SCIFWe6bqfI/AAAAAAAAAGI/zAjDCnRo4fY/s400/P-chan.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5197722803752380914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La mia amica Laura ha coraggio da vendere, lei. Non come me. L'ho vista piangere una sera; seduta (anzi, rannicchiata) sul divano, aveva un fazzoletto di fronte agli occhi lucidi, come se non volesse disturbare nessuno. I singhiozzi silenziosi attiravano la mia attenzione, ma quando lei se ne accorgeva, sorrideva a una battuta proveniente dal film che c'era in televisione. Massima ammirazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Poi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi si è rimboccata le maniche e ha preso la sua vita in mano. Ha ricominciato a studiare, ridere, vivere. Non ha dimenticato il suo assurdo amore, dopo più di tre mesi, ma l'ha covato nella parte più profonda del suo animo. Non ha disturbato nessuno, non ha imposto la propria sofferenza come un macigno su chiunque la circondi.&lt;br /&gt;Certo, il cuore le rimbomba ancora come un pazzo, e puoi sentirlo davvero, quando passa  in quella strada dove lui va a lezione, vorrei ben vedere. E sarà così ancora per molto tempo, lo sa e non ne ha paura. Sa di esserne ancora innamorata, tanto.&lt;br /&gt;Ma poi si siede nel banco in fondo e si butta con tutta se stessa nella realizzazione del suo sogno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia amica Laura mi ha insegnato tante cose, nonostante sia più piccola di me. Mi ha insegnato che nulla accade per caso, che tutto ha un significato. Anche la sofferenza di oggi, un giorno avrà una spiegazione. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La mia amica Laura mi ha insegnato che a volte staccare la spina, sedersi e respirare a fondo, serve molto più che insistere a martellare sulla pietra più dura.&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Mi ha insegnato che non tutto il male vien per nuocere, e che esseri meravigliosi come noi che vivono quasi esclusivamente con il cuore, alla fine vengono sempre premiati. &lt;br /&gt;Ma, soprattutto, mi ha insegnato a volermi bene. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi grazie, amica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-6641611156717214411?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/6641611156717214411/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=6641611156717214411&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/6641611156717214411'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/6641611156717214411'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/05/amica.html' title='Amica'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SCIFWe6bqfI/AAAAAAAAAGI/zAjDCnRo4fY/s72-c/P-chan.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-8576575487010928234</id><published>2008-04-30T20:24:00.003+02:00</published><updated>2008-11-14T00:26:22.213+01:00</updated><title type='text'>Il punto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SBjBUfGf4lI/AAAAAAAAAGA/rKrtvpKVstg/s1600-h/meletti_caffe.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SBjBUfGf4lI/AAAAAAAAAGA/rKrtvpKVstg/s400/meletti_caffe.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195114727862166098" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;E allora qual'è il punto?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giacomo guardò Ilaria negli occhi, bevve un sorso di birra tiepida e cercò di riordinare le idee. &lt;br /&gt;Sapeva che quella domanda sarebbe arrivata, prima o poi, era nell’aria da una buona mezz’ora. Gli amici solitamente hanno la tendenza a non chiedere certe cose, anche se ne avrebbero tutti i diritti, pensò. Anzi, ne avrebbero il dovere! Invece no: se ne stano li, fermi e zitti, ti ascoltano in silenzio e ti dicono che tutto si aggiusterà. Ti guardano con uno sguardo sinceramente triste, ti danno pacche sulle spalle e ti dicono che presto le cose torneranno a girare per il verso giusto. &lt;br /&gt;Ilaria era sempre stata differente. Aveva ascoltato tutta la sua storia, l’aveva guardato attentamente per diversi minuti, mentre lui snocciolava la questione, analizzando in modo il più possibile distaccato la sua recente depressione. Aveva annuito dopo alcuni passaggi, aveva scosso la testa dopo altri, ma non aveva mai commentato. Non lo aveva mai interrotto. &lt;br /&gt;Poi, quando lui aveva finito di parlare, soddisfatto di come aveva elaborato con chiarezza e perfezione la situazione, lei aveva sorriso. Aveva guardato per qualche secondo nella sua tazzina di caffè, come se stesse cercando una qualche ispirazione. Poi aveva fatto quella domanda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lui e Giada si erano amati a lungo. Poi, un giorno, lei lo aveva lasciato. Lui non sapeva se lei avesse conosciuto un altro ragazzo, però era l’unica spiegazione che riusciva a darsi, quando mordeva le lenzuola nelle notti insonni. Spesso è più facile trovare qualcosa a cui dare la colpa, quando le cose non vanno, e forse Giada aveva fatto lo stesso ragionamento. &lt;br /&gt;Aveva deciso di superare la cosa: spesso cercava di convincersi che alla sua età si credono speciali delle storie normali. Era uscito con diverse ragazze, dopo i fatti. Ma nessuna era lei. &lt;br /&gt;Claudia, ad esempio. Lei era una ragazza splendida, bellissima, ambita dal cinquanta per cento almeno del suo corso. Erano andati a letto diverse volte, dopo che Giada se n’era andata, e sicuramente gli era piaciuto. Però, purtroppo, non era lei. &lt;br /&gt;Paola, poi. Paola si era innamorata di lui, della sua capacità di raccontare le storie, di inventarsi un regno tutto loro dove scappare, quando il mondo era troppo brutto per viverci. Insieme, lui e Paola, avevano viaggiato, parlando al telefonino: una notte erano stati sultani di un piccolo ma ricco paese orientale, la notte successiva lei si era per incanto trasformata in una pericolosa ricercata, e lui in un poliziotto che la aiutava a fuggire. Paola aveva cercato di uccidersi, l’anno precedente, e gli chiedeva spesso, prima di chiudere la telefonata, come sarebbe potuta sopravvivere se lui non fosse comparso all’improvviso. Avevano fatto l’amore, una sera, guardandosi negli occhi, con le dita intrecciate e un sospiro soltanto. Ma non era lei. Paola aveva tutto per essere amata, per essere la donna giusta: tristezza, follia, bellezza, profondità, cultura. Ma non era Giada.&lt;br /&gt;Forse il problema era che lui e Giada avevano continuato a sentirsi, di tanto in tanto: erano telefonate brevi, fanciullesche, per la maggior parte silenziose. Lei gli diceva “mi manchi”, “forse ho fatto un errore”. Lui respirava piano, cercando di rallentare il battito, sapendo che qualunque cosa avesse detto, non sarebbe servito. O forse era lui a essere sbagliato. Non era mai riuscito a concepire un rapporto con una donna privo della profondità degli occhi, dell’emozione del primo contatto fisico; nelle storie che lui amava raccontare c’era sempre uno sguardo individuato in mezzo a mille, che sapeva entrare nel profondo dell’animo e attanagliare le emozioni più intestine. Pensava fosse stupido perder tempo con qualcuno che non sa suscitarti quel tipo di emozioni: la vita è troppo breve per banalizzare se stesso con un amore che non è amore.&lt;br /&gt;Il dolore, col passare dei giorni, era stato sostituito da una sostanziale apatia che gli aveva permesso di ricominciare a vivere, ma lo stare bene, beh, era un’altra cosa.  Riusciva a passare anche due o tre giorni senza pensare a Giada, era tornato a ridere e a bere con gli amici di sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, aveva incontrato Ilaria al solito bar. Erano diversi mesi che non si vedevano e lei voleva essere aggiornata su tutto. Ilaria adorava Giada: aveva spesso sostenuto che erano perfetti insieme, la dimostrazione che l’amore davvero può avere un significato. &lt;br /&gt;Poi, quella domanda. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Giacomo, ho capito perfettamente la situazione”, aggiunse, visto che il nostro non era riuscito a far altro che borbottare qualcosa, “Ma il punto qual è? Mi hai raccontato tutta la storia come se fosse scritta su un libro dell’ottocento, come se l’avessi letta centinaia di volte. Hai perfettamente in mente la tua situazione, e non posso credere che il vecchio amico che io conosco così bene possa essere ancora qui, dopo tutto questo tempo, a piangersi addosso su quanto la vita sia stata ingiusta con lui. Tu non piaci alle donne, tu le fai innamorare. È un dono prezioso questo, non devi sottovalutarlo. Ma devi trovare questo maledetto “punto” adesso. Devi, dopo esserti raccontato per centomila volte questa storia, rispondere a una semplice domanda: e quindi?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giacomo guardò con rassegnazione il sorriso malefico che si era disegnato sulle labbra perfette della sua amica. Aveva ragione. Era perfetta la ricostruzione dei fatti, era perfetto tutto. Aveva addirittura ragione, quando pensava che Giada un giorno si sarebbe pentita di tutto. E quindi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi disse ciò che aveva nel cuore, l’ultima parte della storia, quella che non aveva raccontato a nessuno. Che aveva cercato in tutti i modi di nascondere anche a se stesso. &lt;br /&gt;“E quindi, mia cara, io non voglio essere come tutti gli altri. Tutti avrebbero sorriso, dopo il lungo pianto, e avrebbero continuato a vivere la propria vita, buttandosi nel lavoro, nello studio, ma soprattutto tra le braccia di un’altra. Tutti avrebbero ascoltato canzoni tristi e coraggiose, avrebbero intonato Farewell di Guccini e voltato pagina su una storia che altro non era che una storia normale.&lt;br /&gt;Ma io so che la mia era speciale. L’amore, se ce l’hai nel cuore, non puoi espellerlo. O lo annaffi, e lo curi, oppure ti marcisce dentro, e ti distrugge. Quindi vivrò la mia vita, ovviamente; continuerò a seguire i miei sogni, uno dopo l’altro. Ma non le dirò mai: “forse un tempo le mie parole potevano commuoverti, ma ora è inutile perché ogni volta che piangi e che ridi, non piangi e non ridi con me”. Perchè un giorno lei guarderà indietro a quello che siamo stati noi due, e io farò lo stesso: potremo avere un sacco di rimpianti, un sacco di rimorsi, oppure potremo pensare che nonostante il male che ci siamo fatti, siamo stati speciali l’uno per l’altra. Ilaria, capiscimi almeno tu: ecco qual è il punto. Io voglio continuare a essere speciale, e voglio che lei continui a esserlo. Perché quel giorno, in mezzo a mille, lei ha catturato il mio sguardo e l’ha fatto suo, e quando la guardo negli occhi, vedo ancora la stessa luce. Non posso pensare che non voglia significare nulla”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ilaria sorrise. “Eccoti, Giacomo. Sei tornato”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-8576575487010928234?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/8576575487010928234/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=8576575487010928234&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/8576575487010928234'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/8576575487010928234'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/04/il-punto.html' title='Il punto'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SBjBUfGf4lI/AAAAAAAAAGA/rKrtvpKVstg/s72-c/meletti_caffe.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-5425471433330147475</id><published>2008-04-22T17:35:00.003+02:00</published><updated>2008-11-14T00:26:22.472+01:00</updated><title type='text'>Incontro</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SA4Ru_Gf4kI/AAAAAAAAAF4/eEFdNxGxP6k/s1600-h/torinograndtour-13.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SA4Ru_Gf4kI/AAAAAAAAAF4/eEFdNxGxP6k/s400/torinograndtour-13.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5192106919315104322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'uomo è seduto su una panchina di pietra, una di quelle che circondano la piazza.&lt;br /&gt;Avrà 50, forse 60 anni, è grande e grosso. Ha una camicia che potrebbe coprire un'utilitaria in caso di pioggia, se volesse; un paio di enormi pantaloni scuri e due canoe al posto delle scarpe. &lt;br /&gt;Mi correggo, non è seduto su quella panchina: ci è crollato letteralmente sopra, qualche minuto fa, e non si è più mosso. Singhiozza come singhiozzano i bambini di cinque anni a cui hanno portato via il lecca lecca. Il volto rotondo è ricoperto da una folta barba grigia, che si sta inzuppando delle lacrime che gli sgorgano dagli occhi, come un fiume che straripa dopo giorni di pioggia. &lt;br /&gt;Tra le mani ha un foglio di carta, mezzo piegato e stropicciato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sto passando proprio in quel momento. Il vuoto che ho dentro è in parte colmato dalla musica di De Adrè. Lui mi capisce, lui ha provato le stesse cose che provo io, le ha elaborate e trasformate in poesia. Sicuramente lo invidio per questo. &lt;br /&gt;Una vocina nella testa mi stuzzica: "Hai sempre voluto essere triste e coraggioso come lui. Bene, ora che lo sei, non ti lamentare". &lt;br /&gt;Incrocio lo sguardo dell'omone. Non cerca conforto, a differenza di me. Passo oltre, facendo finta di nulla, ma quegli occhi grandi e lucidi mi hanno aperto una voragine dentro. &lt;br /&gt;Mi volto, lo guardo. Ha abbassato gli occhi, legge qualcosa. &lt;br /&gt;Torno indietro, mi siedo vicino a lui, tolgo un'auricolare che suona Hotel Supramonte. &lt;br /&gt;Non so cosa sto facendo, ma sto fermo li a guardarlo, seduto a pochi centimetri: il suo grosso torace si gonfia ad ogni respiro, ho la sensazione che possa esplodere da un momento all'altro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non succede. Anzi, si calma quasi, e il pianto diventa leggero, quasi impercettibile. Poi parla. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ho perso una figlia, l'ho persa senza averla mai vista. Lei, la mia ragazza, era incinta, quando se n'è andata da me, per tornare al suo paese. In Argentina. Non me l'aveva detto e non potevo saperlo. Poi mi ha scritto anni dopo, dicendo che era felice, perchè aveva Paula. Mia figlia. Mi ha detto che dovevo andare a trovarle. Io non l'ho mai fatto, perchè l'odiavo per avermi lasciato qui solo, senza spiegazioni. Non le ho nemmeno risposto alla lettera. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non lo interrompo, vorrei alzarmi per andarmene anzi. Ma rimango seduto, come impetrito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Sono sempre rimasto solo, da quel giorno. Non sapevo se odiarmi o odiarla, se amarmi o amarla. Ho deciso di non scegliere, e ho vissuto senza vivere. Sono passati quasi vent'anni, lei mi ha telefonato e mi ha detto che Paula si sarebbe sposata. Le ho detto di lasciarmi stare, come uno stupido orso. Non ho perdonato, nemmeno così tanto tempo dopo, perchè? Perchè sono uno stupido, uno stupido orso.&lt;br /&gt;Ora mia figlia ha avuto un incidente, e l'ho persa senza mai vederla. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cazzo, penso. Dovrei trovare in fretta qualcosa da dire. Ma non riesco a dire nulla. &lt;br /&gt;Lui mi guarda, per la prima volta da quando mi son seduto qui. &lt;br /&gt;"Cosa ascolti?" mi chiede. De Andrè rispondo io. Gli porgo un'auricolare. Rimini sta suonando, in quel momento. Fa sparire la cuffia nella sua enorme mano, e l'avvicina all'orecchio. &lt;br /&gt;Ascoltiamo insieme, senza parlare. Guardo la gente che passa: c'è chi ride, chi urla, chi parla, chi bacia e chi litiga al telefono. &lt;br /&gt;Quest'uomo enorme, le sue lacrime, la sua storia... stanno risucchiando via il mio dolore. So che tornerà, tra quelche istante, ma per ora no. Si è fatto carico di tutta la mia sofferenza, condividendo con me la sua. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finita la canzone mi restituisce l'auricolare. Mi ringrazia e si alza. E cammina verso una via laterale, che imbocca senza voltarsi.&lt;br /&gt;Io rimango seduto ancora per qualche minuto. Vorrei correre a casa di lei, per abbracciarla. Ma rimango seduto, con la musica nell'unica auricolare che mi rimane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome&lt;br /&gt;ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme&lt;br /&gt;ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano&lt;br /&gt;cosa importa se sono caduto se sono lontano&lt;br /&gt;perché domani sarà un giorno lungo e senza parole&lt;br /&gt;perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole&lt;br /&gt;ma dov'è finito il tuo cuore, ma dov'è finito il tuo cuore.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-5425471433330147475?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/5425471433330147475/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=5425471433330147475&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/5425471433330147475'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/5425471433330147475'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/04/incontro.html' title='Incontro'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SA4Ru_Gf4kI/AAAAAAAAAF4/eEFdNxGxP6k/s72-c/torinograndtour-13.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-2462192773002574209</id><published>2008-04-18T10:09:00.003+02:00</published><updated>2008-11-14T00:26:22.644+01:00</updated><title type='text'>Asilo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SAhb0-PMlLI/AAAAAAAAAFw/XN1F0-cfQfM/s1600-h/bambini-autunno.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SAhb0-PMlLI/AAAAAAAAAFw/XN1F0-cfQfM/s400/bambini-autunno.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5190499536162559154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ci sono poche cose da dire quando il tuo cuore è talmente pieno di sentimenti così intensi e vivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amore, Rabbia, Dolore, Malinconia, Freddo, Euforia, Disagio, Pulsioni di vita, Pulsioni di morte, Cattiveria, Speranza, Calore, Nostalgia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se provi a focalizzarti su di uno, ecco che gli altri sentimenti si incazzano di brutto, vogliono le loro attenzioni, urlano, si fanno più prepotenti. Perchè i sentimenti sono dei mocciosi di sei anni che ti vogliono tutto per se, e sono disposti a tutto pur di farsi prendere in braccio, anche a riempirti di calci lo stomaco.&lt;br /&gt;Allora tu, che sei grande (sarà servito a qualcosa invecchiare?), li metti tutti buoni seduti in una stanza piena di giochi e di caramelle, cerchi di dare il giusto spazio a ognuno di loro. Ma sono stronzi, i sentimenti. Cominciano a litigare tra di loro, a prendersi a pugni, mentre li guardi impotente. E ti ritrovi da capo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Te ne esci a fumarti una sigaretta, anche se hai smesso anni prima, e li lasci al loro destino. Che si azzuffino, non te ne frega un cazzo.&lt;br /&gt;Allora il più piccolo di loro, ma il tuo preferito, esce nel cortile, ti viene vicino con gli occhi lucidi e ti tira i pantaloni con le manine appiccicose.&lt;br /&gt;Fai finta di non vederlo, finchè non incroci il suo sguardo. Capisci che non è colpa sua. Butti il mozzicone in un angolo: lo prendi in braccio, lo accarezzi, e lui ti fa vedere un suo gioco che si è rotto. &lt;br /&gt;Gli sorridi, gli prometti che gliene comprerai uno nuovo. Lui abbozza un mezzo sorriso.&lt;br /&gt;Poi, per mano, entrate di nuovo nel palazzo. Gli altri mocciosi hanno smesso di picchiarsi, sono esausti, qualcuno disegna sui muri, qualcuno dorme sdraiato sul pavimento freddo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Sono solo pompe sodio potassio che si attivano. Sai perfettamente quali sono i circuiti che ti provocano tutto questo. E saperlo non serve a un cazzo.&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-2462192773002574209?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/2462192773002574209/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=2462192773002574209&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/2462192773002574209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/2462192773002574209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/04/asilo.html' title='Asilo'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SAhb0-PMlLI/AAAAAAAAAFw/XN1F0-cfQfM/s72-c/bambini-autunno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-8434428532879492444</id><published>2008-04-12T10:18:00.008+02:00</published><updated>2008-11-14T00:26:22.871+01:00</updated><title type='text'>Buon compleanno</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SAB0xAlswwI/AAAAAAAAAFo/MLDycVCK8yk/s1600-h/fb4145e97309afcbbe4dd33bf7bda36e.jpeg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SAB0xAlswwI/AAAAAAAAAFo/MLDycVCK8yk/s400/fb4145e97309afcbbe4dd33bf7bda36e.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5188275156051346178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Buon compleanno.&lt;br /&gt;Soltanto questo.&lt;br /&gt;Buon compleanno a te che mi facevi ridere, e ridevamo insieme.&lt;br /&gt;Buon compleanno a te che quando dormi tieni la bocca leggermente aperta e i pugni chiusi davanti al viso.&lt;br /&gt;Buon compleanno a te, con quel filo di mutandine che spuntano dai pantaloni che mi facevano venire strane idee.&lt;br /&gt;Buon compleanno a te, che mi chiamavi con quel soprannome stupido ma che alla fine adoravo.&lt;br /&gt;Buon compleanno a te che hai inventato la tana.&lt;br /&gt;Buon compleanno a te, che se aspettavi me, chissà quando mai ci saremmo baciati.&lt;br /&gt;Buon compleanno a te, che hai tutta una serie di facce buffe e sei un libro aperto, per chi sa leggerti.&lt;br /&gt;Buon compleanno a te che balli con l'iPod nello orecchie, fregandotene di cosa pensano gli altri.&lt;br /&gt;Buon compleanno a te che hai la voce da treno.&lt;br /&gt;Buon compleanno a te che mi hai regalato un sacco divertente.&lt;br /&gt;Buon compleanno a te che mi hai insegnato chi è Pennac.&lt;br /&gt;Buon compleanno a te che non sopporti il solletico e ti viene quella vocina stupida quando ti stuzzicano in quel modo.&lt;br /&gt;Buon compleanno a te che sai far sentire in colpa un tavolo di ragazzini quando vogliono ordinare una birra e tu sei stanca e vuoi andare a dormire. &lt;br /&gt;Buon compleanno a te che vai in bici sui marciapiedi e hai una risposta pronta per le vecchie scorbutiche che ti urlano dietro.&lt;br /&gt;Buon compleanno a te che non sai cucinare, ma che sai stupirti ogni volta di fronte a un piatto di sushi, una pizza di quel nostro posto e un gelato.&lt;br /&gt;Buon complanno a te, che ami le cose pelose e metti l'aggettivo "enorme" davanti a ogni cosa che ti piace.&lt;br /&gt;Buon compleanno a te, che volevi un pony in regalo.&lt;br /&gt;Buon compleanno a te, che non ti ricordi le cose, ma alla fine ti ricordi sempre tutto.&lt;br /&gt;Buon compleanno a te, che coi capelli corti e gli occhi da orientale sei bella come una giovane mamma.&lt;br /&gt;Buon compleanno a te che parlavi in -otto.&lt;br /&gt;Buon compleanno a te, che salvi il mondo nei panni di "Ormonina", e sai volare, diventare invisibile e un sacco di altre cose.&lt;br /&gt;Buon compleanno a te che sai vestire una salopette senza sembrare un muratore.&lt;br /&gt;Buon compleanno a te che, come dice jovanotti, hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più.&lt;br /&gt;Buon compleanno a te che amavi farti "impallare".&lt;br /&gt;Buon compleanno a te, che guardi tutti quei programmi idioti alla tv, ma il problema non è leggere novella 2000, il problema è leggere solo novella 2000.&lt;br /&gt;Buon compleanno a te che non posso far altro che aspettare, finchè il cuore non diventerà pietra.&lt;br /&gt;Buon compleanno, a te. Che ho incontrato per caso e hai cambiato per sempre la mia vita. E ne è valsa la pena.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-8434428532879492444?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/8434428532879492444/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=8434428532879492444&amp;isPopup=true' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/8434428532879492444'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/8434428532879492444'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/04/buon-compleanno.html' title='Buon compleanno'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/SAB0xAlswwI/AAAAAAAAAFo/MLDycVCK8yk/s72-c/fb4145e97309afcbbe4dd33bf7bda36e.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-6447894647645333334</id><published>2008-04-03T10:36:00.005+02:00</published><updated>2008-11-14T00:26:23.134+01:00</updated><title type='text'>Una sera, dopo lavoro</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R_S7R_FmmeI/AAAAAAAAAFg/cVoALcplnSk/s1600-h/martello.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R_S7R_FmmeI/AAAAAAAAAFg/cVoALcplnSk/s400/martello.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5184974988677388770" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Guidava piano, ma non per scelta. Il traffico era sempre lentissimo, la sera, quando usciva dall'ufficio. Era stata una giornata stressante: il suo capo, un porco di prima categoria, aveva insistito con le solite allusioni sessuali: lei non lo sopportava, ma era costretta a subire con uno stupidissimo abbozzo di sorriso. &lt;br /&gt;Eppure un tempo aveva amato il suo lavoro alla galleria: lo stretto contatto con artisti famosi, la possibilità di esprimere la propria creatività, l'odore della pellicola appena stampata... &lt;br /&gt;Un vecchio signore alla guida di una vecchia bmw, indeciso su quale strada prendere, le fece perdere l'ennesimo semaforo verde: sbuffò, ma nulla più. Solo qualche settimana prima avrebbe pigiato con tutta la forza che aveva il pugno sul clacson, ma da tempo ormai le cose erano cambiate. Non sapeva se era rassegnazione o stanchezza, ma nulla suscitava in lei stimoli alla rabbia, ormai. Forse era un problema, ma per ora si godeva questa parentesi di apatia. &lt;br /&gt;Pensò a sua madre, erano diverse settimane che non la sentiva, da quando aveva scoperto il fatto. Forse avrebbe dovuto chiamarla, per rassicurarla che tutto procedeva tranquillamente. Prese il cellulare dalla borsa, compose il numero, ma poi lo gettò sul sedile del passeggero senza avviare la chiamata. &lt;br /&gt;Al semaforo successivo accese una sigaretta, abbassò di poco il finestrino e tirò un paio di boccate lunghe e intense, cercando di trattenere il gusto dolciastro della Camel nei polmoni per il maggior tempo possibile. &lt;br /&gt;Finalmente stava uscendo dal centro cittadino, il traffico cominciava a sfoltirsi e il tragitto verso casa diventava sempre più confortevole. Il sole cominciava a tagliare il proprio profilo dietro i monti, acquistando le tonalità del tramonto, e trasferendole a tutta la natura circostante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono queste le cose per cui vale la pena vivere, pensò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivò di fronte alla propria abitazione, parcheggiò la macchina e spense il motore. Si guardò nello specchietto per un attimo, prima di scendere: la frangia era ordinata, il trucco perfetto, come al solito. Era sempre stata una bella ragazza, e ora era una bella donna. Sofisticata ma semplice, sapeva fingere un sorriso al momento giusto, sapeva trattare con gli uomini. E il nuovo colore dei capelli la ringiovaniva di diversi anni. &lt;br /&gt;Scese dall'auto, prese la valigetta sul sedile posteriore, chiuse la portiera, inserì l'antifurto satellitare. Camminò sul vialetto che conduceva alla porta della piccola villetta monofamiliare in cui viveva, cercando di assaporare il profumo dei fiori che cominciavano a sbocciare sugli alberi e sugli arbusti. Giulia, la figlia dei vicini di casa, era seduta sul praticello di fronte alle abitazioni: giocava con un cavallino di legno e una macchinina rossa. Strana accoppiata, pensò, sorridendole e salutandola con la mano. La bimba rispose con uno sguardo innocente. Pensò che le sarebbe piaciuto avere dei figli, un giorno.&lt;br /&gt;Infilò la chiave nella serratura, aprì la porta, entrò.&lt;br /&gt;Tutto era in ordine, come aveva lasciato quella mattina, prima di uscire. Appoggiò la valigetta sulla poltrona, accese la televisione, senza audio, e andò in camera da letto, dopo aver premuto il tasto "delete" della segreteria telefonica. &lt;br /&gt;Sapeva che c'erano dei messaggi per lui, e non voleva ascoltarli.&lt;br /&gt;Si spogliò ripiegando con cura i vestiti, ripose con delicatezza il reggiseno e le mutandine nel sacco della biancheria sporca, e si infilò nella doccia. &lt;br /&gt;Appoggiò la testa contro il muro, a occhi chiusi, mentre l'acqua calda l'accarezzava come nessun uomo era mai riuscito a fare. Rimase immobile per circa una ventina di minuti, poi uscì dalla doccia, si infilò l'accappatoio bianco e un asciugamano a turbande intorno ai capelli bagnati. &lt;br /&gt;Andò in cucina, prese nel frigo alcuni sacchetti argentati, nella dispensa il pacco del pane confezionato e preparò due panini. Riempì un bicchiere di latte per trequarti, e poi ripose in frigo gli avanzi. Sistemò tutto sul vassoio, e si recò verso lo studio.&lt;br /&gt;Aprì la porta della stanza nella quale aveva rinchiuso suo marito dieci giorni prima, ed entrò. &lt;br /&gt;Lui era ancora legato alla sedia, completamente nudo, come lo aveva lasciato. &lt;br /&gt;Era un po' preoccupata, perchè negli ultimi giorni aveva perso i sensi diverse volte, si era indebolito troppo. Non voleva che morisse, non ancora. Alcune chiazze di sangue macchiavano il pavimento, al di fuori del telo di nylon che aveva deposto con cura sotto la sedia: un tremito di rabbia le percorse la schiena, per poi rientrare immediatamente.&lt;br /&gt;Era sveglio, e quando lei accese la luce, cercò di voltare lo sguardo per non essere accecato. Tossì, sputando alcune goccie di sangue. Non poteva parlare, dopo che lei gli aveva tagliato la lingua, il secondo giorno.&lt;br /&gt;Si sedette su una sedia libera, davanti a lui, distante cinque metri circa. Non voleva sporcare di sangue l'accappatoio nuovo. Mangiò la cena fissandolo, incurante dei suoi lamenti confusi. Guardò la foto del loro matrimonio, appesa sulla parete di sinistra: lei sorrideva, abbracciandolo; lui guardava di lato. Avrebbe dovuto capire già allora. &lt;br /&gt;Erano stati sposati cinque anni, prima che lei scoprisse che si vedeva con Nadia, la sua segretaria. Che banale. &lt;br /&gt;Aveva pianto, all'inzio, poi però aveva capito che non ne valeva la pena. L'aveva colpito con un martello alla nuca, una sera, mentre guardava la televisione. Lui era caduto, e avevo macchiato di sangue il copridivano. L'aveva odiato per questo.&lt;br /&gt;L'aveva trascinato qua, nel suo studio; l'aveva spogliato e legato alla sedia. Non gli aveva più parlato, da allora. Lui aveva urlato, all'inzio. Poi aveva cercato di convincerla a liberarlo, fingendo di non capire perchè si trovava in quella sconveniente situazione. Poi aveva ammesso e chiesto scusa, e finalmente lei aveva potuto, senza dire nulla, tagliargli la lingua con le forbici trinciapollo. Da allora erano passati otto giorni, durante i quali aveva martoriato il suo corpo con minuzia, ma nutrendolo quel tanto che bastava, amorevolmente.&lt;br /&gt;Qualcuno suonò il campanello, improvvisamente. Posò il vassoio sul pavimento, scrollò le briciole dall'accappatoio, sorrise a suo marito che la guardava con gli occhi svuotati di ogni traccia di vita, spense la luce e andò verso la porta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Nadia, scusa se non mi sono fatto sentire per diversi giorni, ma ho avuto un problema con mia moglie. Finalmente è fuori città per qualche giorno, vorrei che tu venissi da me, questa sera, sarà fantastico"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo era l'sms che si era decisa a mandare alla segretaria di suo marito, quella mattina, con il cellulare di lui, dopo qualche giorno di titubanza. &lt;br /&gt;Andò verso la porta, fischiettando un motivetto che aveva in testa, buttò un occhio allo schermo della televisione, che trasmetteva il notiziario serale. &lt;br /&gt;Aprì il cassetto della credenza vicino all'ingresso, estraendo il martello con la mano sinistra, e nascondendolo dietro la schiena. Poi aprì la porta, con un largo e sincero sorriso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si erano incontrate solo una volta, in passato, alla cena di Natale di tre anni prima, chissà se si sarebbe ricordata di lei. Era curiosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ciao, Nadia", disse, con entusiasmo, stringendo con una forza quasi isterica le dita  della mano sul manico di legno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-6447894647645333334?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/6447894647645333334/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=6447894647645333334&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/6447894647645333334'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/6447894647645333334'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/04/una-sera-dopo-lavoro.html' title='Una sera, dopo lavoro'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R_S7R_FmmeI/AAAAAAAAAFg/cVoALcplnSk/s72-c/martello.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-2786309559092049249</id><published>2008-03-31T23:30:00.004+02:00</published><updated>2008-11-14T00:26:23.399+01:00</updated><title type='text'>Minoranze</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R_FaWfFmmdI/AAAAAAAAAFY/u841hyp6Bgg/s1600-h/09.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R_FaWfFmmdI/AAAAAAAAAFY/u841hyp6Bgg/s400/09.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5184023988428773842" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Durante le scorse elezioni politiche avevo fatto un piccolo sondaggio tra amici e conoscenti, per capire cosa avrebbero votato e fare un confronto con i risultati nazionali.&lt;br /&gt;Ecco cosa avevano votato, questi amici e conoscenti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;68% Rosa nel Pugno&lt;br /&gt;16% Ds&lt;br /&gt;8%  Alleanza Nazionale&lt;br /&gt;3%  Forza Italia&lt;br /&gt;2%  Lega Nord&lt;br /&gt;3%  Non avrebbero votato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, dal mio piccolo sondaggio avrei potuto evincere che Bonino, Pannella e soci avrebbero trionfato con un tripudio di voti, scardinando ogni tipo di previsione. &lt;br /&gt;Poi, però, alle elezioni vere, hanno preso se va bene il 3%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anni dopo, alle soglie delle nuove votazioni, ho rifatto lo stesso sondaggio, con altri amici e altri conoscenti e famigliari.&lt;br /&gt;I risultati sono circa i seguenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;70% Sinistra arcobaleno&lt;br /&gt;20% Pd&lt;br /&gt;6%  Partito delle libertà (restrittive)&lt;br /&gt;2%  Lega Nord&lt;br /&gt;2%  Non andrà a votare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, credo purtroppo che avverrà quello che era successo l'ultima volta, ovvero che il mio campione di dati non sarà rappresentativo dell'Italia. (Dubito che Fausto governerà con larga maggioranza, ecco),&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque ciò mi fa pensare. Mi fa pensare che io possa far parte di una minoranza. Gran parte dei miei amici, delle persone che frequento e di cui mi circondo, sono racchiudibili in quel tre, forse cinque per cento di italiani che raramente vengono presi in considerazione nelle statistiche. Non facciamo parte del fantomatico "Sistema", almeno da questo punto di vista. E la cosa non mi dispiace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora capisco perchè da piccolo, preferivo Cristal il Cigno a Pegasus, perchè tifavo Villeneuve e non Shumacher, perchè ai tempi tifavo Orlando Magic e non Chicago Bulls. &lt;br /&gt;Non mi sono mai piaciuti i vincenti a tutti i costi, i più forti, ma ho sempre avuto un debole per chi arranca, chi insegue. Sarà per questo che sono interista, e non juventino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-2786309559092049249?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/2786309559092049249/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=2786309559092049249&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/2786309559092049249'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/2786309559092049249'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/03/minoranze.html' title='Minoranze'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R_FaWfFmmdI/AAAAAAAAAFY/u841hyp6Bgg/s72-c/09.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-2621343601752681440</id><published>2008-03-26T19:20:00.005+01:00</published><updated>2008-11-14T00:26:23.726+01:00</updated><title type='text'>Poco dopo le undici</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R-qj9fFmmcI/AAAAAAAAAFQ/MQwmwXocV80/s1600-h/PCarlina.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R-qj9fFmmcI/AAAAAAAAAFQ/MQwmwXocV80/s400/PCarlina.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5182134597955525058" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Camminavo per torino poco dopo le undici di sera, dopo aver visto Big Fish per l'ennesima volta e avevo ancora alcune immagini nella mente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il campo di asfodeli, il tempo che si ferma quando vedi la donna della tua vita, l'occhio della strega.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle orecchie la selezione casuale iPod aveva scelto &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=8cZGgtN42ns" target="_blank" rel="nofollow"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Untitled 3&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; dei Sigur Ros, un pezzo al quale sono molto affezionato per motivi che non andrò ad elencare.&lt;br /&gt;Il cielo era di un azzurro cupo, evidenziato dalle luci artificiali del centro, nessuna stella ma un unico grande vuoto che poteva significare molte cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una coppia probabilmente felice camminava alle mie spalle; potevo sentire, coperta dalla musica islandese, la voce di lei sussurrare parole dolci nell'orecchio di lui, mentre lui la teneva sotto braccio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un bambino (che ci fa un bambino solo poco dopo le undici di sera in giro da solo per Torino) aveva attraversato di corsa la strada, gli era caduto qualcosa, aveva aspettato che una macchina sfrecciasse in punta di piedi, e poi era tornato indietro per raccoglierlo. Non so cosa fosse, ma ci aveva soffiato poi sopra, almeno tre volte, prima di infilarselo di nuovo in tasca. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Camminavo ritmando la musica con i passi, in un crescendo che sarebbe culminato, secondo i miei calcoli, nelle vicinanze della piazza dopo pochi giorni prima avevo pranzato con i miei amici, pasta e gelato da Florio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La coppia aveva svoltato in una via laterale: me li immaginavo intenti a baciarsi con foga nell'antro di un portone, il tutto in bianco e nero (perchè poco dopo le undici, in giro per Torino, quando hai la musica nelle orecchie, quella musica, tutto è simile a un film francese anni 60).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Untitled 3 dei Sigur Ros, infine, era arrivata al culmine proprio mentre, da dietro le case, era comparsa la punta della Mole: lo spazio si apriva improvviso, e la statua bianca si issava immobile ma imponente al centro della scena. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi ero fermato, a questo punto. E avevo amato per un'attimo questa città.&lt;br /&gt;Poi la canzone era finita, e avevo ripreso a camminare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torino, di notte, poco dopo le undici, quando si è soli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-2621343601752681440?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/2621343601752681440/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=2621343601752681440&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/2621343601752681440'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/2621343601752681440'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/03/poco-dopo-le-undici.html' title='Poco dopo le undici'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R-qj9fFmmcI/AAAAAAAAAFQ/MQwmwXocV80/s72-c/PCarlina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-4556102617070215404</id><published>2008-03-10T21:41:00.003+01:00</published><updated>2008-11-14T00:26:23.945+01:00</updated><title type='text'>Un sorriso, click</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R9WfMl5PFPI/AAAAAAAAAFI/cJqAar_wU6w/s1600-h/2i31i4sm.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R9WfMl5PFPI/AAAAAAAAAFI/cJqAar_wU6w/s400/2i31i4sm.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176218385411675378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ogni volta che scannerizzo una foto da un manifesto di un defunto, per la pagina dei lutti del giornale per il quale lavoro, sto male dentro. Quei manifesti stanno appesi ai muri scrostati delle città, guardano le persone passare indifferenti, qualcuno si ferma per pura e svogliata curiosità. Una segretaria delle pompe funebri sbuffa, ogni volta che deve portarle al giornale. Li piega senza cura dentro la sua borsa di Dior, e me li sbatte sulla scrivania. Io sbuffo, e li comincio a sfogliare, decidendo l'ordine. In base a un puro criterio grafico. Loro mi guardano, dalle loro cornici a 3 punti, qualcuno sorride. Erano felici?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chissà cosa facevano, quando quella foto è stata scattata. Chissà, soprattutto, a cosa pensavano. Se sapevano che quella foto sarebbe stata usata, anni o mesi dopo, per questo macabro addio al mondo: avrebbero sorriso? Pianto? Voltato la testa dall'altra parte? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Hei, nonna, guarda da questa parte, ti devo fare la foto per il manifesto da morto, che quella di 3 anni fa è ormai vecchia", disse la nipotina con la macchina fotografica stretta tra le piccole manine curiose. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si sa mai quando verrà fatta quella foto, quindi sorridete&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-4556102617070215404?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/4556102617070215404/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=4556102617070215404&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/4556102617070215404'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/4556102617070215404'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/03/un-sorriso-click.html' title='Un sorriso, click'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R9WfMl5PFPI/AAAAAAAAAFI/cJqAar_wU6w/s72-c/2i31i4sm.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-6919561503309445627</id><published>2008-03-06T11:34:00.005+01:00</published><updated>2008-11-14T00:26:24.131+01:00</updated><title type='text'>Una vita tranquilla</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R8_RAlImZuI/AAAAAAAAAFA/s8jeoxkKH-o/s1600-h/tricarico.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R8_RAlImZuI/AAAAAAAAAFA/s8jeoxkKH-o/s400/tricarico.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5174584304770377442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non ho guardato Sanremo. Uno perchè non ho la televisione, due perchè non mi piace, solitamente. Però poi ho sentito alla radio la canzone di Tricarico. Si, Francesco Tricarico, che io e il mio amico &lt;strong&gt;&lt;a href="http://norispella.blogspot.com/" target="_blank" rel="nofollow"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Pietro&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; ascoltavamo quando eravamo forse gli unici due. Che il mio collega Maurizio mi faceva togliere, disgustato, quando dovevo impaginare con lui la pagina di Cavallermaggiore, sull'ormai mio ex giornale Braoggi. Che mi ha fatto piangere con La neve blu e commuovere con Solo per te, o ballare con La pesca. &lt;br /&gt;L'ho sentita, e mi sono innamorato di nuovo, come quando rivedi dopo tanto tempo il tuo  primo amore, o come quando segna Zanetti al novantesimo contro la Roma. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglio una vita tranquilla... Verde sconfinato...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi spiace di non essere come Tricarico, a volte. Bisognerà forse essere come lui, per scrivere canzoni di un'efficacia tale, nonostante la semplicità delle parole e delle melodie? Triste e coraggioso, ecco chi è. Che sbuffa mentre Baudo e il nano Chiambretti gli fanno perdere tempo, che da dello stronzo a microfoni aperti, a chi lo canzona. Merita il premio della critica, avrebbe meritato di vincere molto di più, ma il popolo è ignorante, si sa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Delude, invece, vedere un Frankie Hi Nrg che si è venduto. Carino il pezzo, ma patetica la "litigata" con l'ex Tiromancino (anche lui, voto 4) e i teatrini con Elio e le storie tese (voto 9 al dopofestival). Da uno che ha sempre, giustamente, scritto rime taglienti sulla tv spazzatura, ti aspetteresti un comportamento diverso. &lt;br /&gt;Come quello che ha avuto Tricarico, ad esempio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-6919561503309445627?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/6919561503309445627/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=6919561503309445627&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/6919561503309445627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/6919561503309445627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/03/una-vita-tranquilla.html' title='Una vita tranquilla'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R8_RAlImZuI/AAAAAAAAAFA/s8jeoxkKH-o/s72-c/tricarico.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-4489037689242743066</id><published>2008-02-21T09:24:00.004+01:00</published><updated>2008-11-14T00:26:24.370+01:00</updated><title type='text'>Mondo senza bugie</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R72DATx5NHI/AAAAAAAAAE4/hw1qclQPTHM/s1600-h/stella.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R72DATx5NHI/AAAAAAAAAE4/hw1qclQPTHM/s400/stella.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5169431988623979634" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I ragazzini sognano, anche quando hanno gli occhi aperti. &lt;br /&gt;Soprattutto la sera, quando si sdraiano nel lettino e aspettano che il sonno abbia il sopravvento, i ragazzini ingannano il tempo viaggiando col pensiero, immaginando mondi mai visti, dopo protagoista è soltanto la fantasia. &lt;br /&gt;Anche io sono stato un ragazzino, e ricordo alcune delle mie fantasie più ricorrenti. &lt;br /&gt;Banalmente, la maggior parte riguardava un me molto meno timido e molto più eroico, che salvava la vita alla copagna di banco di turno e veniva amato per sempre. &lt;br /&gt;Però la fantasia che ricordo meglio era quella del "mondo senza bugie". Immaginavo di finire, per mezzo di una navicella spaziale, su un pianeta alieno, sul quale abitavano persone identiche a noi: questi extraterrestri differivano da noi soltanto per un motivo. Nel loro mondo, non era possibile mentire. Capiamoci: non è che le bugie erano proibite a norma di legge, ma proprio essi non avevano la capacità di mentire, non concepivano la menzogna. Su questo mondo, non esistevano le bugie. E se le tesi di due persone non coincidevano, non si pensava mai che uno dei due stesse mentendo: semplicemente uno si ricordava male, oppure era pazzo.&lt;br /&gt;Non si trattava però di un sogno utopistico, una sorta di coscienza nascosta nel mio animo di ragazzino che si auspicava la scomparsa della menzogna, tutt'altro.&lt;br /&gt;Io, appena arrivato sul pianeta, cominciavo a mentire. A tutti, in modo indiscriminato. Raccontavo di essere un dio sceso in terra, e loro ci credevano. Dicevo loro che ogni mese, per essere salvaguardati, dovevano darmi almeno 100 milioni delle loro unità monetarie (che col cambio attuale si aggirano intorno ai 2 milioni di euro), e loro lo facevano, perchè sul loro mondo la bugia non esiste.&lt;br /&gt;Il saper mentire mi dava modo anche di soddisfare le mie prime pulsioni sessuali: le ragazze più belle del pianeta erano costrette a stare con me, perchè era la volontà del dio. E non lo facevano controvoglia: io dicevo alla bella di turno che lei, la sera prima, aveva detto di amarmi. Lei mi credeva, perchè non potevo mentire. E se non se lo ricordava, era solo perchè uno spirito maligno voleva impedirle di unirsi al suo dio. &lt;br /&gt;Adesso che ci penso, queste fantasie denotano una certa forma di patologia: sensazione di onnipotenza quasi berlusconiana, narcisismo, ecc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però oggi, che compio 26 anni, mi piace pensare a quel me quattordicenne che si godeva la propria spensierata giovinezza, senza rendersi conto di quanto in fretta gli anni successivi sarebero volati. &lt;br /&gt;Spero di non averti deluso, Cico che non ti chiamavi ancora Cico, anche se non ho ancora trovato il "mondo senza bugie".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-4489037689242743066?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/4489037689242743066/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=4489037689242743066&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/4489037689242743066'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/4489037689242743066'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/02/mondo-senza-bugie.html' title='Mondo senza bugie'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R72DATx5NHI/AAAAAAAAAE4/hw1qclQPTHM/s72-c/stella.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-3361542926007954187</id><published>2008-02-16T11:25:00.003+01:00</published><updated>2008-11-14T00:26:24.569+01:00</updated><title type='text'>Pregiudizio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R7a_7zx5NGI/AAAAAAAAAEw/hqWPKUgI-Jw/s1600-h/eroina.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R7a_7zx5NGI/AAAAAAAAAEw/hqWPKUgI-Jw/s400/eroina.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5167528656686888034" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ieri sera, con l'ambulanza, sono andato a prendere un ragazzo privo di sensi. Al telefono la centrale mi ha detto che il tizio era intossicato, steso sul pavimento. Codice rosso. La centrale non ti dice mai con certezza cos'ha il paziente, ti dice solo due lettere e un numero. R 7 K era il mio codice, e doveva bastarmi. R sta per rosso, 7 sta per intossicato, K sta per casa. &lt;br /&gt;Arrivato sul posto, ho capito. Overdose. L'ho capito perchè il tizio era sulla trentina, coperto di tatuaggi, rasato, con due cicatrici sul viso. &lt;br /&gt;Per la cronaca l'abbiamo tirato su, preso per un pelo, e riportato nel mondo dei vivi. &lt;br /&gt;Domani probabilmente ci riproverà. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non è questo il punto. Mi sono sentito un po' una merda, tornando a casa, con l'ambulanza, dopo l'intervento. Appena l'ho visto coricato sul pavimento, privo di sensi, ho capito che era un tossico, solo guardandolo. Perchè aveva l'aria da tossico. E fortunatamente questa "brillante" intuizione gli ha salvato il culo, ma il mio era un &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;pregiudizio&lt;/span&gt;. Avrebbe potuto essere qualcos'altro, e probabilmente se non avesse avuto l'aspetto che effettivamente aveva, avremmo optato per una soluzione alternativa. &lt;br /&gt;Se sul pavimento avessi trovato, ad esempio, un tizio "normale", avrei pensato a funghi, cibo andato a male, sonniferi, latte rancido, gas, sonno; tutto tranne che eroina. Almeno all'inizio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma poi mi sono sentito meno merda, e ho pensato che è meglio così. Il pregiudizio è fondamentale in questi casi. &lt;br /&gt;È un bene, per un tossico, avere l'aria da tossico. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Gli può salvare la vita.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-3361542926007954187?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/3361542926007954187/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=3361542926007954187&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/3361542926007954187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/3361542926007954187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/02/pregiudizio.html' title='Pregiudizio'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R7a_7zx5NGI/AAAAAAAAAEw/hqWPKUgI-Jw/s72-c/eroina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-136791839910234115</id><published>2008-02-09T09:24:00.000+01:00</published><updated>2008-11-14T00:26:24.589+01:00</updated><title type='text'>L'innamorato</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R61t4Tx5NFI/AAAAAAAAAEo/qnedK4abgMM/s1600-h/caff%C3%A8.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R61t4Tx5NFI/AAAAAAAAAEo/qnedK4abgMM/s400/caff%C3%A8.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5164905161813472338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mancano pochi minuti, poi lei finalmente arriverà. &lt;br /&gt;Il bar è semivuoto, poche persone sole occupano alcuni tavoli sparsi nella sala: alcuni leggono svogliatamente il giornale, altri parlano al telefonino. Un alieno, entrando, penserebbe che gli esseri umani non sanno comunicare tra loro.&lt;br /&gt;Sono appoggiato alla sedia da circa venti minuti, fisso la tazzina vuota tenendomi le tempie con le mani: vedendomi, potreste scorgere sul mio viso un sorriso innaturale, come ogni volta che penso a lei.&lt;br /&gt;L'ho conosciuta quasi per caso in una fredda mattina di gennaio, alla fermata del bus giù in città, vicino all'università. Lei era appoggiata alla ringhiera arrugginita, muoveva la testa sulle note di una musica che solo lei poteva ascoltare, attraverso le cuffie che si perdevano nelle profondità della giacca. Una sciarpa colorata, di lana, probabilmente confezionata a mano dalla nonna, le copriva gran parte del viso: si potevano scorgere soltanto gli occhi, di un colore misto tra il mare e il cielo, con sfumature di sete orientali. C'era stato un gioco di sguardi, sempre più intenso: non si vedeva, ma attraverso la pesante coltre mi aveva più volte sorriso.&lt;br /&gt;Mi ero, ovviamente, subito innamorato di lei, e poco dopo lei aveva cominciato a corrispondere i miei sentimenti. Non poteva andare diversamente, d'alronde: la coprivo letteralmente d'amore, attraverso piccoli gesti quotidiani che non possono far altro che sciogliere il cuore di una donna. Le facevo regali, le inviavo dolci messaggini quotidiani a qualunque ora del giorno; due volte le avevo fatto spedire a casa enormi mazzi di fiori, anonimi: adoravo pensarla a casa nella sua cameretta, che fingeva di non sapere chi le aveva rallegrato la giornata. &lt;br /&gt;Ho sue fotografie nel diario, praticamente in tuti i libri, nel portafoglio... &lt;br /&gt;E tra poco, finalmente, arriverà: anche se ci frequentiamo ormai da quasi un anno, ogni volta ho l'agitazione del primo appuntamento.&lt;br /&gt;Nervoso, tormento l'orologio, buttando lo sguardo sempre più frequentemente verso la porticina del bar, velata dalla condensa. &lt;br /&gt;I minuti passano, ordino altri tre caffè per ingannare l'attesa; poi, improvvisamente, eccola. &lt;br /&gt;Apre la porta con la mano inguantata, si scrolla come un cagnolino per il freddo e con un meraviglioso sorriso saluta il barista. Indossa la stessa sciarpa del giorno in cui l'ho conosciuta: adoro questi piccoli gesti spontanei. Si sbottona il giaccone, mentre cammina nella mia direzione: il mio cuore comincia a battere all'impazzata, non capisco come, ancora oggi, possa fari questo effetto. La mia donna: magica, straordinaria, fantastica, capace di scatenare in me il battito animale di cui parlava una vecchia canzone. E cosa più importante, è mia, soltanto mia. &lt;br /&gt;Passa vicino al mio tavolino, quasi mi sfiora: ho giusto il tempo di rituffare lo sguardo all'interno dei fondi del mio ultimo caffè; c'è mancato poco questa volta. Credo non abbia nemmeno notato questo mio gesto isterico: raggiunge il suo ragazzo dall'altra parte della stanza, gli sorride, lo bacia ridendo sulla bocca. &lt;br /&gt;Volto lo sguardo, la osservo con la coda dell'occhio: un altro sorriso deforma il mio viso. Lei è la mia donna, solo mia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima o poi se ne renderà conto anche lei, e allora staremo insieme, per sempre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-136791839910234115?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/136791839910234115/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=136791839910234115&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/136791839910234115'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/136791839910234115'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/02/linnamorato.html' title='L&apos;innamorato'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R61t4Tx5NFI/AAAAAAAAAEo/qnedK4abgMM/s72-c/caff%C3%A8.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-5802501098355972959</id><published>2008-02-05T22:47:00.000+01:00</published><updated>2008-11-14T00:26:24.754+01:00</updated><title type='text'>La signora dagli occhi tristi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R6jaoSA3coI/AAAAAAAAAEg/GC4y4uZgq9o/s1600-h/danza-foto+scarpette.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R6jaoSA3coI/AAAAAAAAAEg/GC4y4uZgq9o/s400/danza-foto+scarpette.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5163617358345368194" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Lei non aveva mai amato gli ospedali. Era per quello che, seduta in quella sala d’attesa, traspirava da ogni suo poro il suo disagio. Pensare che non era nemmeno venuta lì per se, ma doveva solo accompagnare un’amica, che era svenuta mentre camminavano in centro (un calo degli zuccheri, nulla di grave, aveva detto il ragazzo col camice bianco, con gli zoccoli da corsia e due penne nel taschino sul cuore). Perché ci mettevano così tanto, se non era grave? Voleva scappare di lì; l’odore, i rumori, il colore delle pareti, tutto insomma urtava il suo spirito libero. Guardava gli uccellini dalla finestra planare per raggiungere il nido e ripartire subito dopo, verso chissà quale meta misteriosa. Il suo sguardo si posò poi sulle sue scarpette gialle: le scarpe del week-end le chiamava lei: se sapeva che avrebbe dovuto passare il pomeriggio lì dentro avrebbe messo qualcosa di più neutro, come se qualunque colore vivo stonasse all’interno di quella corsia. Sollevando nuovamente lo sguardo, vide una signora molto anziana, seduta su una carrozzina, che qualcuno aveva dimenticato davanti a lei. Non era la posizione innaturale in cui la vecchia era seduta, nemmeno la flebo gigantesca che le bucava il braccio, quello che la colpì: erano piuttosto gli occhi tristi e profondi, rassegnati, che sembravano ascoltare una musica lontana.&lt;br /&gt;Quella scena le mise un senso di disagio ulteriore, voleva andarsene, fuggire via. E se lei da vecchia fosse diventata così, sola, dimenticata?&lt;br /&gt;“Sai cosa sta pensando?”. Una voce proveniente dalla sua destra la riportò alla realtà: un ragazzo, apparentemente della sua stessa età, era seduto due sedie più lontano, con le braccia incrociate sul petto e le gambe distese. La guardava con un sorriso appena accennato, e uno sguardo sicuro. Lei non sapeva se rispondergli, non le piaceva parlare con gli sconosciuti, specialmente in una situazione come questa: ci mancava solo uno scocciatore che rompesse il silenzio con qualche banalità… Ma lui non aspettò una risposta: dopo essersi alzato, le si avvicinò, sedendosi nella sedia libera al fianco di lei. Lui avvicinò la testa a quella della nostra amica, come per volerle bisbigliare qualcosa nell’orecchio: lei non poteva muoversi, qualcosa la tratteneva. Il giovane posò in modo delicato ma sicuro una mano sul braccio di lei, poi cominciò a parlare, piano, a bassa voce, guardando in modo defilato l’anziana signora. “Immagina una pista da ballo, vicino ad un lago artificiale poco fuori il paese; c’è una grande festa, tutti sono invitati. Non ci sono lampioni o fari, ma solo grosse lanterne attaccate ai salici che si perdono fin dove l’occhio può arrivare. Ma l’illuminazione è garantita ulteriormente dai raggi della luna piena, che rotonda sorride sopra i monti. Una musica d’atmosfera sta già suonando, ma nessuno balla ancora: i ragazzi sono tutti da un lato della pista, chi fumando sigarette americane, chi invece chiacchierando degli ultimi esami universitari o del lavoro. Le ragazze invece, abbellite come non mai, hanno il vestito lungo che lascia in modo malizioso intravedere la calzetta di cotone bianco, e sorridono tra loro. Ad un certo punto l’orchestra prende l’iniziativa, scandendo un lento moderno: è il momento che comincino le danze. I ragazzi si avvicinano invitando le dame, che poco a poco sciolgono gli indugi e si lasciano convincere: solo lei, la più bella di tutte, non ha ancora acconsentito l’onore a nessuno. Tutti i giovani hanno provato, certo, a conquistare quei pochi minuti di sogno con lei, ma invano. Ma proprio quando tutto sembra far pensare che quel ballo l’avrebbe perso, ecco che un giovane straniero le si avvicina, e lei comincia a ballare. Lui non è più bello degli altri, e non ha detto una parola, non può averla conquistata con qualche banalità. Non fa parte della massa, è lontano anni luce da lì, e lei spera che possa portarlo via con lui, lontano, distante anni luce dalle noie quotidiane.”&lt;br /&gt;La ragazza dalle scarpe gialle ascoltava queste parole trattenendo il respiro, non osando quasi guardare la vecchia dagli occhi tristi. “Ma poi, finito il ballo, l’uomo misterioso si allontana com’è venuto, e lei, pur volendo corrergli dietro, lo lascia andar via, senza far nulla. Si sposerà, vivrà una vita felice, ma un giorno, vecchia, in un triste ospedale dimenticata dai figli e dai nipoti, non penserà ad altro che alla vita che avrebbe potuto vivere. Al suo potente amore misterioso.” Detto questo, il giovane si alzò e si diresse verso l’uscita. Lei, per la prima volta, non riuscì a muoversi. Aveva appena visto, con occhi non suoi, un tempo che non le apparteneva. &lt;br /&gt;E si stava innamorando.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-5802501098355972959?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/5802501098355972959/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=5802501098355972959&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/5802501098355972959'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/5802501098355972959'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/02/la-signora-dagli-occhi-tristi.html' title='La signora dagli occhi tristi'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R6jaoSA3coI/AAAAAAAAAEg/GC4y4uZgq9o/s72-c/danza-foto+scarpette.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-8460817198539075750</id><published>2008-02-04T23:20:00.000+01:00</published><updated>2008-11-14T00:26:25.084+01:00</updated><title type='text'>Scrivere</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R6eRqiA3cnI/AAAAAAAAAEY/HCX7sySTuzk/s1600-h/moleskine-planneripod.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R6eRqiA3cnI/AAAAAAAAAEY/HCX7sySTuzk/s400/moleskine-planneripod.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5163255657674535538" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mi piacerebbe poter dire di essere una di quelle persone che scrivono, scrivono e ancora scrivono. Quelli che annotano ogni singolo pensiero su un quadernetto, e poi accumulano centinaia di questi quadernetti uno sull'altro, in un armadio o dentro una vecchia scrivania, e con tutti questi quadernetti potrebbero farci una specie di montagna se li mettessero uno sopra l'altro. E poi, rileggendo questi quadernetti, scoprono quanto sono cambiati, quanto sono cresciuti, quanto sono stati stupidi e giovani. &lt;br /&gt;Invece io non lo faccio. Vedo amici e conoscenti che scrivono anche tre post al giorno, sui loro blog, trovando sempre argomenti interessanti senza ripetersi.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;E li invidio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Però non lo faccio. Ho scritto qualche racconto, quando ero particolarmente ispirato, ho scritto diverse pagine su diverse moleskine, riempiendole di frasi non legate tra loro, ma non è la stessa cosa. Non sono uno scrittore, dovrei forse rassegnarmi a lasciar perdere questo, che forse è il mio più grande sogno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma quando rileggo le poche cose che ho scritto, mi commuovo, chiudo gli occhi, rido e sorrido. E rifletto. E mi piaccio un po' di più. Perchè certo non sono il moderno Kafka, nemmeno un geniale Stefano Benni, o un Leopardi con l'infanzia più allegra, ma proprio perchè non scrivo ogni puttanata che mi viene in mente, so che quello che rimane è la parte più preziosa di me. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come l'articolo su &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;San Valentino&lt;/span&gt; che sto preparando per il giornale nuovo, per il quale lavoro: so che qualche nonna ben pensante storcerà il naso leggendolo, ma poi ci penserà magari dopo qualche ora, e non potrà che sorridere, ripensando a quando era giovane e bella, ora che giovane non è più.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-8460817198539075750?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/8460817198539075750/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=8460817198539075750&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/8460817198539075750'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/8460817198539075750'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/02/scrivere.html' title='Scrivere'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R6eRqiA3cnI/AAAAAAAAAEY/HCX7sySTuzk/s72-c/moleskine-planneripod.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-1664383033344086468</id><published>2008-01-25T12:10:00.000+01:00</published><updated>2008-11-14T00:26:25.371+01:00</updated><title type='text'>Italian style</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R5nIliA3cmI/AAAAAAAAAEQ/wtQh-rMBtps/s1600-h/mastella.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R5nIliA3cmI/AAAAAAAAAEQ/wtQh-rMBtps/s400/mastella.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5159375395240768098" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mi piace il tempismo di noi italiani. Ormai i titoli dei tiggì parlavano troppo spesso delle imminenti elezioni americane, e i nostri bravi politici cominciavano a essere gelosi di Obama, Ilary e Rudloph, sorridenti e felici di fronte a bandierine impazzite, con i loro cappellini, magliette e spille distribuiti a ogni angolo di qualunque boulevard new-yorkese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessun problema! Elezioni anticipate! Ma come fare? Beh, troviamo un coglione che faccia cadere questo governo, assolutamente senza alcun motivo. Uno che abbia abbastanza la faccia come il culo da andare in diretta tv a dire BASTA, sapendo che un motivo non c'è e che sappia far sentire i giornalisti dei perfetti idioti, solo perchè hanno chiesto: "scusi, ma... perchè?".&lt;br /&gt;Per l'italia, ovviamente, per il bene nostro e di tutta la santa Chiesa. Ci aggiungi un paio di scazzottate tra vecchietti calvi o perlomeno canuti, un ciccione con la faccia come un porco che stappi lo champagne appena viene data la scontata notizia, e una olà che nemmeno a Sansiro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E hai la perfetta immagine della serietà della politica italiana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso si fottano i napoletani e i loro rifiuti, si fottano quelli di alitalia, si fottano i no tav, i no global, si fottano i migiaia che hanno firmato per un referendum sulla legge elettorale. Si fottano tutti, adesso ri-inizia il teatrino delle elezioni: portate cipria, parrucchini nuovi, pancere contenenti e bravi maghi del fotoritocco. &lt;br /&gt;Ah, che soddisfazione essere italiani!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;p.s. una dedica che ho nel cuore: senatore Davico (lega Nord), si rende conto di non essere che un patetico e inutile fallito?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-1664383033344086468?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/1664383033344086468/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=1664383033344086468&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/1664383033344086468'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/1664383033344086468'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/01/italian-style.html' title='Italian style'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R5nIliA3cmI/AAAAAAAAAEQ/wtQh-rMBtps/s72-c/mastella.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-89502993384675411</id><published>2008-01-16T10:26:00.000+01:00</published><updated>2008-11-14T00:26:25.581+01:00</updated><title type='text'>Gli anni pari, mi portano un po' sfiga</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R43Uiizf1OI/AAAAAAAAAEI/fcTzykpjyx0/s1600-h/967491312Fuochi.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R43Uiizf1OI/AAAAAAAAAEI/fcTzykpjyx0/s400/967491312Fuochi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5156010838332527842" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Questo è il mio primo post del 2008. Lo so, lo so, siamo già oltre la metà del mese, non è così che si coltiva un blog. I miei numerosi fans saranno sicuramente furibondi, vorranno spiegazioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho passato l'ultimo periodo a preparare un esame, e ne è valsa pena. Un grazie particolare a tutti coloro che mi sono stati vicini quando pensavo di non farcela, loro sanno chi sono. Certo, un esame non è certo una dura prova della vita, basta studiare. Ma questo aveva per me un significato particolare, e anche se probabilmente ce ne saranno altri più difficili, da qui alla fine, la mia piccola "champions league" l'ho vinta, per ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un grazie anche a &lt;strong&gt;&lt;a href="http://krepa.blogspot.com/" target="_blank" rel="nofollow"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Krepa&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, che mi ha citato nel suo blog. Non lo conosco di persona, ci siamo soltanto promessi diverse volte di vederci a una cena che ogni giorno acquista maggior sapore. Leggo il suo blog da più di un anno ormai, e devo dire che spesso lo invidio, per la sua capacità di vivere la sua vita seguendo i valori che hanno significato sul serio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando ero malato, proprio a inizio anno, ho fatto due riflessioni stupide: son contento di non essermi suicidato, quando ero un ragazzino triste e mi passavano per la testa le idee di autodistruzione che uno ha, a quell'età, se legge troppo o ascolta gli Smashing Pumpkins. Son contento perchè altrimenti mi sarei perso tutto questo: gli scudetti dell'inter; il gruppo di neuroscienze; Audrey Hepburn; l'Italia campione del mondo; la Grecia; la laurea di mio fratello; Giò; quell'intervento con la croce rossa; Valerio e Serena; gli articoli di fondo sul giornale; Stefano Benni, Jonathan Coe e Daniel Pennac; i Sigur Ros e i Radiohead; Federica; Ibrahimovic; il muesli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda riflessione invece riguardava i virus che circolavano nel mio corpo: al telegiornale sostengono che siano milioni le persone che si ammalano ogni anno, dell'influenza che va di moda. Una persona su dieci, addirittura. Beh, ognuna di queste persone è contaminata da un amico, familiare, sconosciuto, che a sua volta è stato contaminato da un terzo, che a sua volta è stato contaminato e contaminerà. &lt;br /&gt;Insomma, il virus è lo stesso, che gira nei corpi di centinaia e migliaia di persone, moltiplicandosi e sviluppandosi oltre misura. Questo ci lega in qualche modo, e il sapere ad esempio che Elisabetta Canalis era a casa con l'influenza, più o meno nello stesso periodo in cui lo ero io, mi ha strappato un sorriso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andate a vedervi questo blog di &lt;strong&gt;&lt;a href="http://davidec78.blogspot.com/" target="_blank" rel="nofollow"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Davide&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;: l'ho scoperto da poco, grazie al solito Krepa, ma mi ha commosso. Per uno come me che ha l'ambizione di diventare un grande fotografo, immagini come queste sono una forte spinta di motivazione, e contemporaneamente consapevolezza di quanto io sia "scarso".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.s. Come da titolo: gli anni pari non mi portano bene solitamente. Ma sono sicuro che questo duemilaotto mi sarà amico, se lo tratterò bene.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-89502993384675411?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/89502993384675411/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=89502993384675411&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/89502993384675411'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/89502993384675411'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2008/01/gli-anni-pari-mi-portano-un-po-sfiga.html' title='Gli anni pari, mi portano un po&apos; sfiga'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R43Uiizf1OI/AAAAAAAAAEI/fcTzykpjyx0/s72-c/967491312Fuochi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-5454093897103497093</id><published>2007-12-17T10:49:00.000+01:00</published><updated>2008-11-14T00:26:25.965+01:00</updated><title type='text'>Unica lex</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R2ZOSSzf1NI/AAAAAAAAAEA/xdzSyd8Vf-4/s1600-h/suicidio.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R2ZOSSzf1NI/AAAAAAAAAEA/xdzSyd8Vf-4/s400/suicidio.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5144885700509816018" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mi viene da ridere, quando sento un esponente del centro-sinistra che critica l'attuale legge elettorale (ultimo tra questi, Prodi nel grande contenitore Faziano). Sembra infatti che nessuno di questi ricordi che, secondo molti, il vero segreto del recente successo elettorale della compagine del mortadella è proprio da ricercare nei trabocchetti del sistema di assegnazione dei vari seggi. Quindi, se il politico X è seduto sulla sedia Y, è dovuto al fatto che questa legge esiste, o comunque tutto ciò ha contribuito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi viene da ridere, quando senti un esponente del centro-destra che critica l'attuale legge elettorale (Berlusconi spesso ha parlato di legge anti-costituzionale). Sembra infatti che nessuno di questi ricordi che sono stati loro a inventarla, proporla, votarla, con il malcelato assenso della minoranza di allora. Pensavano che questa metodologia di voto potesse aiutarli a sconfiggere il nemico comunista, ma così non è stato, anzi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diciamoci la verità: entrambi gli schieramenti erano felicissimi dell'attuale legge elettorale: potevano decidere loro chi candidare, quindi gli amici di sempre, gli arrivisti, i vari cugini e nipoti. Poi, una volta seduti comodamente sulla seggiola, come spesso capita si sono azzannati per difendere i presunti diritti dei cittadini: "la democrazia significa che è l'elettore a dover decidere chi votare! Sogniamo un'Italia in cui il popolo sia sovrano!" E chi più ne ha, più ne metta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tutto  non fa altro che confermare la teoria secondo cui non importa chi si voti, non importa chi sia al governo, alla fine: finchè non ci sarà un gruppo politico che non abbia interessi personali, la "cosa pubblica" sarà bistrattata e nulla più che un insieme eterogeneo di "cose private", di proprietà dei pochi che hanno il potere di decidere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aveva ragione il Guccio, anni fa: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Il potere è l’immondizia della storia e degli umani / e anche se siamo soltanto due romantici rottami / sputeremo il cuore in faccia all’ingiustizia giorno e notte / siamo i grandi della Mancia: Sancho Panza e Don Chisciotte”&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-5454093897103497093?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/5454093897103497093/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=5454093897103497093&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/5454093897103497093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/5454093897103497093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2007/12/unica-lex.html' title='Unica lex'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R2ZOSSzf1NI/AAAAAAAAAEA/xdzSyd8Vf-4/s72-c/suicidio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-6700455197669728214</id><published>2007-12-07T23:41:00.000+01:00</published><updated>2008-11-14T00:26:26.121+01:00</updated><title type='text'>Greatest hits</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R1nPFLEg7_I/AAAAAAAAAD4/7dm_Rgfh6HI/s1600-h/13.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R1nPFLEg7_I/AAAAAAAAAD4/7dm_Rgfh6HI/s400/13.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5141368137398153202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Charlie, il mio personaggio preferito di "Lost", in una delle ultime puntate della terza stagione scrive un &lt;span style="font-style:italic;"&gt;greatest hits&lt;/span&gt; della sua vita: è sicuramente uno degli episodi più belli della serie, commovente quasi fino alle lacrime. Il nostro piccolo ex-hobbit, sapendo di poter morire da un momento all'altro, scrive su un foglio i cinque momenti più belli che ricorda di aver vissuto, perchè li possa avere Claire, quando lui non ci sarà più. &lt;br /&gt;Sono momenti semplici, che di fronte alle cazzate che preoccupano una persona nel corso di una vita spariscono, ma quando si rischia di perdere tutto, invece, rendono gli anni passati preziosi, densi di significato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho pensato quindi: se morissi oggi, quale sarebbe il mio personalissimo greatest hits?&lt;br /&gt;Eccolo, senza pensarci troppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) Quando hanno pubblicato il mio primo articolo&lt;br /&gt;4) L'abbraccio di mio fratello dopo quel gol, quella sera&lt;br /&gt;3) L'adunata degli alpini, con mio nonno, da bambino&lt;br /&gt;2) Quando Diana mi ha chiamato "il suo eroe"&lt;br /&gt;1) La prima volta che ho dormito con lei&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I cinque momenti migliori, che mi vengono in mente adesso, della mia squallida, inutile vita. Come direbbe Charlie, il mio personaggio preferito&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-6700455197669728214?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/6700455197669728214/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=6700455197669728214&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/6700455197669728214'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/6700455197669728214'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2007/12/greatest-hits.html' title='Greatest hits'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R1nPFLEg7_I/AAAAAAAAAD4/7dm_Rgfh6HI/s72-c/13.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-1087325076531822365</id><published>2007-11-29T11:05:00.000+01:00</published><updated>2008-11-14T00:26:26.253+01:00</updated><title type='text'>No beauty, no party</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R06U1yiUJaI/AAAAAAAAADw/zc3sX_opWs4/s1600-h/lipstick_beauty_id251055_size1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R06U1yiUJaI/AAAAAAAAADw/zc3sX_opWs4/s400/lipstick_beauty_id251055_size1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5138207876695991714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una nota pubblicità di prodotti cosmetici termina il proprio messaggio promozionale con l'inquietante espressione: &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;"La bellezza è un diritto di tutti"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa intende? Se lo slogan serve a significare che tutti hanno diritto a godere di un po' di bellezza quotidianamente, tra tutte le sfighe che possono capitare, allora si, sono daccordo. Ma temo che il messaggio sia un'altro: la bellezza è una caratteristica a cui hanno diritto tutti. E non credo proprio sia così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La bellezza, proprio perchè tale, è un attributo soltanto di qualcuno; ci sono vari tipi di bellezza, che rispondono tutti a canoni decisamente soggettivi, questo è ovvio: ma soprattutto per quel che riguarda la bellezza "estetica", fortunatamente non si tratta proprio di una proprietà universale. Anzi, senza una massa informe e anonima, la bellezza non significherebbe nulla. &lt;br /&gt;Non si spegherebbe altrimenti come mai hanno così successo i programmi televisivi in cui la bellezza è ostentata, svuotata, svenduta per nulla: tutti possono essere come Costantino, come Kate Moss. Se la bellezza fosse veramente di tutti, non si vedrebbero intere generazioni di ragazzine pettinate con la stupidissima frangia della Tatangelo, per capirci. Questo è ciò che si ottiene nel voler rendere "universale" la bellezza.&lt;br /&gt;I film, in genere, sono farciti di splendore in ogni personaggio, dal protagonista al fattorino che compare in una scena di spalle, per questo spesso hanno un successo spropositato rispetto alla qualità vera della pellicola: è un mondo perfetto, ma lontanissimo da quello che è il nostro; ce ne rendiamo conto tutti, anche il più scemo. Io non auspico che la bellezza diventi una proprietà di tutti, i beni più preziosi sono anche i più rari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anzi: ben venga la "non-bellezza": così vedere la propria ragazza, e pensare che sia bella, ha un significato. Ci si sente fortunati quando si può godere della bellezza altrui, quando la si individua. Scorgere quel tratto, quella caratteristica, quel gesto, è un'emozione che riempie come poche.&lt;br /&gt;Non toglieteci pure questo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-1087325076531822365?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/1087325076531822365/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=1087325076531822365&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/1087325076531822365'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/1087325076531822365'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2007/11/no-beauty-no-party.html' title='No beauty, no party'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/R06U1yiUJaI/AAAAAAAAADw/zc3sX_opWs4/s72-c/lipstick_beauty_id251055_size1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-4649250827072936407</id><published>2007-11-17T11:37:00.000+01:00</published><updated>2008-11-14T00:26:26.514+01:00</updated><title type='text'>Susan "Sadie" Atkins</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Rz7ItSiUJZI/AAAAAAAAADo/_2IfIUpYdMs/s1600-h/sadie_prison.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Rz7ItSiUJZI/AAAAAAAAADo/_2IfIUpYdMs/s400/sadie_prison.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5133761305644377490" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Guardate per un attimo la foto che apre questo mio post.&lt;br /&gt;Bella, vero? Sembra la classica brava ragazza della porta accanto, oppure quella che si siede vicino a te all'università, quella che ti colpisce per la sua timidezza e l'ordine con cui prende gli appunti.&lt;br /&gt;Sarebbe la classica fidanzata da presentare ai genitori, elegante e educata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene, guardatela ancora per qualche secondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella ragazza è Susan "Sadie" Atkins, ovvero la più spietata delle ragazze della Manson Family. L'8 agosto 1969 entrò a 10050 Cielo Drive, Beverly Hills, alla villa che Sharon Tate e il marito Roman Polanski avevano appena comprato da Terry Melcher, insieme ad altri tre compomenti della "famiglia", torturando e massacrando tutti i presenti. Sharon Tate era incinta di otto mesi, la sera che venne uccisa.&lt;br /&gt;Durante il processo, ammise di essere l'autrice dell'omicidio della donna, e di aver "leccato il suo sangue dalle dita". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso guardate di nuovo la foto. &lt;br /&gt;Fa un effetto diverso, vero?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.s. Ho ascoltato la storia di Manson e la sua family nel programma di Carlo Lucarelli su radio dj: successivamente sono corso su internet, per informarmi e scartabellare i documenti dei processi, le fotografie, le cronache agghiaccianti. Non sarei così interessato a studiare psicologia criminale, se queste cose non destassero un certo fascino su di me, ma non fraintendete: non stimo queste persone, non stimo Susan Atkins. Anzi. Il fatto che fosse una ventunenne "succube" di una personalità come quella di Manson, non la accetterò mai come giustificazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se qualcuno di voi, però, fosse interessato ad approfondire, a conoscere meglio quella ragazza della foto, vada &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=imoRY576HvQ"_blank" rel="nofollow"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per una ricostruzione, invece, dei fatti della notte dell'8 agosto, vi rimando al blog di &lt;strong&gt;&lt;a href="http://alexandra-amberson.blogspot.com/2004/11/helter-skelter.html"_blank" rel="nofollow"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Alexandra&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-4649250827072936407?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/4649250827072936407/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=4649250827072936407&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/4649250827072936407'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/4649250827072936407'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2007/11/susan-sadie-atkins.html' title='Susan &quot;Sadie&quot; Atkins'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Rz7ItSiUJZI/AAAAAAAAADo/_2IfIUpYdMs/s72-c/sadie_prison.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-425433879807303735</id><published>2007-11-10T14:41:00.000+01:00</published><updated>2008-11-14T00:26:26.798+01:00</updated><title type='text'>Viaggiando con Morrison</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RzW7IohxrEI/AAAAAAAAADg/kNPuYPabR5A/s1600-h/The+Doors+Jim+Morrison+(1)_01.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RzW7IohxrEI/AAAAAAAAADg/kNPuYPabR5A/s400/The+Doors+Jim+Morrison+(1)_01.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5131213107450981442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ero alla stazione, aspettavo il treno per torino, e l'iPod riempiva le mie orecchie di Morrison, per l'ossessione che ritorna.&lt;br /&gt;Ho visto, a un certo punto, un amico che proprio amico non è, di quelli che se li incontri sul treno non sei abbastanza estraneo per far finta di nulla, ma nemmeno abbastanza conoscente da poter viaggiare insieme, discorrendo. Persona appiccicosa per di più. &lt;br /&gt;Eventualmente, se lui mi avesse visto, sarebbe stata un'ora di imbarazzi e frasi di circostanza. Ho deciso, quindi, di girarmi dall'altra parte, prima che lui si rendesse conto di me, facendo anche finta di telefonare, per essere sicuro che, anche se mi avesse notato, non avrebbe avuto il coraggio di avvicinarmi.&lt;br /&gt;Quando il treno era ormai arrivato, lui mi si era però avvicinato: vedevo la sua immagine riflessa nella lucida fiancata del convoglio, che aspettava, proprio dietro di me che le porte si aprissero. Ero fregato. &lt;br /&gt;Conclusi con pochi convenevoli la mia telefonata immaginaria, mi piegai per raccogliere le valigie, sicuro che lui mi avrebbe attaccato inevitabilmente bottone, ma mi passò invece di fianco, senza voltarsi, e si buttò in un vagone. Io, con abile sapienza tattica, mi gettai nel vagone antistante, evitando così, con un certo compiacimento, di starlo a sentire fino a Porta Nuova. &lt;br /&gt;Poi, però, il compiacimento mutò rapidamente in dubbio: era impossibile che non mi avesse visto. E quindi? E quindi forse lui stesso aveva cercato di evitarmi. Ma come? Una persona che "planetariamente" è considerata uno sfigato, mi evita?&lt;br /&gt;Lui si permette di evitare me? Mi attanagliò un indescrivibile sconforto, mentre la voce piena di Morrison di certo non aiutava a scacciare i fantasmi. &lt;br /&gt;Avrei voluto alzarmi per andare di là a chiedergli come si era permesso, lui, di evitare me. Spaccargli la faccia, magari. Una vocina intanto mi chiedeva, inascoltata, perchè ne facevo un dramma, visto che avevo desiderato con tutto me stesso, solo pochi minuti prima, di potergli sfuggire.&lt;br /&gt;Ne faccio un dramma perchè non posso essere rifiutato, sono io a rifiutare gli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Before I sink into the big sleep, I want to hear, I want to hear... The scream of the butterfly.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I treni, i pullman, sono sempre pieni di una musica invisibile. Ogni persona che incontri con un paio di cuffie nelle orecchie, ha una colonna sonora per il viaggio che sta percorrendo: sono melodie diverse, l'una dall'altra, per lo stesso film.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La colonna sonora è così importante per la buona riuscita del film?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-425433879807303735?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/425433879807303735/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=425433879807303735&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/425433879807303735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/425433879807303735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2007/11/viaggiando-con-morrison.html' title='Viaggiando con Morrison'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RzW7IohxrEI/AAAAAAAAADg/kNPuYPabR5A/s72-c/The+Doors+Jim+Morrison+(1)_01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-478285670817317418</id><published>2007-10-24T00:01:00.001+02:00</published><updated>2008-11-14T00:26:27.012+01:00</updated><title type='text'>Nemesi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Rx53dlIbtBI/AAAAAAAAADY/VMs6NgTbMtQ/s1600-h/Pioggia+battente.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Rx53dlIbtBI/AAAAAAAAADY/VMs6NgTbMtQ/s400/Pioggia+battente.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5124664776061596690" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non era la pioggia il problema, anche se era fermo sul lato opposto della strada da qualche minuto ormai, e la giacca grigia di Ck era scurita dalle spesse goccie e i capelli incominciavano a incollarsi in grosse ciocche alla fronte. La solita massa umana lo schivava infastidita, guardandolo come se fosse un extraterrestre caduto chissà quando dal cielo, resosi appena conto della cosa. Solo l'aver dimenticato l'ombrello sull'astronave sembrava infastidire la gente della Città.&lt;br /&gt;L'uomo fissava qualcosa sul lato opposto della strada, come detto: uscendo di casa quel mattino non aveva immaginato di poter perdere l'appuntamento con il cliente, ma non era nemmeno quello il problema. Sicuramente quello l'avrebbe aspettato per un po', seduto al bancone dell'Hilton, sorseggiando Martini a ripetizione, per poi andarsene, e la sua azienda avrebbe perso l'affare da settecentonovanta milioni. Ma no, non era questo il problema. Le dita della mano destra, sulle quali si incastonavano grosse perle d'acqua, stringevano forte la ventiquattrore, anche se avrebbe preferito di gran lunga lasciarla cadere a terra e correre via. Ma non riusciva a scostare nemmeno lo sguardo, figuriamoci i muscoli necessari a muovere un dito. Sapeva (l'aveva letto su diverse riviste specializzate) che la paralisi di ogni arto era il primo sintomo: una paralisi mentale, non fisica: forse avrebbe potuto, credendo di più in se stesso, sciogliere le membra e cercare una flebile opposizione, ma non ne era capace.&lt;br /&gt;Si ricordò cosa sarebbe successo di li a poco: avrebbe sentito un calore sempre maggiore crescere dalle viscere, seguito dal classico formicolio agli arti inferiori; la fase tre sarebbe consistita in un progressivo annebbiamento della vista, fino alla quasi totale cecità. Da qui in poi si sprecavano le ipotesi, nessuno era mai riuscito a raccontare il seguito: ma non era questo il problema, non era questo che lo preoccupava. &lt;br /&gt;Il problema era che non era riuscito a dirle che l'amava. L'avrebbe fatto quella sera stessa, dopo lavoro. Avrebbe messo il suo vestito nuovo, comprato per l'occasione, e l'avrebbe portata nel nuovo locale sulla sedicesima, gestito da chissà quale attore di successo. C'era solitamente una lista d'attesa di mesi, ma lui era riuscito a prenotare un tavolo. Il ristorante giusto, la musica e l'atmosfera giusta: lei non avrebbe potuto nè voluto resistergli. Era ormai da tempo un uomo di successo, il rifiuto non era concepito nel suo vocabolario. No, lei avrebbe ricambiato, era già tutto accaduto decine di volte all'interno del film nella sua testa. &lt;br /&gt;Ma sarebbe rimasto solamente un vezzo mentale, la Nemesi lo aveva trovato prima. Cominciò a sentire il calore che gli avvolgeva lo stomaco, proprio mentre si rendeva conto che mai lei avrebbe saputo ciò che lui provava per lei, che l'amava dal primo momento in cui l'aveva incontrata alla tavola calda. Era da sola, quel giorno, seduta a un tavolino di fronte al suo leggeva un libro di un autore ventunenne suicida russo. Aveva i capelli disordinatamente tenuti insieme da una pinza, gli occhiali con una montatura rossa e si mordeva un labbro mentre sfogliava le pagine, una dopo l'altra. Aveva un'espressione seria, e lui aveva da subito adorato come lei beveva il suo frullato senza smettere di leggere nemmeno per un secondo.&lt;br /&gt;Era ormai zuppo dalla testa ai piedi, non sentiva freddo, però: gli organi interni bruciavano letteralmente, avrebbe vomitato la colazione in mezzo alla strada, se solo gli fosse stato possibile.&lt;br /&gt;Erano usciti a cena due o tre volte, dopo quel giorno alla tavola calda: lui era letteralmente partito, affascinato da come lei parlava con disinvoltura di arte, cinema, musica, senza però ostentare alcun tipo di saccenza o presunzione. Non si erano ancora mai baciati, manco a dirlo, e adesso sapeva che mai sarebbe successo. Il formicolio alle gambe iniziò a fargli mancare il terreno da sotto i piedi proprio mentre un tizio al cellulare gli dava una spallata, imprecando. Da sempre fastidio un uomo che se ne sta in mezzo al marciapiede, mentre fissa un punto lontano. &lt;br /&gt;Quando la vista cominciò ad annebbiarsi, ricordò per qualche secondo l'ultima volta che l'aveva vista. &lt;br /&gt;Era bellissima. L'aveva invitato a pranzo da lei, la domenica precedente: gli aveva aperto la porta con un maglione di diverse misure più grande e un paio di jeans, poi si era seduta su una poltrona con le gambe accavallate, aveva versato due bicchieri di vino rosso e avevano mangiato e parlato e lei era così fragile e piccola che lui avrebbe voluto chiederle di sposarlo, di avere un figlio insieme, e avrebbe voluto giurarle che l'avrebbe protetta e amata per sempre, che si sarebbe preso cura di lei e che non avrebbe mai avuto bisogno di lavorare o preoccuparsi di nulla.&lt;br /&gt;Però non era riuscito. E quando era giunto il momento di andare, c'era stato quel momento di imbarazzo in cui lei apre la porta e rimane sulla soglia, quindi lui si deve schiacciare contro il muro per passare ma comunque la sfiora, e poi quando è fuori di avvicina per darle due baci sulle guance, ma in realtà è un'altro il bacio che vorrebbe chiederle, e lei sa perfettamente che cosa potrebbe succedere, e c'è elettricità nell'aria, e lei se ne sta lì con le braccia a metà tra un abbraccio e qualcosa di più, e lui alla fine non ce la fa, la bacia sulle guance e si rende conto che lei aveva chiuso gli occhi, oppure gli era solo sembrato, e poi se ne va mangiandosi le mani, e vorrebbe voltarsi, ma troppo tardi, perchè ha già sentito chiudersi la porta alle sue spalle.&lt;br /&gt;Avrebbe voluto piangere, ma si rendeva conto che dopo la cecità, sopraggiunta da poco, se ne erano andati uno dopo l'altro anche gli altri sensi. Mentre il respiro affievoliva, tornò per un secondo di fronte alla porta di lei, convincendo il ricordo a compiere quel qualcosa che non avrebbe potuto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'esatto istante in cui il suo cuore smise di battere, la Nemesi era entrata nel suo corpo, invisibile a tutti: nessuno si era reso conto che quella persona, zuppa di pioggia fino al midollo, era morta e che il suo corpo era ora posseduto da un ospite: il tutto era durato pochi minuti. E, così come si era improvvisamente fermato poco prima, tanto improvvisamente l'uomo ricominciò a camminare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-478285670817317418?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/478285670817317418/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=478285670817317418&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/478285670817317418'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/478285670817317418'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2007/10/nemesi.html' title='Nemesi'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Rx53dlIbtBI/AAAAAAAAADY/VMs6NgTbMtQ/s72-c/Pioggia+battente.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-2083305893723243974</id><published>2007-10-06T11:13:00.000+02:00</published><updated>2008-11-14T00:26:27.300+01:00</updated><title type='text'>6 agosto, 62 anni dopo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RwdeRlIbtAI/AAAAAAAAADQ/0I6F1QDjbkA/s1600-h/hiroshima14.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RwdeRlIbtAI/AAAAAAAAADQ/0I6F1QDjbkA/s400/hiroshima14.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118163157648126978" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il 6 agosto, compie gli anni il mio amico Luis.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 6 agosto, però, 62 anni fa, una bomba atomica chiamata in codice Little Boy veniva sganciata dal B-29 statunitense "Enola Gay", sulla città di Hiroshima in Giappone, alle 8:16 di mattina (ora locale). Esplose ad un altitudine di 576 metri con una potenza pari a 12.500 tonnellate di TNT uccidendo all'istante 80.000 persone (altre 60.000 moriranno entro la fine dell'anno a causa delle malattie causate dal "fallout" nucleare) e distruggendo circa l'80% dell' area edificata della città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo una ragazza giapponese, conosciuta su Icq, un programma per chattare, parecchi anni fa. Non ricordo il suo nome, ma ricordo che mi aveva mandato una sua foto, ed era anche abbastanza carina: aveva un kimono rosso, era in un giardino e rideva mentre cercava di coprirsi il volto con una mano. &lt;br /&gt;Una pomeriggio caldo d'agosto, mi aveva raccontato che suo nonno era sopravvissuto all'attacco di Hiroshima, quando era poco più che un ragazzo, e quella storia mi è rimasta ben fissa nella memoria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era al primo anno di università, suo nonno. Era a scuola, in cortile. L'allarme anti-aereo aveva suonato circa una mezz'ora prima, ma era poi subito rientrato: i professori avevano dato il permesso agli studenti di tornare all'aria aperta, e lui stava parlando con alcuni amici sotto una pianta. La scuola che frequentava, si trovava a circa 2 km di distanza dal punto nel quale venne sganciato l'ordigno nucleare: ricordava, perfettamente, la scia bianca lasciata dal bombardiere che aveva sorvolato la città, come un puntino lontano ma perfettamente distiguibile. Non si era chiesto come mai un aereo "nemico" si era palesato così all'improvviso, nonostante l'allarme fosse rientrato. Non ce n'era stato il tempo. Il suo corpo era stato scaraventato a una decina di metri di distanza, senza poter opporre resistenza. Aveva perso i sensi, forse, poi si era rialzato e sentiva un formicolio dappertutto. C'era fumo dappertutto, ma non sentiva urla. Era un silenzio quasi agghiacciante. Solo qualche minuto dopo, aveva cominciato a rendersi conto di cosa era successo: tutti i suoi amici, come lui, erano stati scaraventati a distanza. Ma la cosa sconvolgente non era quella: guardandosi, si era reso conto di essere praticamente nudo. I vestiti erano bruciacchiati, fusi, distrutti: la pelle faceva male, in alcuni punti era staccata dal corpo, fino alla carne. non faceva male, aveva raccontato alla nipote, ma era uno spettacolo raccapricciante. Un suo amico, piangeva: senza dire una parola lo aveva sollevato e insieme si erano avviati verso le macerie della scuola. Camminando, aveva guardato Hiroshima, o meglio, aveva guardato verso il punto in cui, poco prima, esisteva Hiroshima. Tre quarti della città non esistevano più. &lt;br /&gt;E a quel punto, aveva pensato a sua madre, e sua sorella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui, il racconto della mia amica si era interrotto. Non mi ha mai raccontato il resto, cosa era successo dopo. Non ho enfatizzato le sue parole, le ho riportate semplicemente come le ricordo. Nel suo cuore erano impresse queste immagini, passatele dalla memoria viva dal nonno: lei le ha poi trasferite nel mio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 6 agosto, l'uomo si è mostrato per quello che è?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buon compleanno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-2083305893723243974?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/2083305893723243974/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=2083305893723243974&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/2083305893723243974'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/2083305893723243974'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2007/10/6-agosto-62-anni-dopo.html' title='6 agosto, 62 anni dopo'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RwdeRlIbtAI/AAAAAAAAADQ/0I6F1QDjbkA/s72-c/hiroshima14.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-3895606813358187266</id><published>2007-09-29T09:35:00.001+02:00</published><updated>2008-11-14T00:26:27.579+01:00</updated><title type='text'>Grecia - Italia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Rv4DzVIbs_I/AAAAAAAAADI/fks-5nCWoMo/s1600-h/content_spanoulis2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Rv4DzVIbs_I/AAAAAAAAADI/fks-5nCWoMo/s400/content_spanoulis2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5115530407120188402" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sono quasi due mesi che non aggiorno il blog. Tra l'ultimo post e questo c'è stata la vacanza in Grecia, l'allestimento della nuova camera a Torino, l'inizio delle lezioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Grecia è servita per due motivi principalmente: dovevo scrivere un racconto e trovare la risposta a una fondamentale domanda. Il racconto ha preso forma, è scritto sul compagno di viaggio elettronico e tra poco, dopo una rilettura e "sgrassatura" potrà essere letto da chi avrà voglia di dare un giudizio. Inoltre ho posto le basi per altri tre racconti (l'ispirazione, su un'isola greca circondata da mare e nulla, non so come ma viene).&lt;br /&gt;I protagonisti dei racconti, per chi volesse un'anticipazione:&lt;br /&gt;- un uomo che ha salvato il mondo&lt;br /&gt;- un avvocato e la nemesi di un suo amico&lt;br /&gt;- un ostaggio&lt;br /&gt;- un folle&lt;br /&gt;La domanda che aveva bisogno di risposta, è stata sciolta, analizzata, frammentata, negata, odiata, ma alla fine è stata risolta, brillantemente direi. Quindi sono un po' più felice di prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, questo è il "resoconto", in breve, dell'estate.&lt;br /&gt;Avrei voluto, se fossi stato qua, scrivere un post sul V-day di Grillo, ma ormai è tardi. Vorrei scrivere quello che penso, inoltre, su grandi temi vari, tra cui la caldissima attualità della Birmania, ma risulterei banale. Non mi piace riempirmi la bocca di luoghi comuni. &lt;br /&gt;Quindi due banalità sportive, che sono permesse: sono innamorato di "Ibracadabra" (pagato 170 milioni al fantacalcio, un investimento no?), e in Grecia ho capito cosa vuol dire, guardando il basket, amore per una nazione. Centinaia, anzi migliaia di Greci, in strada, a guardare le partite su televisori al plasma, esultavano come un gol di Materazzi in finale di coppa del mondo per ogni canestro degli azzurro-crociati. Poco importa poi, se alla fine sono arrivati quarti. Due nomi, tra tutti: Papalukas e Diamantidis, due giocatori formidabili, oltre al mio preferito in assoluto Spanoulis (ha il cognome simile al mio, e ogni tanto mi capita di "immaginarmi" al posto suo, a comandare l'attacco ellenico).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una promessa a me stesso: maggiore impegno, per tutto, blog compreso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.s. Nick, uno dei miei scrittori preferiti, sostiene che nn si possono ascoltare per anni canzoni d'amore, di sofferenza, di ricordi e nostalgia, senza subirne profonde conseguenze. Meledetti Sigur Ros.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-3895606813358187266?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/3895606813358187266/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=3895606813358187266&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/3895606813358187266'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/3895606813358187266'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2007/09/grecia-italia.html' title='Grecia - Italia'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Rv4DzVIbs_I/AAAAAAAAADI/fks-5nCWoMo/s72-c/content_spanoulis2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-1502090757750032770</id><published>2007-08-14T13:44:00.000+02:00</published><updated>2008-11-14T00:26:27.698+01:00</updated><title type='text'>Lacrima</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RsGXf0auExI/AAAAAAAAADA/JF9EpPRBBnE/s1600-h/lacrima.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RsGXf0auExI/AAAAAAAAADA/JF9EpPRBBnE/s400/lacrima.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5098522826062566162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una lacrima che scende, mentre sei a letto e ripensi a quello che stai facendo, provando, decidendo, giorno dopo giorno, non verrà mai vista da chi l'ha provocata, e nemmeno da chi avrebbe potuto consolarla.&lt;br /&gt;Nei film è tutto più facile: è vero, anche nella finzione cinematografica il protagonista è solo col suo dolore, coi suoi dubbi e le sue paure, però ha centinaia di occhi che lo guardano attraverso lo schermo, occhi che si commuoveranno e proveranno forte empatia, per qualche secondo. Tutto ciò renderà la scena fortemente emotiva, il suo dramma interiore, qualunque esso sia, trarrà significato proprio da tutto ciò. &lt;br /&gt;Se invece sei solo, a casa tua, nel letto, fissi il buio rigirando il cuscino sotto la testa, stropicciando le coperte sperando che il sonno ti rapisca per portarti nel confortante mondo dei sogni, ma quel maledetto si diverte a farti attendere, beh quella lacrima figlia dei tuoi pensieri non la vedrà nessuno, se non il tuo cuore triste, rendendoti ancora più consapevole di quanto si è soli, in quei momenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto è stupida e banale, la mia lacrima finale, cantavano i Perturbazione, citando i Belle and Sebastian. Mi viene in mente questa canzone, mentre asciugo via la lacrima e mi rigiro nuovamente nel letto, prendendo a pugni un'altra ora di sonno perso&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-1502090757750032770?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/1502090757750032770/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=1502090757750032770&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/1502090757750032770'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/1502090757750032770'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2007/08/lacrima.html' title='Lacrima'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RsGXf0auExI/AAAAAAAAADA/JF9EpPRBBnE/s72-c/lacrima.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-8090449461812955287</id><published>2007-07-17T16:24:00.000+02:00</published><updated>2008-11-14T00:26:27.859+01:00</updated><title type='text'>Ricordo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RpzS-cBgSNI/AAAAAAAAAC4/QvPeOjas03Q/s1600-h/Benni.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RpzS-cBgSNI/AAAAAAAAAC4/QvPeOjas03Q/s400/Benni.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5088173649138043090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mi è tornato in mente questo pensiero, del grande &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Stefano Benni&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Quanti Cristi inchiodati a una sedia, o a un letto, la gente scavalca, per inginocchiarsi di fronte a un cristo di legno.&lt;br /&gt;Quanti sacrifici dimenticati, per ricordarne uno solo. Se mi facessero entrare in una chiesa, griderei: smettetela di guardare quell'altare vuoto, adoratevi l'un l'altro!"&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Volevo condividerlo, tutto li.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi volesse una piccola iniezione di emozioni: l'ultimo singolo degli &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=MM5pUoreNKg" target="_blank" rel="nofollow"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Editors&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-8090449461812955287?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/8090449461812955287/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=8090449461812955287&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/8090449461812955287'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/8090449461812955287'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2007/07/ricordo.html' title='Ricordo'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RpzS-cBgSNI/AAAAAAAAAC4/QvPeOjas03Q/s72-c/Benni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-8222725135082739426</id><published>2007-07-02T15:07:00.000+02:00</published><updated>2008-11-14T00:26:28.064+01:00</updated><title type='text'>In questo mondo di Gossip</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Roj-RvTZVSI/AAAAAAAAACw/oF4rUXBxK-k/s1600-h/paris-hilton+(1).jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Roj-RvTZVSI/AAAAAAAAACw/oF4rUXBxK-k/s400/paris-hilton+(1).jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5082591760196654370" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una giornalista "con le palle" americana, tale Mika Brzeiznski, si è rifiutata di aprire il telegiornale che da anni conduce, leggendo una notizia riguardante la divetta Paris Hilton. Il motivo? Molteplice, sicuramente: in una giornata in cui c'erano state decine di vittime per un'autobomba in medio-oriente, in cui la politica americana era in fermento, la nostra non aveva intenzione di aprire il notiziario con una notizia-spazzatura; inoltre, credo, da persona colta e professionale ne aveva le palle piene.&lt;br /&gt;Bene, il gossip piace a tutti, chi lo nega: io stesso, quando sono in coda per farmi tagliare i capelli, sfoglio i giornali patinati, e ogni tanto mi concedo una o due battute alla fermata del pullman circa le scappatelle di questo e quell'altro.&lt;br /&gt;Però provo schifo e malumore, quando in un telegiornale che ha la pretesa di essere "serio", non si fa altro che parlare di culi, veline o delle varie Gregoraci e Lecciso. Il fenomeno è iniziato con quel porcile che è studio-aperto (non mi dilungo su quanto odio Silvia Vada e tutte le stupide analfabete che lavorano per questo telegiornale, perchè potrei andare avanti per giorni senza ripetermi), ma poi ha prontamente invaso anche il telegiornale di canale 5, e anche la Rai poco a poco si sta adeguando. L'equazione è semplice: il gossip tira molto di più della politica e dell'informazione "seria", quindi in un'era in cui è vendere la pubblicità che conta, sono gli ascolti da portare a casa, non tanto la qualità del prodotto.&lt;br /&gt;Io non ci sto, e non penso che la soluzione sia tanto difficile da trovare: credo che siano molti i giornalisti, anche in Italia, che la pensano come la brava Mika americana. Non penso si possa criticare l'"utente", che fruisce di questa tv-spazzatura, quando le alternative vere e proprie non ci sono.&lt;br /&gt;Sono loro, i direttori dei giornali e dei tg, che decidono la qualità dell'informazione: se questi personaggi, che hanno un potere immenso spesso sottovalutato dall'opinione pubblica, sono fantocci che pensano soltanto al guadagno e vogliono infilarci in testa soltanto porcherie, bene, non sarebbe ora che questi giornalisti dipendenti si ribellassero, rifiutandosi di leggere, pubblicare, commentare, diffondere certe notizie? O per lo meno riservassero loro lo spazio che compete loro, ovvero veri e propri programmi di gossip, eliminando l'imbarazzante abbinamento che si viene a creare, quando una notizia sull'ennesimo atto di terrorismo viene affiancata (o addirittura preceduta) dal nuovo amore di Elisabetta Canalis.&lt;br /&gt;Ci vuole lavoro e fatica, per diventare un giornalista professionista, ne so qualcosa anche io: penso che per chi ha lavorato duramente per giungere finalmente ad avere quel tesserino, abbia a cuore l'informazione e sia scandalizzato di fronte a questa situazione, creata da scelte di pochi.&lt;br /&gt;Avanti, ribellatevi. Solo così scriverete il vostro nome nella storia del giornalismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.s. Per chi volesse vedere il video di Mika Brzeiznski, clicchi &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=C2ZFclfEMuE" target="_blank" rel="nofollow"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-8222725135082739426?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/8222725135082739426/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=8222725135082739426&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/8222725135082739426'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/8222725135082739426'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2007/07/in-questo-mondo-di-gossip.html' title='In questo mondo di Gossip'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Roj-RvTZVSI/AAAAAAAAACw/oF4rUXBxK-k/s72-c/paris-hilton+(1).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-3799866696894092752</id><published>2007-06-15T14:24:00.000+02:00</published><updated>2008-11-14T00:26:28.238+01:00</updated><title type='text'>Carte angeliche</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RnKJGgUusWI/AAAAAAAAACo/u1Y-Ayfmdmc/s1600-h/168240_1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RnKJGgUusWI/AAAAAAAAACo/u1Y-Ayfmdmc/s400/168240_1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5076270474849071458" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mia madre ogni tanto se ne esce con una nuova. Questa volta si è comprata un set di piccole carte quadrate, grandi più o meno 5x5 cm, sulle quali sono scritte delle piccole "risposte" in lettere dorate. Le carte delle risposte degli angeli, ha detto che si chiamano, o qualocosa del genere, adesso non ricordo. &lt;br /&gt;In pratica funzionano così: tu metti la tua mano sinistra sulle carte, pensi intensamente a una domanda che ti corrompe il cuore e intasa i pensieri, poi prendi una carta, e la risposta al tuo problema sarà scritta li sopra. Dice che funziona. Sarà. &lt;br /&gt;Superato lo spontaneo rifiuto per questo genere di cose, ho però deciso di provare, un giorno che ero solo in casa, a porre qualche domanda alle fatidiche carte: volevo cominciare con qualcosa di semplice, e nel caso in cui fossi rimasto soddisfatto, avrei approfondito la conoscenza sullo scibile umano, grazie a questo potentissimo mezzo!&lt;br /&gt;Ecco le prime domande che mi son venute in mente, e che ho sottoposto alle carte:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) La amo?&lt;br /&gt;2) Ho fatto bene a lasciare ingegneria per passare a psicologia?&lt;br /&gt;3) L'inter vincerà lo scudetto anche il prossimo anno?&lt;br /&gt;4) Sono felice?&lt;br /&gt;5) Dio esiste?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco le risposte fornite dalle carte:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) credi nel tuo sogno &lt;br /&gt;2) continua nello scopo&lt;br /&gt;3) è amore&lt;br /&gt;4) sei guarito&lt;br /&gt;5) riceverai un regalo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tutto mi ha lasciato confuso: è amore, ad esempio, poteva essere la risposta alla domanda numero uno, più che alla tre (per la quale un "credi nel tuo sogno" ci sarebbe anche stata bene). Forse, essendo le risposte oscure, esse vengono assegnate in ordine sparso, ho pensato. O forse ero stato vago, forse dovevo essere più preciso nel quesito: dunque ho deciso di porre una domanda meglio definita, del tipo: farei bene a sterminare la mia famiglia, a fare a pezzi i cadaveri, darli in pasto a qualche animale selvatico, poi unirmi al gruppo separatista basco e collezionare gusci di noci provenienti dai quattro angoli del mondo per poi venderli a un miliardario arabo e col ricavato costruire una flotta di missili per abbattere i satelliti delle principali televisioni mondiali e creare così un regno di caos e disinformazione?&lt;br /&gt;La risposta è stata: fai entrare in te il divino. Difficile interpretazione, direi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-3799866696894092752?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/3799866696894092752/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=3799866696894092752&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/3799866696894092752'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/3799866696894092752'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2007/06/carte-angeliche.html' title='Carte angeliche'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RnKJGgUusWI/AAAAAAAAACo/u1Y-Ayfmdmc/s72-c/168240_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-8807785592139576013</id><published>2007-06-06T20:08:00.000+02:00</published><updated>2008-11-14T00:26:28.427+01:00</updated><title type='text'>Imprevisto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Rmb6NgUusVI/AAAAAAAAACg/590pVDYPXps/s1600-h/moskC1baule.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Rmb6NgUusVI/AAAAAAAAACg/590pVDYPXps/s400/moskC1baule.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5073017140201566546" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una premessa: il post che state per leggere, se volete leggerlo, non mi piace.&lt;br /&gt;L'ho postato perchè l'ho scritto, e ho deciso di non buttare più nulla di quello che scrivo, almeno non ciò che scrivo che superi le 20 righe. Magari un giorno, rileggendole, riuscirò a cavarne qualcosa di buono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi chiamo Micky (si legge Maichi), e il vampiro ha ripreso a vivere in me. Non penso fosse un caso che quel giorno mi trovassi proprio in quella frequentata aula studio, dove si ritrovano ragazzi di tutte le età per consumare i propri sforzi applicativi ma soprattutto per solidarizzare su un probabile insuccesso all’esame di turno. Ero seduto al mio posto, in un angolo, per non venire disturbato in continuazione dalle parole e dalle risatine inconsistenti della massa inebriata dai primi vagiti di un’estate ancora troppo debole per nascere completamente. Le cuffie nelle orecchie mi impedivano di sentire i loro discorsi bisbigliati, quando di tanto in tanto alzavo la sguardo dal mio libro per osservare qualcuno, a caso. Spesso in queste situazioni mi era capitato, altre volte, di immaginare nella mia testa evoluzioni dei fatti inattese: ogni tanto il protagonista del mio flusso mentale era uno squilibrato, che si alzava dalla propria sedia al centro della sala e, dopo aver estratto una pistola celata nello zaino, scaricava il suo disagio post adolescenziale sulla ragazza seduta poco lontano, sotto forma però di qualche dozzina di proiettili. Se ero fortunato in uno di questi flash io stesso venivo colpito accidentalmente da un colpo vagante, e a seconda dei casi agonizzavo a terra per qualche istante, prima di spegnermi definitivamente e tornare a studiare, oppure eroicamente, tenendo una mano sulla parte ferita, mi lanciavo sul folle atterrandolo e disarmandolo, tra gridolini di approvazione e giubilo, e conati di vomito trattenuti.&lt;br /&gt;A volte invece guardavo attentamente le espressioni delle ragazze intente a studiare, quelle che hanno 30 e lode stampato in faccia dalla prima elementare, e mi chiedevo, scrutando le loro espressioni contrite dagli sforzi di uno studio folle e disperatissimo, come queste stesse espressioni si sarebbero potute mutare, nel momento dell’amplesso sessuale. Mi è capitato di pensare, lo ammetto, che certe figlie di papà vorresti davvero portartele a letto solo per vedere come sono capaci di godere: se si mordono le labbra, se chiudono gli occhi trattenendo il respiro o se urlano come ossesse, nell’attesa del colpo finale.&lt;br /&gt;Quel giorno invece avevo in mente di ucciderne una, per vedere che effetto facesse. Era tardi, saranno state le nove, l’aula studio andava svuotandosi sempre più velocemente, e tra coloro che rimanevano avrei dovuto scegliere la mia preda, per placare la sete curiosa del vampiro che, da semplice interrogativo stupido nato tra una pagina e l’altra, rischiava di diventare ossessione capace di impedirmi di preparare l’esame di antropologia culturale. &lt;br /&gt;La vidi seduta ad un tavolo da sola, mentre ripeteva chissà quale lezione tenendo due dita sulla bocca e guardando in alto. Era bionda, truccata lievemente e pareva essere a suo agio vestita con una maglia porpora e dei pantaloni verdi. Non l’avevo scelta però per il pessimo accostamento cromatico, ma per la collana semplice e dorata alla quale era assicurato un cuore in argento. Anzi, un mezzo cuore d’argento: come quelli che si regalano i fidanzatini alle superiori, scambiandosi eterne promesse d’amore. La scelta era condizionata dal fatto che, se avessi dovuto uccidere qualcuno, questo qualcuno avrebbe dovuto aver il maggior numero di legami possibili: il funerale sarebbe stato grandioso, formidabile per il numero di presenti e per il dolore collettivo accumulato. &lt;br /&gt;La studiai per una buona mezz’ora, cercando di carpire il maggior numero di informazioni necessarie per il mio scopo: teneva il telefonino sul tavolo di studio e ogni tanto gli dava una sbirciata veloce, quasi impercettibile; forse aspettava qualcuno che la venisse a prendere (il proprietario dell’altra metà del suo cuore?) oppure semplicemente controllava l’ora. Era certo però che qualunque fosse il motivo, tra poco sarebbe andata via, e non avevo ancora un piano preciso d’azione: non potevo lasciare che il caso guidasse le mie azioni, perché altrimenti avrei rischiato di rovinare tutto, e trasformare un semplice esperimento in una tragedia ingestibile. &lt;br /&gt;Ad un certo punto si alzò, cominciando a radunare ordinatamente nello zaino le proprie cose: il mio cuore cominciò a martellare, sempre più forte: avrei potuto desistere dal mio scopo, ma ormai c’ero troppo dentro per tornare sui miei passi. Scaraventai nella borsa il libro dal quale stavo studiando, senza mettere un segno al punto al quale ero giunto: aspettai che uscisse e poi le andai dietro. Alla prima traversa girò alla sua destra, scomparendo alla mia vista: affrettai il passo e la vidi attraversare la strada, camminando senza voltarsi in direzione dell’incrocio principale. Le stavo dietro, qualche decina di metri ci distanziava, nell’attesa che i miei muscoli scattassero e che l’adrenalina facesse il resto. Mi rendevo conto che la vittima scelta dal caso per il mio esperimento, man mano che procedeva, accelerava il passo: mi aveva visto? Aveva capito le mie intenzioni? Era impossibile, ma non volevo comunque correre rischi. Attraversai nuovamente la strada, per depistarla, rimanendo però sulle sue tracce. Svoltò nuovamente in una via laterale, le andai dietro facendo finta di parlare al telefono, quasi per rassicurarla. Non volevo si spaventasse: volevo ucciderla, ma non ci vedevo nulla di sadico in tutto ciò e non volevo provocare effetti collaterali in lei. Estrassi un coltello dalla tasca: uno di quei coltelli svizzeri che venivano pubblicizzati a metà degli anni novanta, utilissimi se devi aprire una bottiglia di birra, sbucciare una mela, incidere un banco, o accoltellare una sconosciuta. Decisi che era il momento di agire: era tardi, non c’era nessuno in giro, la via era stretta e poco illuminata. Camminai più velocemente, ero a pochi metri da lei, quando improvvisamente si fermò, si accostò ad una macchina, e cominciò a cercare nella borsa qualcosa, forse le chiavi. Questa sua manovra improvvisa mi ghiacciò il sangue nelle vene, ma non lasciai trapelare alcuna emozione. Mi avvicinai a lei, stringendo nella mano sinistra la lama: ero a pochi passi da lei, poi la vidi estrarre un oggetto nero, luccicante. Non cercava le chiavi, in mano aveva una pistola. Si voltò, per la prima volta i nostri sguardi si incontrarono. Esplose un colpo, un secondo, forse anche un terzo. Ad ogni sparo socchiudeva gli occhi: non era abituata a far fuoco contro uno sconosciuto, pensai. Sentii i proiettili colpirmi all’addome, guardai le ferite allargarsi sulla maglietta nuova che indossavo per la prima volta, quel giorno.&lt;br /&gt;Caddi a terra, confuso. Dalla macchina, dal posto del guidatore, scese un tizio, non l’avevo visto prima. I due si guardarono, poi guardarono me. “Apri il bagagliaio”, lui le disse, mentre io a terra, inerme, guardavo il cielo sbavato dalle luci cittadine, impossibilitato in ogni più piccolo movimento. Ogni respiro aveva il sapore metallico del sangue.&lt;br /&gt;Mentre lei eseguiva l’ordine, lui mi sollevò da terra, quasi fossi un sacco vuoto, e mi depose con cura all’interno del baule: era ampio e pulito. Chiusi gli occhi, deglutii, e vidi l’uomo guardarmi senza emozioni. La ragazza era seduta in macchina, che aspettava. Dopo aver sigillato il bagagliaio, l’uomo si sedette nuovamente alla posto di guida e mise in moto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sentivo la strada correre sotto di me, ogni dosso era un sobbalzo. Sorrisi, nel buio del baule: ero tornato a essere vampiro, non potevano uccidermi con qualche colpo di pistola. Sciocchi. &lt;br /&gt;La macchina filava veloce nella città. Cercai di dormire un poco, mentre il mio cuore rallentava.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-8807785592139576013?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/8807785592139576013/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=8807785592139576013&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/8807785592139576013'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/8807785592139576013'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2007/06/imprevisto.html' title='Imprevisto'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Rmb6NgUusVI/AAAAAAAAACg/590pVDYPXps/s72-c/moskC1baule.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-7850059720569823432</id><published>2007-05-29T14:06:00.000+02:00</published><updated>2008-11-14T00:26:28.615+01:00</updated><title type='text'>La moleskine è più importante</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RlwXq1LjVQI/AAAAAAAAACY/EVtN6rZchuc/s1600-h/0124172313247.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RlwXq1LjVQI/AAAAAAAAACY/EVtN6rZchuc/s400/0124172313247.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5069953305109812482" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Questo blog rubava troppo tempo alla mia moleskine. Per questo ho “allentato”. Devo ammettere che ho anche ipotizzato, per qualche ora, di chiuderlo definitivamente, parlando della pioggia, come avevo iniziato. Poi ho riletto alcuni dei post più vecchi, mi sono un po’ commosso, un po’ ho sorriso, e ho deciso di lasciar perdere con i miei intenti blog-icidi per un po’, almeno.&lt;br /&gt;Non succede molto nella mia vita ultimamente, ho fatto delle riflessioni e ho diversi spunti che andrebbero approfonditi. Alternerò uno spunto serio a uno più leggero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo è politico: la sinistra non ha ancora capito che l’abbiamo votata soltanto per mandare a casa Berlusconi: non hanno davvero capito che il loro unico scopo, prima dell’inevitabile auto-distruzione, è quello di fare leggi alla Zapatero, promesse in campagna elettorale, di porre dei limiti ai futuri abusi della politica, e poi morire. Non lo capiscono, parlano a vanvera di argomenti ogni giorno diversi, e mi mettono in imbarazzo. Sono in imbarazzo perché io li ho votati, ho contribuito a mandare al governo personaggi vecchi e schifosi. Porci che si strafogano nella ciotola di turno, sculettando gli enormi posteriori ben attaccati alle poltrone. Pensavo fosse la destra il problema, mi sbagliavo: il problema è la classe politica, nel suo complesso: vecchia e incapace di atti di forza. Lo stesso succede nel piccolo centro in cui abito io: i “politici” non pensano al bene della città, ma compiono “voti politici”. Ma cosa cazzo state dicendo? Voti politici? La proposta del tal partito era anche intelligente, ma siamo avversari politici, quindi ci tocca votare contro. E così succede che il centro sinistra vota per un rifinanziamento delle missioni militari, mentre il centro-destra vota contro. Patetico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho pensato a un racconto, lo svilupperei se avessi l’ispirazione. In pratica mi chiedevo come mai riteniamo sempre che il mondo sia nostro. Si, beh, di noi umani. Se si calcola in termini di unità, noi siamo quasi sei miliardi, un bel numero, però le formiche ad esempio sono molte di più. Quindi un’ipotetica entità aliena, che decidesse per qualche prepotente motivo di insediare il globo, dovrebbe preoccuparsi maggiormente delle formiche che di noi, per quel che ne sanno. Dunque avevo ideato questo racconto in cui migliaia e migliaia di microscopiche astronavi atterravano per conquistare il mondo, affrontando in una battaglia senza quartiere le unità belliche del micro-cosmo. Mentre noi, umani, nemmeno ci rendevamo conto di nulla: il destino del nostro pianeta affidato a esseri che noi nemmeno consideriamo degne di vita, spesso. L’idea mi pareva buona subito, però adesso rileggendola forse non è il massimo. Cambia pusher.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’inter è e rimane la prima squadra di milano, se non la prima squadra d’Italia.  Lo dimostra lo striscione dei diavoli rossoneri, appena eletti neo campioni d’europa. Il fatto che il primo pensiero che sia sopraggiunto nelle menti di giocatori e tifosi, dopo il triplice fischio di atene, sia stato ai cugini nerazzurri, dimostra quanto rodesse il loro blasonato fondoschiena, per la scoppola ricevuta in campionato. Perché loro il campionato non l’hanno giocato, a differenza di molte altre squadre europee che partecipavano alla Champions League. Bella forza poi, se la vinci.&lt;br /&gt;Ognuno nella vita si pone degli obiettivi: loro volevano l’europa, e hanno giocato per l’europa: bravissimi; noi interisti volevamo lo scudetto che mancava sul campo da un paio di decenni, e l’abbiamo vinto: bravissimi. Ognuno si goda i propri successi, e non rompa il cazzo agli altri, per piacere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molto bello l’ultimo singolo dei Travis, consigliato a tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ultima considerazione, un po’ amara forse: siamo tutti portati a credere che alla fine, tutto andrà bene. Io per primo sono sempre stato convinto che prima o poi, in un modo o nell’altro, i sogni si sarebbero avverati. Beh, ho iniziato ad avere l’ambizione di diventare un giornalista barra scrittore barra fotografo qualche anno fa, e devo dire che di strada un po’ ne ho fatta: ogni tanto qualcuno mi telefona per far dei servizi fotografici, da tre anni figuro nella redazione d un giornale (locale, ma sempre giornale è) e ho iniziato un paio di libri e racconti di cui son soddisfatto, e aspettano solo l’ispirazione per andare oltre. Beh, però il mondo non riconosce mai nulla di tutto ciò che si fa. E quindi i sogni che dovevano avverarsi non si avverano, e forse un giorno sarò anche io come quelle persone che a 35 anni sono ancora li a chiedersi cosa fare della propria vita. Io perché sono diverso da loro? Perché per la teoria delle attribuzioni, credo forse che sia demerito loro, se non ce l’hanno fatta. Invece non è sempre così. La vita ti incula, bello, se non sei pronto a incularla per primo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-7850059720569823432?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/7850059720569823432/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=7850059720569823432&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/7850059720569823432'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/7850059720569823432'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2007/05/la-moleskine-pi-importante.html' title='La moleskine è più importante'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RlwXq1LjVQI/AAAAAAAAACY/EVtN6rZchuc/s72-c/0124172313247.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-2612926441290142512</id><published>2007-04-30T11:11:00.000+02:00</published><updated>2008-11-14T00:26:28.992+01:00</updated><title type='text'>Pantheon</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RjW9XJdYnfI/AAAAAAAAACQ/QlN8lJ-OQM0/s1600-h/Pantheon.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RjW9XJdYnfI/AAAAAAAAACQ/QlN8lJ-OQM0/s400/Pantheon.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5059157961794428402" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il nascente partito democratico ha deciso di produrre, per dare una linea guida precisa ai propri intenti, una specie di "Pantheon" nel quale inserire quei personaggi di riferimento dai quali trarre ispirazione.&lt;br /&gt;Visto che stamattina ho ascoltato la radio, in ufficio, e Linus e Nicola a "Dj chiama Italia" si sono divertiti a stilare l'elenco di personaggi che potrebbero appartenere al proprio personalissimo Pantheon di ispirazione, ci provo anche io. Le regole sono semplici, 5 personaggi, che con la loro vita e le loro "gesta", rappresentino un modello al quale ciascuno di noi ambisca in qualche modo, sia come modello, sia come fonte di ispirazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Ettore di Troia - perchè è l'eroe "secondario" per eccellenza. Non aveva i capelli biondi, non pensava molto alla cura del corpo, non partecipava a ricevimenti o a feste mondane: la sua unica ambizione era proteggere sua moglie, suo figlio, e la terra di cui era innamorato. Concreto, serio, sensibile, ha avuto la morte tragica e coraggiosa di cui parlavo tempo fa. E per questo ha tutta la mia stima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Fabrizio De Andrè - Banalmente, perchè dopo aver letto la sua biografia, mi ha colpito la leggerezza con cui ha vissuto, mista alla profondità dei suoi pensieri: una persona che sapeva colpirti semplicemente stando in silenzio, tanto era imponente e ingombrante la sua presenza. Ha scritto testi meravigliosi, senza essere mai banale, retorico o scontato. Una sigaretta accesa e uno sguardo triste fuori dalla finestra, con "le dita che terminavano in una chitarra".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Stefano Benni - Cito questo autore nel mio personalissimo Pantheon poichè è grazie all'incontro casuale con le sue opere che la mia vita di "adolescente" è cambiata radicalmente: da massificato e ignorante tredicenne, immerso nella banalità del commerciale, ho cominciato a interessarmi a un mondo sempre più "underground" proprio dopo aver letto alcune delle sue divertentissime storie. "Comici spaventati guerrieri" è il primo libro che ricordo aver letto di Benni, e da allora è cresciuta in me la voglia di differenziarmi dalla massa, di fare un salto fuori dal cerchio. E forse anche la celata ambizione di diventare anch'io, un giorno, uno scrittore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) Marco Materazzi - Ero indeciso se mettere o meno un personaggio sportivo nel mio Pantheon personale, ma se la risposta fosse stata affermativa, la scelta non poteva che ricadere sull'anti-eroe per eccellenza. Denigrato, insultato e criticato da tifoserie lungo tutto lo stivale e da molti degli addetti ai lavori, ha toccato poco prima dei mondiali tedeschi il fondo: relegato in panchina nell'Inter, convocato in nazionale con dubbi e incertezze dei più. Poi la svolta: il titolare si infortuna, lui entra e il suo sogno diventa il nostro: campione del mondo, con due reti e personalità da leader. L'anno successivo stra-vince con l'Inter, ma soprattutto riconquista la dignità personale con l'atteggiamento del professionista maturo, finalmente se stesso. L'emblema del brutto anatroccolo che diventa cigno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5)Audrey Hepburn: Perchè una parte di me avrebbe sempre voluto essere donna, e se fossi stato donna lei sarebbe stata inevitabilmente la mia musa. Bella, semplice, leggermente paranoica, intelligente, capricciosa. Aveva bisogno soltanto di uno sguardo per avere tutti ai propri piedi, così distante dalle "finte-belle" di oggi che quasi sembra un'aliena. In un mondo nel quale il prototipo di bellezza sta diventando una come Elisabetta Gregoraci, il mio riferimento è un tributo nostalgico, bella proprio perchè eccezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stanno fuori alcuni personaggi che hanno perso il ballottaggio per pochi punti, o per incopatibilità con il mio intento. Che Guevara ad esempio, non il Che politicizzato, ma quello de "I diari della motocicletta", avventuriero e nomade (a proposito, per chi fosse interessato, tra un paio d'anni ho intenzione, insieme al mio amico Luis, di ripercorrere il viaggio del giovane Che Guevara in motocicletta, girando il sud-america e riscrivendo una sorta di mio personale diario. Spero che tutto ciò si realizzi e non rimanga come sempre un sogno irrealizzato). Sono rimasti poi fuori una serie di fotografi che ho conosciuto soprattutto negli ultimi anni, perchè citarli tutti era impossibile e nessuno di essi era più significativo degli altri; alcuni scrittori, cantautori, psico-analisti o terapeuti, alcuni intellettuali, filosofi e qualche artista. magari un giorno approfondirò il discorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora a voi: quali sono i vostri personaggi di riferimento, che meritano di essere citati nel vostro Pantheon? ditemelo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-2612926441290142512?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/2612926441290142512/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=2612926441290142512&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/2612926441290142512'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/2612926441290142512'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2007/04/pantheon.html' title='Pantheon'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RjW9XJdYnfI/AAAAAAAAACQ/QlN8lJ-OQM0/s72-c/Pantheon.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-8072547399228866126</id><published>2007-04-14T14:56:00.000+02:00</published><updated>2008-11-14T00:26:29.169+01:00</updated><title type='text'>Una generazione rubata</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RiDTM7aiYZI/AAAAAAAAACI/1aCHCh4ueJw/s1600-h/ci_rubata2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RiDTM7aiYZI/AAAAAAAAACI/1aCHCh4ueJw/s400/ci_rubata2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5053271000970584466" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ci vorrebbe una lunga premessa, per poter esprimere il vuoto che ho dentro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La premessa potrebbe consistere in questo: le popolazioni native australiane sono state, dopo l'occupazione "occidentale", costrette a una forzata civilizzazione. Essa era orientata principalmente alla cancellazione del tratto "indigeno" dai figli meticci, nati da relazioni spesso clandestine tra bianchi e neri: stimatissimi studi dimostravano infatti che, generazione dopo generazione, tramite il susseguirsi di incroci di questi "mezzi-sangue" con partners puri, il gene "scuro" veniva cancellato completamente. &lt;br /&gt;Tramite un piano su larga scala, bambini meticci venivano letteralmente strappati dalle braccia della propria madre e dalla certezza della propria cultura, e scaraventati in centri specializzati, dove avrebbero potuto venire educati, fatti "progredire" al livello dei bianchi. &lt;br /&gt;I responsabili di questa che a noi può sembrare una vera e propria follia, siamo noi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è la premessa.&lt;br /&gt;Il senso di vuoto da dove nasce? Nasce dal fatto che le migliaia di suore, missionari e "ben disposti" che avevano messo in piedi questo meccanismo (si, erano in gran parte suore e preti, non c'è da stupirsi in fondo) erano convinti e decisamente sicuri di AIUTARE queste persone, questi bambini a trovare una strada, un futuro. Mentre probabilmente, l'unica cosa che veramente i nativi, meticci e no, volevano, era di poter vivere nel proprio territorio, seguendo il proprio istinto naturale, assaporando a pieni polmoni la cultura di cui erano pregni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E io in tutto questo cosa centro? Centro eccome: chi mi dice che le missioni di volontariato alle quali probabilmente parteciperò nei prossimi anni non siano una simile forma di repressione? Loro, gli altri, vogliono davvero essere aiutati da noi "occidentali"? Ne hanno davvero bisogno o sono anche io come uno di quei missionari che avevano la presunzione di aiutare, mentre l'unico risultato che ottenevano era l'inesorabile annientamento di una cultura millenaria?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi volesse saperne di più, consiglio la visione del film "La generazione rubata". Capirete cosa intendo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-8072547399228866126?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/8072547399228866126/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=8072547399228866126&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/8072547399228866126'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/8072547399228866126'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2007/04/una-generazione-rubata.html' title='Una generazione rubata'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RiDTM7aiYZI/AAAAAAAAACI/1aCHCh4ueJw/s72-c/ci_rubata2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-7877691146920200499</id><published>2007-02-26T19:22:00.000+01:00</published><updated>2008-11-14T00:26:29.288+01:00</updated><title type='text'>Tramonto</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/ReMztQMw7RI/AAAAAAAAAB4/hkg8efIuE7M/s1600-h/117114961_266ed259c7.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/ReMztQMw7RI/AAAAAAAAAB4/hkg8efIuE7M/s400/117114961_266ed259c7.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5035925660865981714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Cammino a testa bassa, trascinando lo zaino e la borsa della spesa, al centro di via Garibaldi, a Torino. Sono da poco passate le diciotto, forse le diciotto e un quarto: le mura della città, a quest'ora, si impregnano di un rosso mai rassegnato a trasformarsi in tenebra, mentre la gente, che si affretta a rimettere i piedi in casa, cammina rapida, evitando scontri frontali per un soffio.&lt;br /&gt;Il pullman numero 4 mi ha appena vomitato alla fermata, insieme a molti altri sconosciuti e a un ragazzino non più vecchio di dieci anni, scappato con un portafoglio stretto nella destra: l'ho guardato sgusciare via come il vento, voltarsi e sorridere nella mia direzione, forse sfidandomi, forse no. Sono combattuto per un attimo: potrei corrergli dietro, e diventare un eroe. Vince però la voglia di tornare a casa: ho ancora cena da preparare, il mio corpo ha un inusuale bisogno di una doccia.&lt;br /&gt;Mi avvio a passo svogliato, quando a trenta metri circa, la vedo. Bella, nella sua giacca nuova, bianca come il latte, una ragazza forse di poco più giovane di me, mi viene incontro: il suo passo è deciso, si guarda attorno come una modella sulla passerella, durante la settimana della moda milanese. Ha un paio di occhiali da sole grandi, che le coprono gran parte del viso, e sembra essere a suo agio nonostante la luce del sole sia ormai un ricordo, e la ricca via torinese sia illuminata soltanto dai lampioni gialli, appesi stancamente alle pareti settecentesche. Con la mano destra sorregge, aggraziata, una borsa non firmata: le gambe si intravedono, fasciate da calze probabilmente autoreggenti nere, proprio dove termina la gonna, poco sotto il ginocchio. La ragazza angelo termina in un paio di stivali marroni, di quelli che si vedono nelle vetrine di via Roma, alla moda, ma la moda che non stanca. La guardo, e come sempre in questi casi, il tempo rallenta, e tutto è più lento: i suoi lunghi capelli neri, che spuntano al di sotto di un cappellino alla francese, svolazzano mentre cammina e volta lo sguardo nella direzione di un'altra vetrina illuminata. La osservo, e lei, ad un certo punto, mi nota: non riesco a vedere i suoi occhi, dietro gli occhiali scuri, ma siamo ormai a pochi metri, e un sorriso appena accennato si disegna sul suo viso perfetto, mentre la linea immaginaria che collega il mio sguardo al suo, non si spezza. La via, improssivamente, è deserta: esistiamo soltanto io e lei, esseri diversi che camminano in direzioni opposte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sento lo sparo, che infrange il silenzio nella mia testa, proprio quando sto per raggiungerla: mi brucia improvvisamente il collo sul lato sinistro: mi fermo, e dopo che istintivamente ho portato la mano nel punto in cui mi ha colpito, la vedo poi ricoperta di sangue. Ma non abbastanza: il proiettile infatti mi ha sfiorato, ha dilaniato la mia pelle e pochi millimetri di carne, per poi procedere oltre. Mi volto, stranamente tranquillo, e vedo il ragazzino che poco prima era sceso dal pullman, corrermi incontro, qualche decina di metri più indietro, con il portafoglio ancora in mano. Il suo sguardo da beffardo è ora mutato in spavento: due uomini gli vengono dietro, vestiti di nero, uno di essi stringe una pistola fumante nella mancina.&lt;br /&gt;Mi volto nuovamente, con sorpresa: il proiettile che mi ha aperto una lunga cicatrice sul collo, ha terminato la propria corsa nel cuore della ragazza. Sulla sua giacca nuova, bianca come il latte, si sta lentamente aprendo una chiazza rossa, intorno a un foro non più grande di una moneta da cinque centesimi. Lei si è fermata, ha l'espressione di una bambola di porcellana. La borsa è caduta a terra, le sue braccia sono staccate dal corpo, indecise. Improvvisamente cade in ginocchio, sospira leggermente, solleva lo sguardo verso il cielo e si inclina pericolosamente in avanti. Io, che fino a quel momento ero rimasto immobile a guardarla, mi butto in ginocchio davanti a lei, e con il mio corpo interrompo la sua caduta: la afferro tra le braccia, le sostengo il viso, e le sfilo gli occhiali da sole, buttandoli a terra. La sento fragile, indifesa, leggera. Il ragazzino ci sfreccia di fianco, per un secondo butta uno sguardo su di lei, per poi continuare la sua fuga, cercando di confondersi tra la gente; i due uomini neri sopraggiungono poco dopo, ma non si curano di noi: pensano solo al fuggitivo.&lt;br /&gt;Lei respira debolmente, ha gli occhi chiusi, i capelli che le coprono parte del viso: un rivo di sangue le spunta all'angolo sinistro della bocca perfetta, disegnando un a piccola S rossa tra la guancia e il mento. Le sposto i capelli dal viso, lei apre gli occhi, che come avevo immaginato sono verdi, grandi e leggermente orientali. Le sorrido.&lt;br /&gt;Mi guarda, con aria innocente, non credo si capaciti che la vita sta scivolando via dal suo corpo. "Credevo sarebbe stato diverso", mi dice. Tossisce appena, il sangue ha ormai inzuppato la giacca bianca: faccio scivolare la cerinera di qualche centimetro, perchè non le stringa il collo, le accarezzo i capelli, mentre la sorreggo. "Come ti chiami?", le chiedo, mentre la appoggio al mio braccio destro, perchè stia più comoda, in questi ultimi minuti. "Giulia, mi chiamo Giulia", mi risponde. Il respiro si fa un poco più pesante, ha un fremito, le sue mani stanno diventando fredde. "Son contento di averti conosciuta, Giulia", le dico, e la bacio: la bacio sulla bocca, con gli occhi chiusi, il sapore metallico del sangue mi invade il respiro, mentre le sue labbra morbide incontrano le mie. Il suo respiro è caldo, silenzioso. Immagino per un attimo il proiettile che la ucciderà, sporco del mio sangue che le riposa a pochi centimetri dal cuore.  Mi stacco da lei, riapro gli occhi, e vedo una lacrima scendere lenta lungo l'occhio sinistro, ancora più grande e bello: è ormai immobile, tra le mie braccia. &lt;br /&gt;Morta.&lt;br /&gt;La stringo ancora una volta a me, le richiudo la cerniera della giacca, la bacio sulla fronte, la adagio a terra, e mi rialzo. &lt;br /&gt;Mi accorgo che intorno a noi si è riunito un nugulo di curiosi, che mi guardano con aria terrorizzata e invadente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi apro un varco tra di loro, mentre mi alzo il bavero della giacca, e riprendo a camminare verso casa. Ho ancora la cena da preparare, e il mio corpo ha un'inusuale bisogno di una doccia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-7877691146920200499?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/7877691146920200499/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=7877691146920200499&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/7877691146920200499'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/7877691146920200499'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2007/02/tramonto.html' title='Tramonto'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/ReMztQMw7RI/AAAAAAAAAB4/hkg8efIuE7M/s72-c/117114961_266ed259c7.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-2573575248541051197</id><published>2007-02-24T10:19:00.000+01:00</published><updated>2008-11-14T00:26:29.516+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='morte'/><title type='text'>Cammina tra di noi, ma non è uno di noi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/ReAObQMw7QI/AAAAAAAAABs/ksZC2Mw5czE/s1600-h/92+la+mujer+y+la+muerte.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/ReAObQMw7QI/AAAAAAAAABs/ksZC2Mw5czE/s400/92+la+mujer+y+la+muerte.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5035040244767976706" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Credo sia stata colpa mia, se ieri sera, parlando con una mia amica di questo e quello, il nostro argomento è tornato sulla morte. Sconvolge sempre parlare dell'argomento estremo, della nera meretrice, del passo finale, dell'ultimo saluto: è una questione, però, che mi ha sempre affascinato e un po' suggestionato. Tutti i miei amici più intimi sanno che, per lungo tempo sono stato convinto che sarei morto a 23 anni: non per vezzo o per divertimento, ma perchè per una settimana avevo sognato, notte dopo notte, che mi sarei spento a quell'età. Cioè capite: sognare consecutivamente per sette notti, in modi diversi, la propria morte sempre allo stesso modo, e sempre alla stessa età, ti fa porre qualche domanda. Beh, adesso ne ho compiuti 25, e sono ancora qua. Quindi la mia mini-serie di sogni avrà sicuramente voluto significare qualcos'altro, che ignoro. &lt;br /&gt;Poi ho letto, qualche settimana fa, che una ragazza ha detto scherzando al proprio fidanzato che sarebbe morta il tale giorno. Ed è successo. Non nascondo che ho provato un po' di invidia: non perchè è morta, certamente (trovo che sarebbe una profonda mancanza di rispetto nei confronti della vita, e di chi la mia vita ha reso possibile e caratterizzato), ma perchè in qualche modo lei ha potuto "controllare" ciò che è incontrollabile per natura.&lt;br /&gt;Ho visto un video su internet, di un ragazzo di 21 anni, chiamato &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=VZvm5H4F-aA" target="_blank" rel="nofollow"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Trainsurfer&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;: ecco, ieri sera, parlando con questa mia amica, le ho detto questo: che vorrei se potessi scegliere, una morte "tragica ma coraggiosa". Come quella che ha avuto appunto il trainsurfer: la morte tragica la scelgo per egoismo, certo, perchè fa male pensare di andarsene senza che freghi nulla a nessuno. Siamo egoisti, e io lo sarei anche all'ultimo minuto. Ma una morte coraggiosa, senza smettere di vivere la mia vita, facendo qualche pazzia e andandomene con un sorriso. &lt;br /&gt;Non è una mancanza di rispetto per tutti coloro che soffrono per un male incurabile, o per aver subito un grave incidente, ho detto alla mia amica, ma è il desiderio di non andarsene nell'anonimato, vecchio e solo. "Se la morte fosse davvero lì, dietro l'angolo, la penseresti diversamente", mi ha detto un altro mio amico, in una differente occasione in cui la questione era stata sollevata. Si, forse è vero. "Tutta colpa di gente come Jim Morrison e Kurt Cobain, se la gente fa questi discorsi", ha sostienuto un terzo. Vero anche questo. &lt;br /&gt;"Cammini tra di noi, ma non sei uno di noi", mi ha detto una zingara, quando avevo 12 anni. L'ha detto per farsi dare qualche soldo, o per spaventarmi: ma ho sempre pensato che volesse dire che "il destino" avrebbe cercato di aggiustare le cose con me. Patetico? Forse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;p.s. Nella nona puntata della terza serie di Lost, una thailandese dice a Jack, protagonista bello e malinconico, la stessa frase. Ci sono rimasto secco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-2573575248541051197?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/2573575248541051197/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=2573575248541051197&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/2573575248541051197'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/2573575248541051197'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2007/02/cammina-tra-di-noi-ma-non-uno-di-noi.html' title='Cammina tra di noi, ma non è uno di noi'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/ReAObQMw7QI/AAAAAAAAABs/ksZC2Mw5czE/s72-c/92+la+mujer+y+la+muerte.gif' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-8389073276022239027</id><published>2007-02-19T11:58:00.000+01:00</published><updated>2008-11-14T00:26:29.689+01:00</updated><title type='text'>Post inutile</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RdmEwbKG2eI/AAAAAAAAABg/Skk8HnUcwv0/s1600-h/BUON-COMPLEANNO.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RdmEwbKG2eI/AAAAAAAAABg/Skk8HnUcwv0/s400/BUON-COMPLEANNO.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5033200026021976546" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ho scoperto che mi piacciono i "personaggi" un po' tristi, intelligenti, disillusi e tanto malinconici. Della categoria fanno parte il Kurt Cobain di "Last days", Donnie Darko, Orazio di Csi Miami, per intenderci.&lt;br /&gt;Mercoledì compio 25 anni; un quarto di secolo, e cosa ho combinato di buono?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa migliore che ricordo è aver "salvato la vita" a una bambina, quando ero in un campo scuola, a Fobello. Lei stava camminando davanti a me, aveva 8 anni e stava per cadere da un dirupo. L'ho presa per lo zainetto proprio all'ultimo. Io avevo forse 13 o 14 anni. Ecco, questa è la cosa migliore che ho fatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un post inutile questo, ma ha un senso: a 25 anni meno due giorni, guardandomi indietro, mi rendo conto di quanto sono cambiato, e nello stesso tempo quanto poco sono andato avanti su una linea immaginaria che rappresenti le tappe della vita.&lt;br /&gt;Ecco perchè mi sento un po' come quei personaggi malinconici, un po' tristi e disillusi che tanto mi piacciono. Capita a tutti quando si compiono gli anni no?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-8389073276022239027?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/8389073276022239027/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=8389073276022239027&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/8389073276022239027'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/8389073276022239027'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2007/02/post-inutile.html' title='Post inutile'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RdmEwbKG2eI/AAAAAAAAABg/Skk8HnUcwv0/s72-c/BUON-COMPLEANNO.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-1925504155588772656</id><published>2007-02-10T17:05:00.000+01:00</published><updated>2008-11-14T00:26:30.171+01:00</updated><title type='text'>Ragazze</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Rc33NrKG2dI/AAAAAAAAABU/4tUwRVXaQ2Y/s1600-h/7628.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Rc33NrKG2dI/AAAAAAAAABU/4tUwRVXaQ2Y/s400/7628.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5029948173138188754" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Certo, ti fanno davvero incazzare, a volte. Non importa quale sia il pretesto, quale sia l'occasione: ti fanno perdere l'ormai abusato lume della ragione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;You drive me crazy, girl.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ma poi.&lt;br /&gt;Ma poi ti rendi conto di quanto sono carine mentre dormono. Ti rendi conto che quei sorrisi... Quei sorrisi possono rendere una giornata degna di essere vissuta, e ti rendi conto che le loro teste sembrano fatte apposta per appoggiarsi alla tua spalla. &lt;br /&gt;Ti rendi conto... Ti rendi conto che è fantastico il modo che hanno di baciarti quando meno te l'aspetti, e che i loro messaggi dolci e zuccherosi alla fine sono spesso l'unica cosa di cui hai bisogno. Ti rendi conto che ami il loro chiederti continuamente spiegazioni nel bel mezzo di un film, e che adori come cade "male" quella maglia sulla spalla, lascendo intravedere un reggiseno dai colori vivaci. Ti rendi conto che adori il profumo che ti lasciano addosso, e che sono carine non soltanto quando dormono, ma anche quando mangiano, ascoltano la musica a occhi chiusi o ballano senza musica sul pianerottolo delle scale.&lt;br /&gt;Ti rendi conto che alla fine adori il loro farti attendere per ore, perchè devono prepararsi per uscire, perchè alla fine ti dimostrano sempre che ne è valsa la pena. E ti rendi conto che adori quando ti lasciano un alone di rossetto sulla guancia, e adori il loro avere sempre le mani fredde e le calze colorate anti-stupro. &lt;br /&gt;Le adori in minigonna ma le adori con una tua felpa grande il doppio di loro, adori quando vanno in due in bagno e quando non riescono a parcheggiare in retromarcia.&lt;br /&gt;Adori il loro voler rimanere abbracciate per ore, adori che arrivino in ritardo guardandoti con mezzo broncio e con sguardo da cagnolino bastonato, e che ogni scusa, per quanto assurda, sia sempre quella giusta. Te ne rendi conto, nonostante tutto, che le adori e basta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Te ne rendi sempre conto, alla fine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-1925504155588772656?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/1925504155588772656/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=1925504155588772656&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/1925504155588772656'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/1925504155588772656'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2007/02/ragazze.html' title='Ragazze'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Rc33NrKG2dI/AAAAAAAAABU/4tUwRVXaQ2Y/s72-c/7628.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-4073314107572415985</id><published>2007-02-07T09:22:00.000+01:00</published><updated>2008-11-14T00:26:31.067+01:00</updated><title type='text'>Zita</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RcmSFshXrsI/AAAAAAAAABI/tDhfyuKa8qc/s1600-h/modella.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RcmSFshXrsI/AAAAAAAAABI/tDhfyuKa8qc/s400/modella.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5028711085483994818" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ho visto la nuova pubblicità della Bmw: immagini veloci che si spezzano una nell'altra, una città dove regna sovrana la confusione, resa lineare soltanto dalle linee perfette del nuovo modello 2007 della casa tedesca. Alla fine si vede una ragazza: quella ragazza, con parrucca viola, si guarda attorno spaventata, la città è tapezzata di manifesti con il suo volto provocante.&lt;br /&gt;30 secondi, che passano in mezzo a miliardi di altre pubblicità. Se non fosse che quella ragazza la conosco: Elisa Sednaoui, in arte &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.colorsmodels.com/bookdetail.asp?book=254" target="_blank" rel="nofollow"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Zita&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, che per un certo periodo ho potuto definire mia amica, prima che le nostre vite prendessero strade diverse. Anzi, la sua prendesse una strada diversa: in giro tra Londra, Miami, Parigi e chissà quali altre città capitali della moda e non solo. &lt;br /&gt;Bene, quei trenta secondi mi hanno fatto riflettere, trasformandosi in minuti se non addirittura in ore: è forse invidia la mia, per una persona che ce l'ha fatta, quel giorno, a mandare in culo tutto il resto e si è dedicata a vivere la vita? E ce l'ha fatta, per di più. &lt;br /&gt;Non sono sicuro di essere sicuro. Di certo eventi come questo sollevano l'ovvia insoddisfazione per la mediocrità con cui si inseguono tutti i giorni, uguali uno all'altro. Sta a me cambiare le cose dite? Si certo, è proprio quello il problema. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cambiando discorso, ho sentito che Berl****ni ha dichiarato a Monza che gli omosessuali votano tutti a sinistra (usando un'abile doppio senso, "sono tutti dell'altra sponda"), tra le risatine dei leccaculo di turno. Riflettevo all'elenco di affermazioni che sono uscite dalla sua bocca, soltanto negli ultimi anni, e sono arrivato a una conclusione. Lui odia la satira, i comici e tutti coloro i quali cercano di screditarlo con caricature e barzellette; beh, adesso ha deciso di anticiparli tutti: sarà lui la parodia esatta di un politico medio. Non si può fare caricature di una caricatura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludendo, consiglio a tutti il disco di Amy Winehouse: non pensavo che un genere tendente al "soul" potesse mai attirarmi, invece rischia di essere una delle più belle sorprese del 2007. Anche se lei, intervistata a Tropical Pizza, ha dimostrato di essere una merda di donna. Ma, si sa, non si può avere tutto dalla vita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-4073314107572415985?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/4073314107572415985/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=4073314107572415985&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/4073314107572415985'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/4073314107572415985'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2007/02/zita.html' title='Zita'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RcmSFshXrsI/AAAAAAAAABI/tDhfyuKa8qc/s72-c/modella.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-7622713796325024372</id><published>2007-02-04T12:28:00.000+01:00</published><updated>2008-11-14T00:26:31.451+01:00</updated><title type='text'>Genova - Catania</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RcXY7cfWEsI/AAAAAAAAAA8/rAYkLdZmeGM/s1600-h/orig_C_0_fotogallery_2461_listaorizzontale_foto_4_fotoorizzontale.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RcXY7cfWEsI/AAAAAAAAAA8/rAYkLdZmeGM/s400/orig_C_0_fotogallery_2461_listaorizzontale_foto_4_fotoorizzontale.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5027663074800571074" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Genova, piazza Alimonda, 20 luglio 2001. Un ragazzo, dopo gli scontri con la polizia, rimane a terra, freddo, senza vita. Si chiamava Carlo Giuliani, ucciso da un poliziotto, a 23 anni, durante una manifestazione contro i potenti della terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Catania, ospedale Garibaldi, 2 febbraio 2007. Un poliziotto capo viene portato d'urgenza in sala operatoria, dove si spegnerà poco dopo. Si chamava Filippo Raciti, ucciso da un tifoso catanese, a 38 anni, durante una guerriglia urbana contro la polizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non venite a dirmi chi ha ragione, e chi ha torto. Non sto parlando dei motivi per cui sono avvenuti gli scontri alla polizia: condividevo la manifestazione pacifista contro il G8, sono schifato dalla violenza gratuita contro la polizia, negli stadi italiani. Quello che conta è che degli uomini, in divisa, in due occasioni sono stati costretti a buttarsi in una mischia di cui loro non erano responsabili. Hanno reagito in maniera diversa: alcuni, a Genova, hanno perso la testa, hanno picchiato chi non centrava nulla, hanno abusato del loro potere. Ma solo alcuni: è grave, e sono stati puniti.&lt;br /&gt;Ma sono convinto che se il poliziotto che ha sparato a Carlo GIuliani non avesse premuto il grilletto, avrebbe fatto la fine di Raciti. E se Raciti, invece di essere colpito da una bomba carta mentre scendeva dalla macchina, avesse estratto l'arma dalla fondina e avesse fatto fuoco, avremmo un'altro martire vittima dell'abuso di potere dei poliziotti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La guerra non è colpa di chi la combatte, ma di chi la ordina.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-7622713796325024372?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/7622713796325024372/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=7622713796325024372&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/7622713796325024372'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/7622713796325024372'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2007/02/genova-catania.html' title='Genova - Catania'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RcXY7cfWEsI/AAAAAAAAAA8/rAYkLdZmeGM/s72-c/orig_C_0_fotogallery_2461_listaorizzontale_foto_4_fotoorizzontale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-2434772856160325969</id><published>2007-02-01T10:58:00.000+01:00</published><updated>2008-11-14T00:26:31.670+01:00</updated><title type='text'>Pensavo</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RcG-vMfWErI/AAAAAAAAAAw/1vUDm6ECDJs/s1600-h/Justice1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RcG-vMfWErI/AAAAAAAAAAw/1vUDm6ECDJs/s400/Justice1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5026508377138008754" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Oggi pensavo. Pensavo che se non fosse morto mio zio Gianni, forse adesso sarei seduto vicino al mio amico Gianluca nella redazione de "La Stampa", perchè vaffanculo, chi dice che rifiuterebbe una raccomandazione da qualche parte non ha capito un cazzo di come va la vita.&lt;br /&gt;Pensavo che siamo composti da miliardi di cellule, e che queste cellule non fanno altro che morire per crearne delle nuove: siamo come una barca, che viene riverniciata, tappezzata, a cui vengono cambiati i pezzi, fino a quando non rimane nemmeno un pezzo dell'originale, a parte il timone forse. Quindi pensavo che, cervello a parte (anche se alcuni non sono d'accordo), io non sono assolutamente la stessa persona che ero qualche anno fa. Non c'è più nemmeno una cellula del "vecchio Cico" che faceva il liceo, che si preoccupava per le interrogazioni di Greco autori o che giocava a basket con scarsi risultati in una squadra salesiana, dopo aver perso l'occasione del grande salto ai tempi del "Giornalino". E me ne rendo conto.&lt;br /&gt;Pensavo che mi sono un po' rotto le palle delle pubblicità delle varie compagnie telefoniche, come se un uomo potesse essere giudicato se preferisce Elisabetta Canalis, Paris Hilton, Megan Gale, o Aldo Giovanni e Giacomo (Wind, erano finite le fighe di legno da mandare in video?). E pensavo che, come mi ha fatto notare un'amica da poco conosciuta, sono ridicole le frasi pronunciate dagli eroi, nei film d'azione americani.&lt;br /&gt;Pensavo che Mastella è un perfetto idiota, e pensavo che un'Inter come questa, beh, orgasmo. E domenica penso andrò allo stadio, perchè se i ragazzi battono la Roma potrei abbracciare il mio sconosciuto vicino di posto e urlare che voglio bene a tutti. Perchè pensavo che il calcio non deve essere un'ossessione, ma è un fenomeno sociale che può essere di una bellezza disarmante.&lt;br /&gt;Pensavo che vorrei già aver ricevuto la certificazione dalla Croce Rossa internazionale, perchè forse, pensavo, la mia vera vocazione ora come ora sarebbe quella di salutare tutti, belli e brutti, e andare da qualche parte in giro per il mondo, a portare aiuti a coloro che sono dimenticati addirittura da dio. E pensavo che non andrei dunque in Iraq, dove l'obiettivo della telecamera di turno è puntato 24 ore al giorno, ma piuttosto in Somalia, dove la gente muore sotto i colpi del macete o dei kalashnikov che noi vendiamo a loro. &lt;br /&gt;Pensavo che sarebbe bello avere un figlio un giorno: mi è venuto in mente guardando una mamma correre con un bambino al massimo di quattro anni sotto la pioggia, un tardo pomeriggio, schivando le pozzanghere mentre si tenevano per mano. E poco dopo un padre in macchina che cantava a squarciagola una canzone con il proprio bambino seduto a fianco, che lo guardava battendo le mani. &lt;br /&gt;Pensavo che ovunque vai ci sono decine di meravigliose persone sconosciute con cui puoi parlare ridere e scherzare, e pensavo che mi sarebbe piaciuto nascere nomade, e che non avrei mai le palle per lasciare tutto e fare veramente il fotografo, come sogno. Pensavo che però mi piace la psicologia, e che l'alternativa in fondo non è così male.&lt;br /&gt;Pensavo. Pensavo che ci son troppe cose a cui pensare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-2434772856160325969?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/2434772856160325969/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=2434772856160325969&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/2434772856160325969'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/2434772856160325969'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2007/02/pensavo.html' title='Pensavo'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RcG-vMfWErI/AAAAAAAAAAw/1vUDm6ECDJs/s72-c/Justice1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-7253188425414136421</id><published>2007-01-26T09:27:00.000+01:00</published><updated>2008-11-14T00:26:31.846+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Flusso mentale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;arte del sogno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Amiina'/><title type='text'>Flusso mentale</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Rbm9q8fWEqI/AAAAAAAAAAk/iLWBmN0G1xQ/s1600-h/TheScienceOfSleep04.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Rbm9q8fWEqI/AAAAAAAAAAk/iLWBmN0G1xQ/s400/TheScienceOfSleep04.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5024255404798251682" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Anche questo è un vecchio scritto, ieri parlando con una amica mi è tornato in mente e pensavo che valesse la pena riportarlo qua, mi ricorda i tempi del liceo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pioggia cadeva fine sul campo di calcio dove centinaia di ragazzi avevano maturato i loro sogni mentre la luna continuava la sua partita a scacchi con un cammello troppo stanco per continuare a vivere e a sognare in quel cielo color cioccolato, mentre il pallone continuava a girare assegnando giudizi che a nessuno più interessavano e le speranze di coloro che venivano dall’est si spegnevano in un frastuono che somigliava a qualcosa di familiare senza che a nessuno importasse sapere dove erano finiti i miei sogni e i miei interessi che spesso si confondevano con la realtà di una vita che nulla aveva poi mai donato eccezion fatta per l’uomo che senza camicia era felice lo stesso e che non poteva quindi salvare la vita alla figlia del re che morendo non poteva soddisfare i suoi sogni d’amore con il bel principe conosciuto soltanto in uno specchio maledetto che rifletteva quel sogno giorni e giorni senza fermare mai il suo corso come un fiume in piena che attraversa pianure e valli dando vita ma anche sofferenze a chi non sa adeguarsi al sogno che al vita ha deciso per lui, a chi ha smesso troppo presto di sognare e di capire che nulla ha veramente senso tranne quello che noi vogliamo veramente, che sogniamo giorno e notte, mentre il cammello ormai troppo stanco continua a giocare a scacchi con la bugiarda luna, innamorata di una stella che mai potrà vedere ma che vive nel suo cuore e lo scalda nei giorni di bufera e tempesta più grigi, come in un sogno che mai potrà avverarsi, ma che non dobbiamo cancellare, mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consiglio per tutti i viaggiatori: leggetelo ascoltando in sottofondo uno qualsiasi dei singoli degli &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/amiina" target="_blank" rel="nofollow"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Amiina&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, gruppo islandese molto legato ai Sigur Ros (le quattro componenti della band non sono altro che le violincelliste che accompagnano in tour Jónsi Birgisson e soci). Non ve ne pentirete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.s. L'immagine si riferisce al nuovo film di Michel Gondry, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.artedelsogno.it/home.html" target="_blank" rel="nofollow"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;L'arte del sogno&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;. Nonostante i traduttori italiani non abbiano stravolto il titolo, come nel caso di "Eternal Sunshine of the Spotless Mind", lo consiglio vivamente a tutti coloro che, a volte, faticano a distinguere il sogno dal vero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-7253188425414136421?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/7253188425414136421/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=7253188425414136421&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/7253188425414136421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/7253188425414136421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2007/01/flusso-mentale.html' title='Flusso mentale'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Rbm9q8fWEqI/AAAAAAAAAAk/iLWBmN0G1xQ/s72-c/TheScienceOfSleep04.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-3848001119418859310</id><published>2007-01-25T01:05:00.000+01:00</published><updated>2008-11-14T00:26:32.156+01:00</updated><title type='text'>Melodia, Me lo dia perfavore</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Rbf2IcfWEpI/AAAAAAAAAAY/U5rztVSAFnk/s1600-h/comporta03.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Rbf2IcfWEpI/AAAAAAAAAAY/U5rztVSAFnk/s400/comporta03.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5023754534302126738" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ho in mente una canzone. Vorrei scriverla, perchè la sento che suona e sono sicuro che è qualcosa di originale. Non l'ho sentita per strada, non è una melodia che proviene da qualche spot pubblicitario, o rubata a una radio di una macchina di passaggio, no no è qualcosa di inedito. E cazzo, davvero vorrei che la sentiste anche voi, spacca di brutto. Vorrei scriverla, su un foglio, per paura di dimenticarla e che mi sfugga di mente, vorrei ma non ne sono capace: non conosco le note, i pentagrammi, non so nemmeno per esempio poi come potrei tracciare su un foglio la batteria, la differenza tra il basso la chitarra e il pianoforte. Se potessi la canticchierei al mio amico Pietro, lui è capace di scrivere la musica, ma non è qua ora e poi sono stonato, probabilmente verrebbe fuori qualcosa che non è. Maledizione, la sto perdendo. Ma dovete sentirla, è davvero un capolavoro! Ma vi rendete conto di quanto possa angosciare avere una cosa così grande e bella dentro, e non riuscire assolutamente ad esprimerla? A nessuno, proprio a nessuno. E se ci provassi uscirebbe una cantilena stonata, si perderebbe la sfumatura dei vari strumenti, rimarrebbe paralizzato in gola tutta la mia gioia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, è così che mi sento, quando vorrei esprimerti quanto mi manchi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-3848001119418859310?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/3848001119418859310/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=3848001119418859310&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/3848001119418859310'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/3848001119418859310'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2007/01/melodia-me-lo-dia-perfavore.html' title='Melodia, Me lo dia perfavore'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/Rbf2IcfWEpI/AAAAAAAAAAY/U5rztVSAFnk/s72-c/comporta03.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-4953229254367910968</id><published>2007-01-10T16:42:00.000+01:00</published><updated>2008-11-14T00:26:32.318+01:00</updated><title type='text'>R-esitenza?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RaUJ6sfWEoI/AAAAAAAAAAM/Rc9nBQXzFYQ/s1600-h/partigiani.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RaUJ6sfWEoI/AAAAAAAAAAM/Rc9nBQXzFYQ/s400/partigiani.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5018428263753978498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non se ne può più. Di chi sto parlando? Di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gianpaolo Pansa&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Giorgio Bocca&lt;/span&gt;. Ormai non ha quasi più senso chiedersi chi dei due abbia ragione: entrambi risultano dire la stessa cosa, personalizzandola e cercando di imporre il proprio punto di vista, creando una faida figlia dei propri odi personali.&lt;br /&gt;Uno sottovaluta certe cose, mentre il secondo ne ipervaluta altre, tutto li.&lt;br /&gt;Uno afferma che «la guerra partigiana è stata importante, ma si è prestata a degenerazioni e retorica di comodo», mentre l’altro risponde che «essa si è prestata a degenerazioni e retoriche di comodo, pur essendo stata importante». Cioè lo stesso concetto, ma capovolto, ipotizzando che il diverso ordine delle idee cambi il succo del discorso.&lt;br /&gt;Bocca ha ragione quando dice che «mettere in discussione certi valori è indice di fascismo»; ma ha ragione Pansa quando sostiene che «la sinistra clericale è sempre stata fascista a suo modo, ma con pretese di moralità che è ora che finiscano». Ma l’Italia è ancora oggi fascista, lo si sa bene: basta guardarsi intorno, i vecchi fascisti sono ancora tutti in giro, mascherati sotto altre bandiere, a volte talmente ipocriti da non sembrar veri. E anche il controfascismo, spesso, risulta essere fascismo alla rovescia.&lt;br /&gt;Basta, non se ne può più!&lt;br /&gt;Da un punto di vista storico e sociale, la Resistenza è stata un fenomeno fondamentale, necessario e inevitabile.&lt;br /&gt;Che tra le file dei partigiani di tanto in tanto si nascondessero criminali, poco di buono, gente unitasi alla lotta solo per mascherare la possibilità di compiere crimini o vendette personali, deve stupire così tanto? Capita in tutte le guerre, da quando l’uomo ha per la prima volta raccolto un bastone per colpire un suo simile.&lt;br /&gt;Che, contrapposti, ci fossero tra tutti i morti ammazzati dai partigiani, moltissimi che il fascismo l’avevano “subito”, più che appoggiato, era di di nuovo inevitabile, nella ingiustificata spietatezza che ha caratterizzato quegli anni bui della storia italiana.&lt;br /&gt;Che senso ha dunque continuare a cercare di attribuire una ragione agli uni o agli altri? Perché deve esserci per forza un buono, da contrapporre inevitabilmente a un cattivo? In situazioni come quelle non ci sono vincitori o vinti, hanno perso tutti.&lt;br /&gt;La storia dovrebbe insegnare a non commettere gli stessi errori, invece di alimentare una faida che ha già causato troppe vittime, colpevoli soprattutto di aver conosciuto il mondo nel momento sbagliato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-4953229254367910968?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/4953229254367910968/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=4953229254367910968&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/4953229254367910968'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/4953229254367910968'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2007/01/r-esitenza.html' title='R-esitenza?'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_jvvzZEzbOzY/RaUJ6sfWEoI/AAAAAAAAAAM/Rc9nBQXzFYQ/s72-c/partigiani.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-116790488582535220</id><published>2007-01-04T10:44:00.000+01:00</published><updated>2007-01-04T11:01:25.850+01:00</updated><title type='text'>Mentalese</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/5412/2536/1600/285987/Ballatore%20Spumante.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/5412/2536/400/847029/Ballatore%20Spumante.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non ho scritto per tutto il mese di dicembre, per diversi motivi. Banalmente direi per mancanza di tempo, ma sarebbe riduttivo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facendo un gioco mentale, si potrebbe ipotizzare che da questo istante, il tempo cominciasse a tornare sui suoi passi. Ecco, che tra 3 giorni e qualche ora, sarebbe di nuovo il 2006. Propositi per il vecchio anno? Beh, "Sicuramente questo 2006 che sta per ricominciare non sarà poi così ricco di sorprese come ci si potrebbe immaginare", urlerei al microfono dell'intervistatrice, mentre diverse comparse animano la scena intorno. Trascorrerei questi ultimi tre giorni di questo 2007 morto ancor prima di esser gustato a ricordare. Ricordare gli errori fatti? Le cose che avrei potuto fare e che non ho fatto? Perchè poi? Comprerei invece una bottiglia di vino non male, metterei per una volta una dannata giacca, e prima del conto alla rovescia (sempre se abbia senso un onto alla rovescia, visto che si torna indietro, quindi a rigor di logica il conto dovrebbe essere fatto "alla diritta", no?) mi allaccerei le scarpe, per poi correre. Correre, attraverso tutto il tempo che mi sarà concesso, arriverei a quel giorno finalmente, e mi impedirei di fare quella telefonata, che in fondo ha rovinato un po' tutto. Si lo so, non è solo ua telefonata, c'erano altri problemi, ma forse senza di lei, le cose sarebbero andate diversamente.&lt;br /&gt;Che dite? Non si può correre attraverso il 2006? Se si decide di tornare indietro, lo si percorre in ordine, dal 31 dicembre al 1 gennaio? Ci sono delle regole dite? No, l'esperimento mentale è mio e se si torna indietro i giorni arrivano a caso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sono deluso da come il 2006 si è comportato con me. Io sono stato vigliacco con lui. Io l'ho reso quello che è stato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Progetti 2007: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;percorrerlo come se ripercorressi indietro il 2006, si si&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-116790488582535220?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/116790488582535220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=116790488582535220&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/116790488582535220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/116790488582535220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2007/01/mentalese.html' title='Mentalese'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-116490329918356856</id><published>2006-11-30T17:05:00.000+01:00</published><updated>2006-11-30T17:16:08.420+01:00</updated><title type='text'>Occasione persa</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/5412/2536/1600/137638/031165.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/5412/2536/400/480170/031165.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ci sono quei momenti in cui una persona desidera ardentemente una cosa. &lt;br /&gt;Avete presente di cosa sto parlando, sicuramente: un prurito in fondo allo stomaco, diventa giorno dopo giorno sempre più fastidioso, ma allo stesso tempo allettante. Fate finta di nulla, subito subito: siete sicuri che sia una cosa che saprete controllare. Ma poi non è così. E perchè non è così? Perchè, vi renderete conto, in fondo non volete controllarla. Vi piace quella sensazione che vi da, come una sbornia senza bisogno di sboccare per forza l'anima, per intenderci.&lt;br /&gt;Col passare dei giorni, irrimediabilmente, ci si ritrova con un desiderio che brucia, una voglia matta da sfogare. &lt;br /&gt;Non si parla solo di sesso, ma anche di amore, amicizia, lavoro, scuola, ecc: milioni e milioni possono essere le cose che ardentemente si desiderano.&lt;br /&gt;Ecco. Oggi potevo cogliere l'occasione per placare un desiderio che da molto tempo ruotava nelle mie viscere.&lt;br /&gt;Era li, la porta del treno era aperta, bastava fare due passi e sarebbe finito tutto. O per lo meno cambiato.&lt;br /&gt;Nulla. Sono rimasto immobile, a guardare il treno che ripartiva. &lt;br /&gt;E il treno, dicono se passa una volta e non sali, sei fregato per sempre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è stupidità, la mia. Ma poco ci manca.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-116490329918356856?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/116490329918356856/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=116490329918356856&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/116490329918356856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/116490329918356856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/11/occasione-persa.html' title='Occasione persa'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-116463444624064689</id><published>2006-11-27T14:31:00.000+01:00</published><updated>2006-11-27T14:34:06.260+01:00</updated><title type='text'>Hell or Paradise?</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/5412/2536/1600/693813/fabrizio_de_andre%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/5412/2536/400/287872/fabrizio_de_andre%5B1%5D.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ho deciso:&lt;br /&gt;la prima cosa che farò, quando sarò morto, sarà andare a un concerto di De Andrè.&lt;br /&gt;L'unica domanda è: sarà inferno o paradiso?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-116463444624064689?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/116463444624064689/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=116463444624064689&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/116463444624064689'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/116463444624064689'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/11/hell-or-paradise.html' title='Hell or Paradise?'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-116415877477163690</id><published>2006-11-22T02:24:00.000+01:00</published><updated>2006-11-22T02:26:14.790+01:00</updated><title type='text'>Tu che dici?</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/Foto%203.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/400/Foto%203.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La domanda che mi lascia spesso confuso, è:&lt;br /&gt;Ma in questo mondo, sono pazzo io, o sono pazzi gli altri?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un piccolo Andy Warhol, vive in me&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-116415877477163690?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/116415877477163690/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=116415877477163690&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/116415877477163690'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/116415877477163690'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/11/tu-che-dici.html' title='Tu che dici?'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-116372886621291183</id><published>2006-11-17T02:42:00.000+01:00</published><updated>2006-11-17T03:19:43.623+01:00</updated><title type='text'>Se, una sera in discoteca</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/tender-moments-kim-anderson-forget-me-not-kissing-poster-6684871030646.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/400/tender-moments-kim-anderson-forget-me-not-kissing-poster-6684871030646.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Capita, ogni tanto, che anche io vada in discoteca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La musica è assordante, le luci accecanti, un incantesimo capace di stordirti e assuefarti allo stesso tempo, capace di toglierti il respiro e creare rotanti cerchi intorno alla tua testa. Qualcuno lo chiama sballo, io lo chiamo rottura di coglioni.&lt;br /&gt;Una massa di corpi si muove all'unisono, mentre io, ricoperto di sudore per la maggior parte non mio esco dal branco per sbattermi come un geco stanco contro un muro in cartapesta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Tu non ballare?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ragazza tedesca che mi sta parlando tiene in mano un bicchiere di plastica con aria maliziosa: non riesco a capire quello che mi dice perchè il mastro dei pupazzi sta incalzando con il beat. Annuisco con aria indecisa, non amo far la figura del fesso. &lt;br /&gt;La mia risposta ambigua sembra stupirla, si avvicina e mi rivolge ancora la parola, come se fossimo vecchi amici del liceo: "Io non sono italiano, io vengo di Germania". Poi, come per rinforzare il proprio patriottismo o forse per ostentare una certa sicurezza che ha duplice fondamento nella padronanza della lingua e nell'identificazione come essere pensante, incalza: "Io essere tedesco".&lt;br /&gt;Il fatto che usi il maschile per definirsi mi lascia per un attimo interdetto, anche se potrei essere io ad aver capito male. Se è un uomo, sono davvero troppo ubriaco. Le rispondo con la classe che mi contraddistingue, cercando di essere ironico ma nello stesso tempo interessante, che "Io invece essere italiano, ma parlare come scemo straniero perchè volere mettere lei a suo agio". &lt;br /&gt;Lei sorride: non ha colto probabilmente la sottigliezza del mio colloquiare, probabilmente ha capito che non riesco a sentire bene il suo profumo, perchè si avvicina e si strofina "innavertitamente" sul mio braccio destro. Odora di gelsomino, anche se non ne sono sicuro, non ho mai avuto grande padronanza nel distinguere gli aromi, e questo non fa di me un serial killer psicopatico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dialogo si dipana poi sul classico "delpiùedelmeno", per poi arrivare al fatidico: hai una sigaretta? Io non fumo, e non voglio mentire. Le do un bacio sulla guancia che significa buonanotte, prendo la mia giacca e con lo sguardo che segue i miei calci mi avvio verso l'uscita: amo immaginare lo sguardo di lei che mi buca la schiena con aria interrogativa.&lt;br /&gt;Non darle spiegazione mi ha tolto dall'imbarazzante posizione di renderle noto che, mentre mi raccontava del suo campeggio sul lago di Como, quando era ancora adolescente, non riuscivo a veder altro che un intreccio di braccia che la avvinghiavano e bocche che la baciavano con la passione di un momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erasmus.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Non sarei stato "quello di questa sera", sarei stato semplicemente l'italiano che non c'è stato. O il gay frocio del cazzo italiano, che non l'ha scopata quella sera che non aveva trovato nulla di meglio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-116372886621291183?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/116372886621291183/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=116372886621291183&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/116372886621291183'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/116372886621291183'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/11/se-una-sera-in-discoteca.html' title='Se, una sera in discoteca'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-116346309118573541</id><published>2006-11-14T00:56:00.000+01:00</published><updated>2006-11-14T01:14:25.753+01:00</updated><title type='text'>Non buttiamoci giù</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/Copping-Ophelia.1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/320/Copping-Ophelia.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Io, voi, non vi conosco bene. L'unica cosa che so è che state leggendo questa pagina. Non so se siete felici o no; non so neanche se siete giovani o no. Ma.. cioè, spero che siate giovani e tristi. Se siete vecchi e felici, mi posso immaginare che magari sorridete sotto i baffi leggendo quando dico: mi ha spezzato il cuore. Ricorderete sicuramente qualcuno che vi ha spezzato il cuore, a voi, e penserete: Oh, si, ricordo come ci si sente. Ma non è vero, vecchi gufi contenti. Forse ricorderete di esservi sentiti... diciamo, piacevolmente tristi. Ricorderete di aver ascoltato musica e mangiato cioccolato in camera vostra, o di aver camminato da soli lungo un ponte, imbacuccati in un cappotto sentendovi tristi e coraggiosi. Ma come fate a ricordarvi come ci si sente quando ogni boccone di cibo vi morde nello stomaco? Vi ricordate il sapore di vino rosso che torna su e finisce dentro un water? Vi ricordate quando tutta la notte sognavate che eravate ancora insieme, e la vostra lei vi parla dolcemente e vi tocca, e così ogni mattina vi svegliate e siete costretti a rivivere tutto da capo? Vi ricordate quando vi incidevate le sue iniziali nel braccio, con un coltello da cucina? Vi ricordate quando siete andati troppo vicino all'orlo del binario del metrò? &lt;br /&gt;No? Beh, allora chiudete quel cesso di bocca. &lt;br /&gt;E ficcatevi il sorrisino su per il vostro culo appassito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nick Hornby - Non buttiamoci giù&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-116346309118573541?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/116346309118573541/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=116346309118573541&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/116346309118573541'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/116346309118573541'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/11/non-buttiamoci-gi.html' title='Non buttiamoci giù'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-116281370916952578</id><published>2006-11-06T12:41:00.000+01:00</published><updated>2006-11-06T12:48:29.186+01:00</updated><title type='text'>Vita da romanziere</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/gwyn%20pergamena.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/400/gwyn%20pergamena.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ho iniziato a scrivere un "romanzo". Forse sarebbe meglio definirlo novella, o racconto, però per ora sono ambizioso e punto in alto, a tal riguardo. &lt;br /&gt;Protagonista un personaggio molto simile a me, una vecchia signora, un amico immaginario, e forse un gatto parlante. &lt;br /&gt;C'è posto anche per Wendy di Peter Pan, per alcuni dei miei più intimi amici, e per sentimenti presi a casaccio.&lt;br /&gt;Mi imporrò di scrivere almeno 3 pagine al giorno, altrimenti finisce come le altre cose, che non le porto mai a termine.&lt;br /&gt;Vi terrò informati, fatemi gli auguri!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-116281370916952578?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/116281370916952578/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=116281370916952578&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/116281370916952578'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/116281370916952578'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/11/vita-da-romanziere.html' title='Vita da romanziere'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-116215592790336288</id><published>2006-10-29T21:59:00.000+01:00</published><updated>2006-10-29T22:08:54.393+01:00</updated><title type='text'>Vampiro</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/20030822.0.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/400/20030822.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;È un po’ che non scrivo nulla. No, non sono morto, anche se forse mi darebbe un tocco di cinismo, affermare senza alcuna ombra di dubbio che probabilmente in parte lo sono. Guardo un film senza voglia, mi vengono in mente diverse frasi scollegate tra loro, ma forse se scavo in fondo al mio inconscio, un senso lo trovo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il battaglione, tiene il passo del soldato più lento. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi immagino ad una di quelle feste, quelle che si vedono sempre nei film americani: sono un vampiro, un cazzo di vampiro maledetto che si nutre delle emozioni degli altri: la vedo nell’altra stanza, fasciata nel suo vestito rosso, che parla senza voglia con due idioti che sicuramente non hanno meno voglia di me, di scoparsela. Lo sguardo di lei è magnetico, la principessa non ha ancora trovato un principe che la salvi dai due stronzi. Forse le serve un vampiro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Inutile, come la birra senz’alcool.&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un vampiro non si butta nella mischia, aspetta le sue prede dietro un angolo buio. Due collegiali che non sfigurerebbero sulla copertina di una rivista scandalistica, si baciano appoggiate alla parete. Il sogno americano continua, uno dei due stronzi è andato a prenderle da bere. Non gli basta essere inutile, anche banale. Penso alle raccomandazioni che sua madre di sicuro gli ha fatto, prima che uscisse: non prendere droghe, non bere troppo, torna presto. Saluto con un cenno della testa un’amica d’infanzia, la cui mano termina con la mano del suo di sempre ragazzo. Dovrei invidiare un certo tipo di felicità che sta nella sicurezza della reciprocità, ma questa sera sono un vampiro che ha bisogno soltanto di succhiare emozioni altrui, prima di morire irrimediabilmente di fame.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avvicino la principessa fasciata in rosso, ignoro lo stronzo che sta proponendo di mostrarle la sua collezione di farfalle. Mio dio, gli stereotipi esistono ancora. La prendo per mano, e la conduco lontano. Lo stronzo alle mie spalle rimane con la bocca semi-aperta, mentre il suo amico ritorna con un bicchiere di troppo, ormai. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Voglio cambiare la mia materia preferita.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlo poco alla principessa, mentre si chiede dove mi ha già visto prima. Nella mia mente si alternano le immagini: potrei portarla fuori per un cappuccino, per lasciarla poi col conto da pagare, oppure andare a casa e masturbarmi, pensando a lei. Certo, c’è sempre l’ipotesi che sia talmente fatta da farsi una canna e accettare di venire a letto con me, ma preferisco lasciar fuori quest’ipotesi dalla mia mente: amo le sorprese di questo tipo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Le matricole non si fanno mai, le overdose: il primo anno si passa sempre per stronzi.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La principessa mi segue in camera, le faccio sentire un paio di dischi, mento dicendole che penso a lei, quando le ascolto da solo. Lei si commuove alle lacrime, mi accarezza una mano seduta, a piedi nudi, sul mio letto. Mi bacia, con le lacrime agli occhi. Le asciugo via, per solidarietà, chiedendomi di che colore possano essere le mutande, sotto un vestito rosso. Ci tengo, a certe cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Quand’è l’ultima volta che ho scopato da sobrio?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sveglio. Solo, nel mio letto. Non sono morto, anche se forse mi darebbe un tocco di cinismo, affermare senza alcuna ombra di dubbio che probabilmente in parte lo sono.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-116215592790336288?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/116215592790336288/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=116215592790336288&amp;isPopup=true' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/116215592790336288'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/116215592790336288'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/10/vampiro.html' title='Vampiro'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-116032721263968861</id><published>2006-10-08T18:59:00.000+02:00</published><updated>2006-10-08T19:14:32.266+02:00</updated><title type='text'>Audrey</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/vtl_40.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/400/vtl_40.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;"&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Audrey_Hepburn" target="_blank" rel="nofollow"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Audrey Hepburn&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;was the best that we could possibly be. She was perfectly charming and perfectly loving. She was a dream; And she was the dream that you remember when you wake up smiling." &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Si, la bellezza ideale esiste. Peccato che appartenga a un'altro tempo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-116032721263968861?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/116032721263968861/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=116032721263968861&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/116032721263968861'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/116032721263968861'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/10/audrey.html' title='Audrey'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-115970747275552063</id><published>2006-10-01T14:34:00.000+02:00</published><updated>2006-10-01T15:01:57.406+02:00</updated><title type='text'>Ma era una serata bellissima</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/geranio.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/400/geranio.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ripensavo a quel film. Non era nè inverno nè estate, siamo stati - quanto, due ore? - su quelle scomodissime poltrone, che però è il miglior cinema che si potesse offrire. Quel cinema che una volta non era un multisala, dove se volevi andare a vedere l'ultima pellicola americana, dovevi aspettare almeno un paio di settimane.&lt;br /&gt;Quel film non era stato poi un gran bel film, anzi forse siamo stati entrambi delusi, ma sinceramente non ce lo siamo detti: io non volevo deluderti, e tu forse sai mentire meglio di me. Io stavo iniziando un'università che ancora non sapevo quanto mi avrebbe appassionato, tu mi raccontavi dei tuoi corsi, di come funziona e di tutto il resto. Cazzo, mi interessava sul serio.&lt;br /&gt;Prima di passare a prenderti, mi aveva telefonato quel mio amico che forse conosci: ricominciavamo a frequentarci, a quel tempo, e ricordo che ho davvero pensato che gli volevo bene. Che - si dai - io e lui avremmo dovuto vederci più spesso. Si, proprio così pensavo.&lt;br /&gt;Poi eravamo andati. Tu avevi uno sguardo quasi imbronciato, metteva quasi paura, mentre guardavi il protagonista, con la storia che iniziava a prender forma. Per via del buio, pensavo io. Poco prima che iniziasse il film, dimenticavo, mi avevi parlato di lui, di come non sapevi, di come eri indecisa sul da farsi. Che però eri contenta così, tutto filava.&lt;br /&gt;C'era anche una ragazza antipatica, che conoscevi poco: ricordo di averla immediatamente odiata.&lt;br /&gt;Non ricordo se ero innamorato in quel periodo, forse si, sicuramente di una per cui non ne valeva la pena.&lt;br /&gt;Ricordo solo che in quel periodo, eri sempre più bella. E in quella sala buia, con la maglietta azzurra, lo sguardo imbronciato e illuminato dallo schermo, ti avevo sbirciata. Eri come un richiamo alla vita, mi ero confessato. E forse quella sera - si lo ammetto - un po' ti avevo desiderata.&lt;br /&gt;Poi ricordo di averti portata a casa, forse avevo addirittura contato i battiti del mio cuore, mentre percorrevo quella breve strada, fino a casa tua: quel che è certo è che nn avevo sicuro schiacciato, su quell'acceleratore che in altre occasioni non avevo risparmiato.&lt;br /&gt;Il resto, è storia. Non ricordo bene quello che ho pensato, tornando a casa, quella sera. Non ricordo nemmeno come ho sprecato il giorno dopo, e quello dopo ancora.&lt;br /&gt;Forse è per quello, che proprio oggi ci stavo ripensando, ma allora non potevo saperlo. Una volta a casa avevo bevuto un gocio di birra ghiacciata, e forse avevo anche guardato un pezzo di televisione. Era una serata normale, del resto, come tante.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ma era una serata bellissima.&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-115970747275552063?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/115970747275552063/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=115970747275552063&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/115970747275552063'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/115970747275552063'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/10/ma-era-una-serata-bellissima.html' title='Ma era una serata bellissima'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-115963026582711840</id><published>2006-09-30T17:26:00.000+02:00</published><updated>2006-09-30T17:33:55.983+02:00</updated><title type='text'>Neuroni</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/neuroni.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/400/neuroni.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Come cazzo si spengono, quelle maledette &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pompa_sodio-potassio" target="_blank" rel="nofollow"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;pompe sodio-potassio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; che, nel nostro cervello, stanno alla base di qualunque stato mentale, compresi dunque i sentimenti?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-115963026582711840?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/115963026582711840/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=115963026582711840&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/115963026582711840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/115963026582711840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/09/neuroni.html' title='Neuroni'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-115901705271952105</id><published>2006-09-23T15:04:00.000+02:00</published><updated>2006-09-23T20:24:30.413+02:00</updated><title type='text'>Inaspettato, il bisogno di te</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/lebaiserdutrattoir.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/400/lebaiserdutrattoir.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un bacio, poi un altro e un altro ancora.&lt;br /&gt;Toccarti un fianco, il tuo profumo e il tuo sapore, per la prima volta su di me.&lt;br /&gt;Sono sospiri questi?&lt;br /&gt;Il coraggio ti volta le spalle, il cuore ingordo ne vuole ancora.&lt;br /&gt;Inaspettato, il bisogno di te...&lt;br /&gt;Un bacio, poi un altro. E un altro ancora.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-115901705271952105?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/115901705271952105/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=115901705271952105&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/115901705271952105'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/115901705271952105'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/09/inaspettato-il-bisogno-di-te.html' title='Inaspettato, il bisogno di te'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-115861397103388378</id><published>2006-09-18T22:53:00.000+02:00</published><updated>2006-09-18T23:16:26.716+02:00</updated><title type='text'>The hardest part</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/escp%20106.0.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/400/escp%20106.0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La parte più difficile fu proprio sedersi su quella sedia.&lt;br /&gt;Fu la parte più difficile, spegnere la sigaretta sul bordo del tavolo, alzare lo sguardo e non dire una parola.&lt;br /&gt;La parte più difficile...&lt;br /&gt;La cosa strana fu aspettare una chiamata, un messaggio, o per lo meno uno squillo; fu strano, leggere le vecchie lettere, respirare il tuo profumo sul cuscino.&lt;br /&gt;La parte più difficile fu posare gli occhi sulle vecchie foto, fu riguardare quel buffo film che tanto ti aveva fatto ridere, quella sera che sembravi più bella del solito, in quella maglietta azzurra.&lt;br /&gt;La parte più difficile fu provare a cantare la nostra canzone sotto la doccia, che tanto le lacrime si confondono con l'acqua fredda.&lt;br /&gt;La cosa più difficile fu il ricordo di quel sapore dolce nella bocca, la cosa più strana fu invece scoprire come nessuna delle ragazze intorno a me, in fondo, aveva quel sorriso.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;The hardest part was lettin' go, not taking part... Was the hardest part...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(p.s. Si, la foto l'ho fatta io. E mi piace)&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-115861397103388378?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/115861397103388378/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=115861397103388378&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/115861397103388378'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/115861397103388378'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/09/hardest-part.html' title='The hardest part'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-115833999081632232</id><published>2006-09-15T18:59:00.000+02:00</published><updated>2006-09-15T19:06:30.846+02:00</updated><title type='text'>Se</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/golgota.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/320/golgota.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Questo è un pensiero scritto quasi un anno fa, che pubblicato sul giornale per il quale tuttora lavoro, aveva destato molte critiche.&lt;br /&gt;Oggi, rileggendolo, pensavo a quei momenti, con un sorriso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se Gesù vivesse oggi, non vestirebbe firmato, e non mangerebbe prodotti modificati geneticamente.&lt;br /&gt;Se Gesù vivesse oggi, non guarderebbe i talk show di Costanzo o Bruno Vespa.&lt;br /&gt;Se Gesù vivesse oggi, non farebbe lo scudo umano a baghdad, ma piangerebbe guardando le immagini del coreano che urla non voglio morire in tv.&lt;br /&gt;Se Gesù vivesse oggi, voterebbe a sinistra, e ascolterebbe Pink Floyd, King of Convenience e Police.&lt;br /&gt;Se Gesù vivesse oggi, tramuterebbe gli alcolici in acqua nelle discoteche e fumerebbe una canna con un ragazzo di colore sulla spiaggia.&lt;br /&gt;Se Gesù vivesse oggi non capirebbe i reality show e leggerebbe le poesie di Boudelaire.&lt;br /&gt;Se Gesù vivesse oggi probabilmente si ubriacherebbe a ferragosto e farebbe il bagno nudo al chiaro di luna, se vivesse oggi difficilmente parteciperebbe ad un forum politico.&lt;br /&gt;Se Gesù vivesse oggi non truccherebbe la macchina, se Gesù vivesse oggi il suo migliore amico sarebbe un animatore turistico e si innamorerebbe di una ragazza con gli occhi color del mare e il sorriso ingenuo; se Gesù vivesse oggi non odierebbe chi lo insulta dandogli del capellone senza lavoro, e rimarrebbe disgustato vedendo un suo amico picchiato solo perchè gay, di colore o semplicemente diverso.&lt;br /&gt;Se ne andrebbe, vivesse oggi, rifiutando di darl la vita per questo mondo, per i vari Bush, Berlusconi e potenti del mondo, per Bin Laden o per Saddam, si rifiuterebbe di sacrificarsi per i cori riazzisti negli stadi, per la violenza durante le manifestazioni di pace, per la rovina delle multinazionali, per lo sfruttamento e la violenza sui minori, per gli stupratori e per il turismo sessuale.&lt;br /&gt;Se ne andrebbe con gli occhi lucidi, se ne andrebbe e nessuno nemmeno se ne accorgerebbe.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-115833999081632232?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/115833999081632232/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=115833999081632232&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/115833999081632232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/115833999081632232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/09/se.html' title='Se'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-115739841288928889</id><published>2006-09-04T21:13:00.000+02:00</published><updated>2006-09-04T21:35:44.910+02:00</updated><title type='text'>Addio, presidente</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/GiacintoFacchettiSoloPost.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/400/GiacintoFacchettiSoloPost.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Massimo Gramellini non dovrebbe più occuparsi di calcio.&lt;br /&gt;Lo dice una persona che, da anni ormai, pende letteralmente dalle labbra (o meglio, dalla penna), del giornalista torinese: ho divorato centinaia e centinaia di "Buongiorno", sul quotidiano La Stampa, sorridendo, ridendo e soprattutto crescendo.&lt;br /&gt;Pochi giorni fa ha parlato di Inter, definendola la "nuova" squadra più antipatica del campionato, vista la dipartita ormai, per qualche tempo, della detentrice dell'infelice primato, ovvero la Juventus.&lt;br /&gt;Il fato ha voluto che questa infelice definizione, ironicamente, fosse partorita in stretta concomitanza con la prematura scomparsa di Giacinto Facchetti, bandiera prima e simbolo poi del prestigioso club di via Durini.&lt;br /&gt;Quale squadra, in Italia, può vantare un personaggio di tale spessore? Dolce, burbero e orso forse, ma rappresentante di quei valori che il calcio ha dimenticato...&lt;br /&gt;Quale squadra ha avuto tra le sue fila uno come Peppino Prisco, che con la sua ironia, competenza e equidistanza nelle opinioni, ha fatto divertire e riflettere generazioni di tifosi.&lt;br /&gt;E quale squadra, infine, può vantare un presidente come Massimo Moratti: si, un bambinone stupido al quale i familiari hanno dato un giocattolino perchè non rovinasse le imprese di famiglia, ma nello stesso tempo un proprietario e un presidente "innamorato" della sua squadra, padre prima che datore di lavoro, cui mai sono interessati i profitti ad ogni costo; il suo unico desiderio era che il suo popolo sognasse, coltivasse una fede... Poco importava se poi, anno dopo anno, le soddisfazioni latitavano: ci si beveva su, e pronti a ricominciare.&lt;br /&gt;L'Internazionale di Milano sarà una squadra di perdenti, di illusi, di eterni secondi: urlatelo pure ogni domenica in ogni stadio italiano. Ma l'Internazionale di Milano è una squadra in cui i protagonisti sono Uomini veri, fatti di una pasta di cui si è dimenticata la ricetta. L'antipatia... beh, è un'altra cosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Addio, presidente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-115739841288928889?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/115739841288928889/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=115739841288928889&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/115739841288928889'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/115739841288928889'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/09/addio-presidente.html' title='Addio, presidente'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-115732316016533916</id><published>2006-09-04T00:35:00.000+02:00</published><updated>2006-09-04T00:39:20.176+02:00</updated><title type='text'>Torre di Pisa</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/16296425_dd5d702dee_m.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/400/16296425_dd5d702dee_m.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tutti, a Pisa, si fanno scattare una fotografia, credendosi originali: eccoli mentre, con un sorriso soddisfatto, sorreggono la torre pendente, che probabilmente senza il loro intervento crollerebbe a terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io no. Io a 13 anni mi sono fatto fare una foto mentre con altrettanto soddisfatto sguardo cercavo di spingerla giù, la torre. I pisani increduli non capivano, alcuni livornesi applaudivano divertiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piccoli terroristi alternativi crescono.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-115732316016533916?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/115732316016533916/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=115732316016533916&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/115732316016533916'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/115732316016533916'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/09/torre-di-pisa.html' title='Torre di Pisa'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-115652926662878155</id><published>2006-08-25T20:06:00.000+02:00</published><updated>2006-08-25T20:07:46.643+02:00</updated><title type='text'>Fammi uscire</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/Senza%20titolo-1%20copia.0.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/320/Senza%20titolo-1%20copia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un bambino mi sta urlando che vuole uscire. Lo sento, sento i suoi piccoli pugni picchiare contro la porta, sento il suo isterico pianto farsi largo: io sto seduto su quella sedia, e faccio finta di non sentirlo. Il sole è basso all’orizzonte e sta gettando lunghe impronte su tutto il prato intorno. L’ambientazione è quella giusta per un disco di Belle e Sebastian, una vecchia caa in campagna, l’erba, il tramonto, il profumo di menta misto a quello dell’erba bagnata (già, è piovuto da poco).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BUM, BUM, BUM! “Fammi uscire, non ce la faccio più a star qui dentro, fammi uscire, fammi...”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo interrompo con un rapido movimento della testa, e per un attimo quel bambino insistente la smette di far rumore.Lei è sdraiata li, su una panchina che, abbracciata dalla ruggine, ha un sapore di antico che si sposa alla perfezione con la scenografia. Dorme? Fa finta? questo non lo so. Ha riso, fino a qualche minuto fa, mi ha chiesto di ballare senza musica, ma io non l’ho fatto. Mi imbarazza, e non l’ho voluto fare. Allora lei ha ballato da sola, a piedi nudi sull’erba bagnata, con la gonna bianca da zingara gitana che lasciava intravedere le gambe affusolate; ha ballato con la camicetta annodata in vita, i capelli non lisci e non ricci che ciondolavano davanti al viso, lasciando intravedere solo a tratti i suoi occhi chiusi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Devi farmi uscire, non posso stare qua, ho paura, lasciami uscire, sei cattivo, sei cattivo! CATTIVO!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continua, quel bambino, a insistere. Ma non posso farlo uscire da li, sarebbe un rischio troppo grande. Torno a guardarla: ricordo quando l’ho conosciuta per caso in quella libreria. Lei voleva un libro, io ero li per sentire l’odore della cultura. Mi piace ogni tanto camminare tra gli scaffali, accarezzare le copertine e immaginare quale meraviglioso mondo sia racchiuso in quell’infinita distesa di lettere in ordine solo apparentemente sparso. Da quel giorno l’ho rivista diverse volte, per un caffè, per una birra o addirittura per un film al cinema: ma oggi è diverso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BUM BUM BUM!“Fammi uscire!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno la vedrà mai come la vedo in questo momento. E forse nemmeno io avrò di nuovo un’occasione così grande, se non apro quella porta e faccio uscie quella peste urlante. Lei lo ha fatto, oggi lo ha fatto, per me. Ha aperto alla bimba che da sempre vive in lei. La bimba che da piccola affondava le dita nella marmellata, la bimba che si arrampicava sull’albero per mangiare le ciliegie. E adesso dorme su quella panchina, o fa finta. E aspetta che io apra la mia porta, e faccia uscire il suo compagno di giochi. Devo smettere di crescere, almeno per oggi.&lt;br /&gt;Clack, Clack, Clack.&lt;br /&gt;Un raggio di sole colpisce il bambino che poco prima urlava, che per lo stupore si copre in parte il viso con le manine.&lt;br /&gt;Esci, sei libero. Esci e gioca con lei.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-115652926662878155?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/115652926662878155/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=115652926662878155&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/115652926662878155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/115652926662878155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/08/fammi-uscire.html' title='Fammi uscire'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-115625554409490682</id><published>2006-08-22T16:00:00.000+02:00</published><updated>2006-08-22T16:06:42.993+02:00</updated><title type='text'>Ritorno</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/Senza%20nome.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/400/Senza%20nome.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Fine delle vacanze, almeno per quel che riguarda il blog.&lt;br /&gt;Piccolo bilancio: ho chiuso pensando di aver capito cos'era la felicità. Oggi invece son convinto che non potrò mai più avere a che fare con lei. Si è vero, non bisognerebbe mai considerare una sensazione, soprattutto negativa, come assoluta.&lt;br /&gt;Ma quando la vita nn sembra girare, lasciateci almeno il piacere di piangerci addosso per il tempo necessario. Poi penseremo a risollevarci.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-115625554409490682?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/115625554409490682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=115625554409490682&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/115625554409490682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/115625554409490682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/08/ritorno.html' title='Ritorno'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-115196356813990035</id><published>2006-07-03T23:29:00.000+02:00</published><updated>2006-07-03T23:52:48.230+02:00</updated><title type='text'>Felicità</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/felicita.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/400/felicita.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mi sono scervellato, davvero, lo giuro, non vi sto mentendo.&lt;br /&gt;Ho cercato di capire cosa sia veramente la felicità. Non c'ho dormito la notte addirittura a volte, pensavo di essere sulla strada giusta, poi i pensieri crolalvano su se stessi e rimanevo con l'amaro in bocca. E infelice. Di sicuro dunque la felicità non è cercare di capire cosa sia la felicità stessa.&lt;br /&gt;Potrei scrivere un post di trentamila parole, per elencare la serie di ragionamenti che ho fatto... Però non ne ho bisogno: ho scoperto il segreto!&lt;br /&gt;Bene: chiudete gli occhi e pensateci:&lt;br /&gt;- chi è più felice, tra chi riceve un regalo o chi lo fa?&lt;br /&gt;- chi è più felice tra chi ama e chi è amato?&lt;br /&gt;- chi è più felice tra chi fa una buona azione e chi ne trae i benefici?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ho dubbi a riguardo: la vera felicità sta nel sentirsi dire una semplice parola: grazie.&lt;br /&gt;Quando qualcuno prova gratitudine nei nostri confronti, per qualunque motivo, a quel punto siamo veramente felici. Non serve dire altro, magari rispondiamo un "prego" imbarazzato, ma in realtà anche la giornata peggiore acquista un minimo di senso, se qualcuno ci dice quella parolina magica.&lt;br /&gt;Comincio io dunque. Grazie di aver letto il mio blog. Vi voglio bene&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-115196356813990035?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/115196356813990035/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=115196356813990035&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/115196356813990035'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/115196356813990035'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/07/felicit.html' title='Felicità'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-115193248083204674</id><published>2006-07-03T15:04:00.000+02:00</published><updated>2006-07-03T15:14:40.856+02:00</updated><title type='text'>Comparse di vite altrui</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/desolazione.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/400/desolazione.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ognuno vive la propria vita come se fosse un film, in linea di massima. Anzi è meglio dire che guardando la vita di ognuno, si potrebbe pensare che sia realmente come un film, di cui Ego (ovvero la persona che si considera) è convinto di essere il protagonista. Siamo noi gli eroi; esistono poi diversi attori non protagonisti e qualche miliardo di comparse.&lt;br /&gt;Fa effetto pensarci: nei film c'è sempre uno buono, bello, bravo, simpatico. C'è sempre uno che ha le capacità speciali, che ha la missione da compiere, che salverà il mondo quando gli si presenterà l'occasione; gli altri sono "accessorie" comparse.&lt;br /&gt;Noi tutti pensiamo di essere quell'eroe romantico. Farebbe effetto pensare di essere, in realtà, soltanto la comparsa del "film" del nostro vicino di casa ad esempio.&lt;br /&gt;E forse anche un po' di tristezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando termina quell'illusione, di essere noi l'eroe? Ditemelo, voglio essere pronto per quel momento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-115193248083204674?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/115193248083204674/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=115193248083204674&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/115193248083204674'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/115193248083204674'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/07/comparse-di-vite-altrui.html' title='Comparse di vite altrui'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-115149023739297273</id><published>2006-06-28T12:04:00.000+02:00</published><updated>2006-06-28T18:32:07.703+02:00</updated><title type='text'>Placebo &amp; Positivismo</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/placebo[1].jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/400/placebo%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ieri sera concerto dei Placebo. Ricordo quando li ho conosciuti, Bryan Molko e soci: era forse il ginnasio, il mio amico Pietro mi ha prestato, forse con lo scopo di convincermi a mutare le mie preferenze musicali (ascoltavo infatti 883 e tunz tunz discotecara) i primi due album della band inglese: &lt;em&gt;Placebo&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Without you I'm nothing&lt;/em&gt;. Devo dire la verità: non li ho nemmeno ascoltati, allora. Anni dopo invece il primo concerto, il viaggio interminabile fino a Pordenone (città da non commentare) con gli amici di sempre: il resto è storia. &lt;strong&gt;Grazie&lt;/strong&gt; quindi proprio a quegli amici, che mi hanno aperto "con la forza" un mondo al quale non posso più rinunciare, oggi come oggi: è paradossale quanto io sia diverso rispetto ad allora, grazie soprattutto alla musica e ai libri, ma nel contempo io rimanga un quattordicenne sempre e comunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è questo comunque l'argomento del post, ma più che altro una considerazione venutami in mente non più di due giorni fa, sviluppando la nuova "Teoria del positivismo sempreecomunque", di Domenico Spagnolo in arte Cico: ogni cosa brutta che succede nel quotidiano, può essere vista come l'unico modo possibile che la vita aveva per evitarci un male peggiore.&lt;br /&gt;Buchi una ruota, devi fermarti per cambiarla, magari sotto un acquazzone: bestemmi, ti incazzi contro il fluire cosmico degli eventi... In realtà ti sei appena salvato da un incidente mortale, visto che 25 km più avanti un tizio non avrebbe rispettato lo stop, e ti avrebbe accarezzato con il radiatore le tempie. Ad esempio. La teoria prevede vari livelli di "salvaguardia" della natura rispetto all'individuo, a seconda della gravità degli eventi successivi, ma anche riguardo il fattore temporale: ad esempio, la tua ragazza ti lascia e si mette con un camionista polacco, il cui bicipite ricorda il tuo torace. Soffri e stai male come un cane, perchè l'amavi; in realtà ti sei salvato, perchè l'avresti sposata, avreste avuto un figlio, il quale a sedici anni dopo un colpo di sole avrebbe ucciso con una mazza da baseball (regalatagli per il suo quindicesimo compleanno) te e la stronza che ti ha appena lasciato.&lt;br /&gt;Quindi, la prossima volta che un piccione ti lascia un ricordino sul vestito nuovo, mentre vai a un importante appuntamento di lavoro, e ti devi fermare a una fontanella per pulirti, o tornare addirittura a casa per cambiarti... Non ti lamentare: ti hanno appena salvato la vita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-115149023739297273?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/115149023739297273/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=115149023739297273&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/115149023739297273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/115149023739297273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/06/placebo-positivismo.html' title='Placebo &amp; Positivismo'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-115090510381581279</id><published>2006-06-21T17:14:00.000+02:00</published><updated>2006-06-21T17:56:49.070+02:00</updated><title type='text'>What's my age again?</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/Enrica%20sorriso[1].0.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/320/Enrica%20sorriso%5B1%5D.0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non era una gran canzone, a pensarci bene, &lt;a href="http://www.lyricsondemand.com/b/blink182lyrics/whatsmyageagainlyrics.html" target="_blank" rel="nofollow"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;What's my age again&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; dei Blink 182.&lt;br /&gt;Erano tre americani provenienti da chissà quale underground, rivestiti da tonellate di auto-ironia e voglia di scopare (scusate il termine oxfordiano): melodie composte da al massimo tre (riuscitissimi, percarità) accordi, testi raccolti a bracciate nell'immaginario pre-adolescenziale.&lt;br /&gt;Avrei dovuto odiarli, quelli li. Invece no; una frase di quella canzone mi torna tuttora alla mente, come un monito proveniente da un passato che non mi appartiene: Nobody likes you, when you are 23.&lt;br /&gt;A diciotto anni ti sembra semplicemente una frase ad effetto, urlata al mondo da uno poco più vecchio di te che probabilmente non ci crede nemmeno molto: che problemi vuoi che abbia a piacere uno che vende dischi e butta i soldi da un areoplano in un video. Anzi, cominci forse a credere che è proprio su quello che dovrai battere, in futuro: dovrai darti l'aria di uno sfigato, sempre a metà tra il triste e il misterioso: conquisterai non compassione, bensì ammirazione.&lt;br /&gt;Arrivi poi all'età descritta dalla canzone: tutto sembra andar discretamente bene, hai un numero sufficiente di amici, una persona da amare che risponde con la stessa moneta, ambizioni e prospettive nella media. Non è vero, pensi, che non piaci a nessuno.&lt;br /&gt;Poi succede che le certezze diventano dubbi: le persone amano complicarsi la vita, lo sapevi, ma fino a questo punto?&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il lavoro poi, il lavoro... la scuola e il lavoro&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma si, certe cose si rimarginano, ci vuole solo del tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Guardali, ti fissano, ti giudicano male, ti sottovalutano, non ti stimano...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;A breve le cose cambieranno, i sogni non soni irrealizzabili, puoi fare quello che vuoi. Cazzo, hai poi solo 23 anni...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Nobody likes you when you are 23, ricordi?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Ecco. Cominci a pensare che sia vero. Non è autolesionismo, cercare compassione o trovare scuse. Non piaci a nessuno quando hai 23, 24, 25 anni: non ti danno possibilità, non vogliono sentirti parlare, perchè sei troppo giovane per capire certe cose. Te ne rendi conto solo dai ventitrè anni di certe cose, e poi quando ne avrai circa ventotto\trenta, certe cose non le penserai più: in silenzio ti inserirai in quella società che non ti voleva, e zitto seguirai la scia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A trent'anni però. A 23, 24, 25, cerca di ribellarti, maledizione. Nobody likes you when you are twenty-three, semplicemente perchè non ti piace come sono diventati loro, ecco perchè.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sei confuso, forse, questo post lo dimostra.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-115090510381581279?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/115090510381581279/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=115090510381581279&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/115090510381581279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/115090510381581279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/06/whats-my-age-again.html' title='What&apos;s my age again?'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-115020170865919627</id><published>2006-06-13T14:06:00.000+02:00</published><updated>2006-06-13T14:28:29.086+02:00</updated><title type='text'>Time is running out</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/kinder%20-%20bimbi%20neri%20-%20bella.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/320/kinder%20-%20bimbi%20neri%20-%20bella.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'uomo ha creato il tempo per paura della morte: classificando infatti ogni attimo, anche il più impercettibile, in oreminutisecondi, ha la possibilità di avere un certo controllo sulla vita che passa, sulle azioni che si susseguono. So ad esempio che tra 14 minuti esatti andrò a studiare, so che tra sei ore circa mangerò cena, che tra due giorni ho un esame, che tra un mesetto andrò in vacanza, che tra una cinquantina d'anni dovrei morire. Da sicurezza tutto questo.&lt;br /&gt;Però l'uomo ha fallito. Infatti proprio questa necessità di sminuzzare la vita in piccolissime porzioni di esistenza da catalogare ha creato la morte e la fine di tutto, e più ci penso meno mi capacito di come abbiamo fatto ad essere così stupidi... Sono gli anni che passano, non noi: abbiamo posto un timer all'esistenza, razionale e necessario forse, ma pur sempre auto-imposto.&lt;br /&gt;Perchè dico ciò? Perchè in Africa, dove il tempo non esiste, dove nessuno ricorda quando è nato, la vita non finisce mai: ecco che la morte non è più il fermarsi di un orologio, oppure l'esplosione dopo il &lt;em&gt;countdown&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Il mio amico Samba giura che un suo parente, in Senegal, vive da sempre, da prima ancora che i nonni dei nonni dei miei nonni venissero al mondo. E io gli credo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-115020170865919627?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/115020170865919627/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=115020170865919627&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/115020170865919627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/115020170865919627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/06/time-is-running-out.html' title='Time is running out'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-114958622274726135</id><published>2006-06-06T11:29:00.000+02:00</published><updated>2006-06-06T11:30:22.746+02:00</updated><title type='text'>Epitaffio</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/lapide%20copia.0.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/400/lapide%20copia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Chi non ha pensato almeno una volta alla propria morte? A me capita di continuo. Vedo la mia anima che se ne sta ben comoda sdraiata su una nuvoletta, mentre amici e parenti si chiedono come sia stato possibile. Le comari lo ripetono tra se e se, scuotendo la testa: "Così giovane, forse si drogava". Mia madre, poveretta, come se non avesse già abbastanza problemi, prepara il funerale, guardando di tanto in tanto le foto di quando ero piccolo. Mi sento un po' merda, a quel punto, dalla mia nuvoletta, ma la sensazione svanisce all'istante, quando vedo tutta la gente che è venuta per darmi l'estremo saluto. Ma quanti siete? Cavoli ci sono gli amici delle elementari: parlano come se io fossi una parte di loro che se n'è andata... Ma dove cazzo eravate in questi anni, quando il venerdì sera non sapevo cosa fare, e vi chiamavo ma avevate altri impegni? Guarda, c'è anche la mia prima ragazza, la prima a cui io abbia detto ti amo; piange, poggiando la spalla su una che potrebbe essere sua madre. Anche tu però... dove, dove accidenti eri!? Quando ero disperato e volevo rivederti, quando ho provato a chiamarti per un caffè e mi hai detto che non era il caso... Però ecco arrivare, uno dopo l'altro, i miei amici... Hanno dimenticato i piccoli screzi, per un giorno si abbracciano, si salutano, sorridono appena senza saper cosa dire. Guarda, ci sono tutti, c'è perfino quella mia compagna del liceo, che non mi ha mai parlato in cinque anni: se ne sta un po' in disparte, continua a non parlare con nessuno, però c'è. Comincio, sulla mia nuvoletta, ad essere triste. Ci sono i miei parenti più lontani, guarda! Non li ho mai chiamati per natale, per i compleanni, per sapere come stava la zia o come era andato l'esame. Ci sono tutti, abbracciano mio fratello e mia madre, e poi silenziosi si siedono a metà della chiesa. E le mie amiche, quelle che da nemmeno due mesi ho conosciuto in quel locale... Ma stanno piangendo anche loro! C'è anche quella ragazza, a cui non ho avuto il tempo di dire quello che provavo... Sulla mia nuvoletta, mi vengono le lacrime agli occhi. Sembrava il massimo, il giorno del mio funerale: protagonsita per un giorno. Però al tramonto sarò soltanto più un ricordo. Maledetto il giorno del mio funerale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-114958622274726135?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/114958622274726135/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=114958622274726135&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/114958622274726135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/114958622274726135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/06/epitaffio.html' title='Epitaffio'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-114901628172432785</id><published>2006-05-30T19:47:00.000+02:00</published><updated>2006-05-30T21:39:10.340+02:00</updated><title type='text'>De educatione</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/doisneau_scuola.0.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/400/doisneau_scuola.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I bambini, solitamente, non nascono "imparati". Ok, ci sono molte teorie che sostengono che alcuni aspetti dell'uomo sono innati, ma parlando in modo generico, la maggior parte delle informazioni vengono apprese, soprattutto nei primissimi anni d'età.&lt;br /&gt;Non parliamo poi della formazione del carattere, e dell'educazione. Bene, su questo punto vorrei fermare l'attenzione. Ecco alcune delle frasi con cui un bambino o una bambina media, nella propria primissima infanzia (fase pre-operativa, direbbe &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jean_Piaget" target="_blank" rel="nofollow"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;Jean piaget&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, 1896-1980) deve confrontarsi quasi quotidianamente:&lt;br /&gt;- Se non la smetti, lo dico a tuo padre, che ti molla un bel ceffone&lt;br /&gt;- Dammi immediatamente quel foglio, o ti metto in castigo&lt;br /&gt;- Scordati di uscire con i tuoi amici questo pomeriggio&lt;br /&gt;- Adesso fila a dormire&lt;br /&gt;- Mangia la minestra, non ti alzi fino a quando nn è finita&lt;br /&gt;Eccetera&lt;br /&gt;Ma nn è un po' strano? Minacce, sequestro di persona, corruzione, violenza personale, coercizione... sono tutti reati penalmente perseguibili, che in questo caso vengono semplicemente chiamati educazione. Bambini, vi dico una cosa: ribellatevi: se tra di voi c'è un buon avvocato, i vostri genitori sono fottuti.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-114901628172432785?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/114901628172432785/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=114901628172432785&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/114901628172432785'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/114901628172432785'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/05/de-educatione.html' title='De educatione'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-114806885477312042</id><published>2006-05-19T21:35:00.000+02:00</published><updated>2006-05-19T22:00:54.826+02:00</updated><title type='text'>Tragedia vs. Amore</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/lcromeojuliet7[1].jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/320/lcromeojuliet7%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Scusate se probabilmente cadrò nel banale, ma anche questo post tratta d'amore. Non credo sia dovuto a nulla in particolare, semplicemente l'altro giorno, mentre mi recavo con la mia vespa in biblioteca, ho prodotto un ragionamento che, a mio avviso, vale la pena riportare.&lt;br /&gt;La letteratura, il cinema, il teatro, danno di questo abusato sentimento, verosimilmente, la stessa interpretazione. Spiego: libri, film e rappresentazioni con tematiche sentimentali hanno trame differenti e intrecci complicati, ma pressapoco due medesime tipologie di conclusione. I due amanti riescono si a coronare il loro sogno d'amore: a quel punto però ci può essere il finale "americano", in cui la coppia guarda all'orizzonte, con sguardo sicuro e la passione dipinta negli occhi, oppure quello "tragico", in cui uno o entrambi i protagonisti muoiono.&lt;br /&gt;Quindi è semplice capire il nesso: l'innamoramento, quella passione che ci hanno descritto così bene e che catturano la nostra attenzione fino all'ultimo minuto, hanno un senso proprio perchè c'è una fine, che bruscamente interrompe l'azione.&lt;br /&gt;Perchè non ci raccontano mai il "dopo"?&lt;br /&gt;Perchè sarebbe un insuccesso, ecco perchè. Credete forse che Romeo e Giulietta, se non si fossero suicidati sulla scena per toccare il cuore di tutti noi, se fossero veramente riusciti a fuggire verso Modena, non avrebbero un giorno litigato per chi sarebbe dovuto andare a prendere i figli a scuola? E se Rhett non avesse deciso di partire, lasciando Rossella con la celebre "In fondo, domani è un'altro giorno", lei un giorno non sarebbe forse tornata a casa, trovando lui ubriaco, pronto a picchiarla come consuetudine tra l'altro?&lt;br /&gt;Se poi Othello non avesse creduto nel tradimento di Desdemona, ci ricorderemmo di un enorme afro-veneziano col vizio di fidarsi troppo poco del prossimo?&lt;br /&gt;No. L'amore funziona solo quando è &lt;strong&gt;tragico&lt;/strong&gt;, quando al suo apice viene interrotto.&lt;br /&gt;Allora è davvero per sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.s. La foto di Claire Danes, al balcone nel celebre rifacimento in chiave moderna di Romeo and Juliet, centra poco col post, lo so. Però la adoro. Anzi, potrei addirittura dire che tutto quello che ho scritto era semplicemente una scusa per poterla inserire nel blog. Non giudicatemi...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-114806885477312042?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/114806885477312042/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=114806885477312042&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/114806885477312042'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/114806885477312042'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/05/tragedia-vs-amore.html' title='Tragedia vs. Amore'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-114772885652867878</id><published>2006-05-15T23:25:00.000+02:00</published><updated>2006-05-16T09:06:57.446+02:00</updated><title type='text'>Ippopotami</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/img8-3-0.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/320/img8-3-0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Gli scienziati hanno scoperto un fatto molto curioso, almeno secondo il mio parere: gli ippopotami, dopo il primo accoppiamento, rimangono fedeli al proprio "partner" per tutta la vita. Non esiste, insomma, un ippopotamo che divorzi dalla sua ippopotama, non esistono di conseguenza avvocati che abbiano fatto la propria fortuna con gli ippopotami fedifraghi.&lt;br /&gt;La domanda, mi è sorta spontanea subito dopo aver letto questa favolosa scoperta: tra questi "cavalli di fiume" funziona così perchè sono davvero innamorati, oppure semplicemente perchè nel mondo degli ippopotami &lt;strong&gt;l'amore non esiste&lt;/strong&gt;?&lt;br /&gt;Rifletteteci.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-114772885652867878?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/114772885652867878/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=114772885652867878&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/114772885652867878'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/114772885652867878'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/05/ippopotami.html' title='Ippopotami'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-114621815371242091</id><published>2006-04-28T11:31:00.000+02:00</published><updated>2006-04-28T12:01:02.103+02:00</updated><title type='text'>Amore e Psiche</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/amore.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/320/amore.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La statua, non viene creata dal nulla: esiste già nel blocco di marmo, è sufficiente eliminare tutto ciò che sta intorno. Non è la stessa cosa per qualunque sentimento umano? Non sono già lì, mescolati a tutte le sensazioni che ci rendono diffidenti, premurosi, spaventati, che non ci lasciano esporre? L'innamoramento, l'amicizia, l'affetto... sono tutti sentimenti "&lt;a href="http://www.etimo.it/?term=levare" target="_blank" rel="nofollow"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;per levare&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;". Ne sono assolutissimamentissimamentissimamente sicuro. Stop.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-114621815371242091?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/114621815371242091/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=114621815371242091&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/114621815371242091'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/114621815371242091'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/04/amore-e-psiche.html' title='Amore e Psiche'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-114617227037603284</id><published>2006-04-27T22:29:00.000+02:00</published><updated>2006-04-27T23:11:10.496+02:00</updated><title type='text'>Il parere dello psicologo</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/freund.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/320/freund.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Credo, anzi sono sicuro, che quasi tutti gli studenti di &lt;a href="http://www.psicologiaitinerante.it/"&gt;&lt;span  target="_blank" rel="nofollow" style="color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;psicologia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, quando hanno iniziato il loro corso di studi, erano convinti di una cosa: che prima o poi, col susseguirsi dei corsi, degli esami e dei vari tirocini, avrebbero trovato la risposta a tutti gli interrogativi cui la vita ci pone davanti.&lt;br /&gt;Questa convinzione è alimentata da diversi fattori, e non è propria soltanto degli ignari studenti di psicologia: sono molti infatti gli "specialisti", gli "esperti", gli "opinionisti" che riempiono ormai lo &lt;em&gt;share&lt;/em&gt; televisivo, i quali propinano pareri omniscenti, trovando sempre la spiegazione per quell'omicidio, per quella strage, per quel fenomeno. Di Crepèt qualsiasi è pieno non soltanto il piccolo schermo, ma anche gran parte della carta stampata: non mancano poi i quotidiani interventi di psichiatri e psicoterapeuti stranieri, che dalle università della Pensylvennia forniscono statistiche, studi elaborati... Questo "Popolo della psicologia" spiega tutto, insomma.&lt;br /&gt;Ben presto però i "nostri" studenti sarano posti di fronte alla dura realtà: la psicologia, purtroppo, non spiega proprio un cazzo. Anzi, complica tutto; essa pone infatti l'essere umano di fronte ai propri limiti, di fronte al dolore e alla sofferenza che caratterizza la vita di tutti noi. Non propina inoltre risposte da contrapporre a questo dolore, ma in modo del tutto non invasivo cerca di convincere le persone che certi mali non vanno evitati, vanno semplicemente accettati e sopportati. Grazie tante, vien da dire. Col passare del tempo, però, ci si rende conto che se davvero si capisce quel piccolissimo concetto, forse è davvero più facile, questo mondo. Lo studente di psicologia a quel punto ha due strade davanti: diventare un Paolo Crepèt qualsiasi, e far credere all'uditorio di possedere la risposta a tutto, soddisfacente e rassicurante, oppure far capire ad amici, parenti e conoscenti tutti che non è "il male" ciò su cui dobbiamo porre l'attenzione, ma bensì ciò che ci spinge a identificare "il male" e, soprattutto, il perchè decidiamo di confidarci con una persona, che sia essa uno psicologo, un genitore, un amico. &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Dalla relazione con l'altro, si può capire veramente come sfuggire la sofferenza.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Questo, la gente non lo sospetta. Molto più facile affidarsi a una risposta scientifica, a paroloni quali "complesso edipico", "fissazione orale", "edonismo"... Come se poi con una piccola medicina si potesse, identificato il male, guarire completamente... Vaffanculo, psicologia, ci hai davvero fregati tutti. E ce lo meritiamo, in fondo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-114617227037603284?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/114617227037603284/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=114617227037603284&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/114617227037603284'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/114617227037603284'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/04/il-parere-dello-psicologo.html' title='Il parere dello psicologo'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-114520112923051155</id><published>2006-04-16T17:11:00.000+02:00</published><updated>2006-04-18T14:46:27.250+02:00</updated><title type='text'>Effetto Placebo</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/koh-placebo.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/400/koh-placebo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ci sono quelle sere in cui, cazzo, ti senti davvero una merda.&lt;br /&gt;Prima di tutto l'abbigliamento non funziona: le scarpe sono sporche, i jeans cadono peggio della pelle di uno stoccafisso appeso ad un gancio all'esterno di un negozio in riva al mare, la maglia ha il colletto troppo alto, perfino le maniche sono sbordate e asimmetriche.&lt;br /&gt;Ti sei visto i capelli, poi? Sembra che ti sei appena tolto il casco dopo un intero granpremio di formula uno, in estate. La barba poi... Quant'è che non te la fai? Una settimana almeno. Sembri un comunista, ti dice tua nonna. Non apriamo questa parentesi, le rispondi tu.&lt;br /&gt;Gli amici sono particolarmente scazzati: si beve in silenzio, si parla in modo qualunquista, si guardano passare le ragazzine in fiore quasi all'unisono. Sembriamo gli spettatori di un incontro di tennis, la testa che si stacca da un culo per incollarsi inesorabilmente su un'altro. E no, non chiamateci sfigati, siamo gli eroi più spietati del mondo, in altre occasioni; questa purtroppo è solo una di quelle sere in cui. Dopo innumerevoli tentativi riesci a trovare la più preziosa delle amiche, sta andando il quel buco di merda a ballare. Dio mio no, non è possibile. Però ci pensi, e ti dici che il fondo già l'hai toccato, stasera, e ci vai. La raggiungi guidando forte, almeno per quei minuti di viaggio ti senti davvero fico e perfetto: le strade deserte devono soltanto badare a te, al tuo piede premuto fino in fondo su un'accelleratore non abituato a ritmi diversi.&lt;br /&gt;Davanti al locale ovviamente nn c'è posto per parcheggiare, ma l'abbiamo già detto che era una di quelle serate, e tu non sei solito lamentarti con ciclo continuativo. Lasci il mezzo a quasi un chilometro di distanza, cammini poi con le mani in tasca e le spalle leggermente alte: è incredibile come cerchi di sembrar un minimo stiloso anche quando nessuno è lì a guardarti. Lo fai per te, unicamente per la tua autostima, e sai che molto di quelloc he succederà dopo dipende da questo. Molti sottovalutano questi momenti, ma tu no.&lt;br /&gt;Arrivi finalmente, e lei è lì che ti aspetta, come avevi sospettato: entrate nel buco e stranamente non vi stupisce il fatto che sia praticamente deserto (le serate di merda sono così). Vi sedete su un divanetto, il solito per la precisione, parlando di voi e dei reciproci futuri. Dopo un po' lei se ne vuole andare, tu sei indeciso sul da farsi, poi decidi di seguirla: ci hai pensato, andare a dormire in momenti come quelli è davvero l'unica soluzione. Poi, mentre esci, la vedi entrare. Non sai nemmeno come si chiama, la vedi però ovunque tu vada, da qualche tempo, e avresti &lt;strong&gt;più volte&lt;/strong&gt; voluto avvicinarla. La vedi, si avvicina, lei ti vede. Passandoti accanto sei sicuro che in quei pochi istanti in cui il tuo sguardo è stato nel suo, lei abbia sorriso. Nonostante tutto continui a camminare, segui la tua amica in strada, ti alzi il bavero della giacca e dopo averla presa sottobraccio camminate quasi danzando verso la macchina. Quella ragazza misteriosa, maledizione, e il suo benefico &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_placebo" target="_blank" rel="nofollow"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;effetto Placebo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;... Tra qualche minuto svanirà, vorresti essere rimasto ancora un po' per prolungarne gli effetti. Ma cammini, quasi danzando, verso la macchina che ti porterà a casa: un'altra serata se ne sta per andare, mentre la pastiglia di zucchero che pensavi fosse una soluzione definitiva, lentamente, si scioglie nello stomaco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-114520112923051155?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/114520112923051155/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=114520112923051155&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/114520112923051155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/114520112923051155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/04/effetto-placebo.html' title='Effetto Placebo'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-114501649339448842</id><published>2006-04-14T13:42:00.000+02:00</published><updated>2006-04-14T14:08:16.453+02:00</updated><title type='text'>Utilità</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/zanzara.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/320/zanzara.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Quanto sono inutili. Un simile commento, son pronto a scommetterlo, è venuto per lo meno in mente a ciascuno di voi, riferito a quei piccoli insetti comunemente conosciuti come &lt;strong&gt;zanzare&lt;/strong&gt;. Poco importa che esse appartengano all'ordine dei Ditteri, sottordine Nematoceri, famiglia Culicidi: sono zanzare. E come tali sono caratterizzate dalla fastidiosa abitudine di succhiare il sangue lasciando uno sgradevole prurito, resa ancor più perniciosa proprio dal fatto che apparentemente esse non hanno un'utilità per il mondo. Senza zanzare, intendiamoci, il la vita di tutti noi andrebbe avanti lo stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene. La prossima volta che penserete: "le zanzare non servono a nulla", per una volta, considerate invece che siete voi che servite alle zanzare, per vivere. Fa uno strano effetto non essere sempre al centro del mondo, vero?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-114501649339448842?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/114501649339448842/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=114501649339448842&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/114501649339448842'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/114501649339448842'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/04/utilit.html' title='Utilità'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-114422591356643528</id><published>2006-04-05T09:52:00.000+02:00</published><updated>2006-04-05T10:31:53.600+02:00</updated><title type='text'>Dichiarazione d'amore</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/Sci8990a.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/400/Sci8990a.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Lo sapevo, mi hai tradito ancora.&lt;br /&gt;Ricordo come fosse ieri, la mia prima dichiarazione d'amore: seduto su una sedia col pagliericcio, i miei piedi che non toccavano terra; mia madre cucinava alle mie spalle, una bibita gigante sul tavolo mi nascondeva in parte il televisore, mentre Matthaeus regalava un sogno che io nella mia fanciullezza non potevo immaginare essere così atteso, sudato, ambito, affossando il Napoli di Maradona. Maradona, il più grande giocatore del mondo, non aveva potuto nulla contro di te. Ricordo l'abbraccio di mia madre, il mio sguardo che rimbalzava mai stanco tra gli occhi di lei e quel fiume umano che invadeva un campo, poco prima terreno di battaglia, ora di festa.&lt;br /&gt;Ho deciso di amare i tuoi colori. E di seguirti. Le prime cicatrici le ho dovute sopportare già da subito, le gioie che mi avevi promesso, però, me le hai donate tutte: solo chi divide questa passione con me sa cosa significa essere innamorati di un simbolo, di un ideale; solo chi ti ama davvero sa rialzarsi da una caduta brusca o da un'illusione per poi tornare, più forte e sorridente di prima, a sedersi su un divano e abbracciare il cane, da solo, per una semplice vittoria inaspettata. Cosa vogliono, adesso, tutti quelli che, ancora, mi coprono di insulti, mi scherniscono e ridono alle mie spalle, godendo nell'unico modo che è loro possibile? Non hanno ancora capito che invece dovrebbero inchinarsi davanti a me, capire che la &lt;strong&gt;mia &lt;/strong&gt;è una vera passione che nasce da dentro? Se non ne faccio una questione personale non è per rassegnazione: non si devono stupire se agli insulti risponderò con un sorriso accennato, guardandoli negli occhi. Devono saperlo, è questo lo spirito romantico maledetto che caratterizza quelli come me.&lt;br /&gt;Mi hai deluso ancora, ancora una volta mi hai tradito. Ma non ti preoccupare, io non farò lo stesso. Sarò nuovamente fedele al sentimento esploso nel cuoricino di quel "me" bambino, seduto davanti a un televisore, mentre Matthaeus, da trenta metri, affossava il Napoli di Maradona. Il più grande giocatore del mondo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-114422591356643528?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/114422591356643528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=114422591356643528&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/114422591356643528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/114422591356643528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/04/dichiarazione-damore.html' title='Dichiarazione d&apos;amore'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-114363609396164883</id><published>2006-03-29T13:36:00.000+02:00</published><updated>2006-03-29T14:43:09.586+02:00</updated><title type='text'>Piccole competizioni quotidiane</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/1600/gocce.0.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5412/2536/400/gocce.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'altra mattina me ne stavo comodamente seduto sul treno delle 7.13 destinazione Torino e guardavo fuori dal finestrino. Recenti statistiche americane dimostrano che non c'è davvero nulla di strano in ciò: infatti il 65% della gente che viaggia su rotaie guarda fuori dal vetro. Questo calcolo incrementa se si limita la nostra analisi soltanto a coloro che durante il tragitto, per scelta o sorte, si trovano seduti vicino al suddetto finestrino (85%), per giungere alla significativa statistica di 98% se si considerano soltanto coloro che viaggiano situati in quella favorevole posizione e non sono in compagnia di amici o conoscenti con cui intrattenersi in conversazione (cosa faccia il restante 2% in questo caso, non è dato saperlo). Bene, mentre il convoglio si trascinava stancamente verso la sua (e mia) meta, condensando in se stesso gli stati d'animo di tutti i pendolari mattutini costretti a svegliarsi, per lo meno, alle 6.30, dovevo trovare un'occupazione per non addormentarmi (e rischiare così di ritrovarmi ad Aosta o, peggio, oltre qualche confine) o per non annoiarmi oltremodo. Insomma, dovevo ammazzare il tempo. Essendo io di mente fantasiosa e soprattutto annoverando nel mio personalissimo "curriculum" anni di animatore oratoriano, non ho mai riscontrato particolari difficoltà nell'inventare piccoli giochi stupidi per adempiere a questa annosa questione del "passatempo": cercai dunque, inutilmente, per almeno dieci minuti buoni, di sfatare l'antico mito secondo cui è impossibile far scivolare lo sguardo sugli oggetti in movimento (anche se a dire il vero, non erano gli oggetti a muoversi, ma bensì il treno), mantendoli a fuoco: sembra infatti che gli occhi umani siano concepiti per "incollarsi" su punti fissi. Sconsolato notai poi che era cominciato a piovere: subito maledii la mia condizione che mutava da "pendolare" a "pendolare-senza-ombrello-o-cappuccio-impermeabile-alcuno). La tristezza svanì però nel momento in cui notai che la precipitazione atmosferica mi dava modo di creare un nuovo gioco che mia vrebbe tenuto occupato per un po', visti gli scarsi risultati ottenuti nei pochi minuti inziali di viaggio con l'altro espediente, prima descritto. Alcune gocce di pioggia infatti si erano posate sulla superficie esterna dei finestrini: grazie al movimento del treno, alcune di esse percorrevano longitudinalmente la lunghezza del medesimo, rincorrendosi in una gara senza ritorno e inglobando con fare cannibalistico tutte le sorelle malauguratamente cadute sul loro percorso.&lt;br /&gt;Decisi dunque di promuovere una vera e propria competizione tra le goccioline gareggianti: notai però dopo soli pochi minuti che una gara di questo tipo non aveva un grande significato sportivo: infatti raramente le particelle acquose prescelte prendevano il via contemporaneamente: la fortunata spinta dal vento per prima, risultava sempre la vincitrice sul traguardo virtuale tracciato da una piccola riga sul vetro (questo probabilmente era dovuto al fatto che le condizoni atomosferiche, la conformazione del tracciato di gara e la composizione delle gocce era pressochè la medesima). Lo sconforto a questo punto era molto: pensai addirittura di distogliere il mio sguardo dal vetro e di (udite udite) studiare un po'. Ecco accadere però il miracolo: nell'ultima gara utile del gran premio su vetro per goccie d'acqua piovana, una delle due partecipanti partì con netto svantaggio temporale, ritrovandosi a rincorrere di parecchi centimetri (potete ben immaginare che, sebbene comunemente pochi centimetri non siano nulla, per una gara di velocità su finestrino ferroviario siano decisivi). La sfavorita però, non perdendosi d'animo, a pochi secondi dall'arrivo accellerò in maniera originale, aggirando sulla destra l'avversaria, superandola e vincendo al fotofinish. Per poco non mi alzai in piedi, urlando la mia gioia a pieni polmoni: era un momento storico per l'umanità intera, anche se le circa trenta persone nel vagone non avrebbero mai potuto capire. Se una semplice, minuscola, sfavorita gocciolina, partita con netto svantaggio per colpa del fato, della sorte o di fattori ignoti allo scibile, riusciva nonostante tutto a trionfare in maniera brillante, voleva dire che c'è davvero speranza per tutti. Ce la può fare l'operaio precario a 8oo euro al mese, ce la può fare lo studente al 4° anno fuoricorso, ce la può fare la casalinga vedova con tre figli. Ce la può fare inoltre uno che sogna di far lo scrittore, o il fotografo, o entrambe le cose, anche se tutto sembra contro di lui.&lt;br /&gt;Erano le 7.46 e Torino era sempre più vicina. Un'altro giorno stava per cominciare. Poco importa se l'ottimismo procuratomi dalla mia eroica goccia di pioggia, avrebbe scemato nell'arco della giornata. Questa è un'altra storia. Ah ah ah.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-114363609396164883?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/114363609396164883/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=114363609396164883&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/114363609396164883'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/114363609396164883'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/03/piccole-competizioni-quotidiane.html' title='Piccole competizioni quotidiane'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24464741.post-114294491358672746</id><published>2006-03-21T13:38:00.000+01:00</published><updated>2006-03-21T13:41:53.596+01:00</updated><title type='text'>L'origine</title><content type='html'>Nasce oggi il mio primo blog. Anzi, spiegamoci meglio: non è effettivamente il primo, dato che ne ho iniziati tanti, ma nessuno mi ha davvero soddisfatto. E nulla mi dice che per quest'ultimo nato il destino sarà diverso. Ma tant'è, se non inizio, non lo potrò sapere. Per ora un semplice ringraziamento è d'obbligo: a Pietro, compagni di classe prima e amico poi, che con la sua capacità innata di stendere i suoi pensieri su fogli informatici, mi ha convinto ad iniziare questa nuova "avventura". Senza di lui, probabilmente starei giocando a scudetto ascoltando un disco scadente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che si apra il sipario&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24464741-114294491358672746?l=endecasillabisciolti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/feeds/114294491358672746/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24464741&amp;postID=114294491358672746&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/114294491358672746'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24464741/posts/default/114294491358672746'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://endecasillabisciolti.blogspot.com/2006/03/lorigine.html' title='L&apos;origine'/><author><name>Cico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06924058139349749809</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
