domenica 29 ottobre 2006

Vampiro


È un po’ che non scrivo nulla. No, non sono morto, anche se forse mi darebbe un tocco di cinismo, affermare senza alcuna ombra di dubbio che probabilmente in parte lo sono. Guardo un film senza voglia, mi vengono in mente diverse frasi scollegate tra loro, ma forse se scavo in fondo al mio inconscio, un senso lo trovo.

Il battaglione, tiene il passo del soldato più lento.

Mi immagino ad una di quelle feste, quelle che si vedono sempre nei film americani: sono un vampiro, un cazzo di vampiro maledetto che si nutre delle emozioni degli altri: la vedo nell’altra stanza, fasciata nel suo vestito rosso, che parla senza voglia con due idioti che sicuramente non hanno meno voglia di me, di scoparsela. Lo sguardo di lei è magnetico, la principessa non ha ancora trovato un principe che la salvi dai due stronzi. Forse le serve un vampiro.

Inutile, come la birra senz’alcool.

Un vampiro non si butta nella mischia, aspetta le sue prede dietro un angolo buio. Due collegiali che non sfigurerebbero sulla copertina di una rivista scandalistica, si baciano appoggiate alla parete. Il sogno americano continua, uno dei due stronzi è andato a prenderle da bere. Non gli basta essere inutile, anche banale. Penso alle raccomandazioni che sua madre di sicuro gli ha fatto, prima che uscisse: non prendere droghe, non bere troppo, torna presto. Saluto con un cenno della testa un’amica d’infanzia, la cui mano termina con la mano del suo di sempre ragazzo. Dovrei invidiare un certo tipo di felicità che sta nella sicurezza della reciprocità, ma questa sera sono un vampiro che ha bisogno soltanto di succhiare emozioni altrui, prima di morire irrimediabilmente di fame.

Avvicino la principessa fasciata in rosso, ignoro lo stronzo che sta proponendo di mostrarle la sua collezione di farfalle. Mio dio, gli stereotipi esistono ancora. La prendo per mano, e la conduco lontano. Lo stronzo alle mie spalle rimane con la bocca semi-aperta, mentre il suo amico ritorna con un bicchiere di troppo, ormai.

Voglio cambiare la mia materia preferita.

Parlo poco alla principessa, mentre si chiede dove mi ha già visto prima. Nella mia mente si alternano le immagini: potrei portarla fuori per un cappuccino, per lasciarla poi col conto da pagare, oppure andare a casa e masturbarmi, pensando a lei. Certo, c’è sempre l’ipotesi che sia talmente fatta da farsi una canna e accettare di venire a letto con me, ma preferisco lasciar fuori quest’ipotesi dalla mia mente: amo le sorprese di questo tipo.

Le matricole non si fanno mai, le overdose: il primo anno si passa sempre per stronzi.

La principessa mi segue in camera, le faccio sentire un paio di dischi, mento dicendole che penso a lei, quando le ascolto da solo. Lei si commuove alle lacrime, mi accarezza una mano seduta, a piedi nudi, sul mio letto. Mi bacia, con le lacrime agli occhi. Le asciugo via, per solidarietà, chiedendomi di che colore possano essere le mutande, sotto un vestito rosso. Ci tengo, a certe cose.

Quand’è l’ultima volta che ho scopato da sobrio?

Mi sveglio. Solo, nel mio letto. Non sono morto, anche se forse mi darebbe un tocco di cinismo, affermare senza alcuna ombra di dubbio che probabilmente in parte lo sono.

16 commenti:

Anonimo ha detto...

Finchè un uomo ha una storia da raccontare non morirà mai. L'ho letto da qualche parte. Forse in Novecento. Non ricordo bene, ma sono fermamente convinta della verità di questa affermazione.
Mi sembra che tu ne abbia tante, di storie da raccontare cico..ed i tuoi canini son troppo corti per succhiare il sangue.
E,già che siamo in vena di citazioni, Fromm diceva che "Il compito principale della vita di un uomo è dare alla luce se stesso".Ergo, quella cazzo di luce, non spegnerla, ma sparala a mille e poi specchiati. Scoprirai un tripudio di fuochi d'artificio.
Un abbraccio.

Anonimo ha detto...

L'ho smepre detto che quando vai in astinenza da sangue dai il meglio di te...

Anonimo ha detto...

una semplice idiota curiosità:
tutto quello che scrivi, l'hai sempre provato sulla tua stessa pelle o qualcosina la inventi per dare emozioni più forti???

fRa_gAv ha detto...

Vorrei sottolineare non solo la bontà di quanto narrativamente tu hai scritto, ma anche la potenza della forma, ispirata e ispiratrice (per me).

Scrivessi di più, sarebbe un bene per la blogosfera.

A presto.

Anonimo ha detto...

Ciao Cico,

io no parlo italiano, mai espagnolo :)

Tengo un Blog español aquí: http://onaberlin.blogspot.com/

Grazie per la tua visita.

Besos,
Ona

Henry ha detto...

molto bello. davvero molto.
grazie

andrea ha detto...

ciao grazie di essere passato....torna pure quando vuoi la porta è sempre aperta, basta che porti del buon vino :) ciao andrea

la rochelle ha detto...

in contemplazione del tuo post da almeno 3 giorni

Anonimo ha detto...

3293720343

Anonimo ha detto...

Lo sai che sai scrivere bene ma purtroppo nella realtà sei tutto meno quello che scrivi.
Ti invito a scrivere ancora di meno e a cercare di portare questo spirito dalle lettere alla vita vera.
Sì, sarebbe meglio fossi morto ma a volte vivere è peggio di morire...

Anonimo ha detto...

Dovremmo imparare a scrollarci di dosso certe stronze che rovinano i nostri sogni e che commentano in modo inappropriato.

Continua a scrivere, sempre...

Anonimo ha detto...

Mi dispiace che quello che ho scritto sia stato preso nel verso sbagliato.
Il mio comunque era un invito non una sentenza :)
E' facile applaudire ma solo le critiche ti fanno migliorare.
Ho sbagliato nel fare un invito del genere in questo blog perchè è una cosa che riguarda solo me e l'interessato e che difficilmente gli amici potevano cogliere.
Era rivolto a noi due e a quello che stiamo vivendo e abbiamo vissuto.
Non credo di essere così importante da rovinare i sogni di nessuno. Sto però lavorando per girare in corto uno dei suoi scritti, magari l'avessi comunicato prima sul blog avrei preso più consensi che commenti negativi ma non sono una ragazza che da peso a queste cose.
Da ora in poi le cose che dirò le dirò solo all'interessato se, come e quando lo vorrò così da evitare queste spiacevoli situazioni.

Anonimo ha detto...

Hey...
Ho trovato il tuo blog x caso, e sono rimasta.. Come dire?! Coinvolta.. Affascinata..
Chi sei...
?

A. ha detto...

passo per la seconda volta di qui..

e di nuovo mi stupisco.

per la forma, per lo stile accattivante.
per i suoni che le tue parole lette una dietro l'altra, producono.


per ciò che scrivi, per quello sotto che nascondi e che fai solo - a tratti- intravedere.

condivido chi per primo invita a non spegnere la luce.
bella questa "stanza"
da starci seduto, spalle al muro ad osservare.
da metterti in mezzo e ballare un ritmo tuo ancheggiando, piedi chiusi.
da buttarti sul divano e ingurgitare lo spettacolo


non c'è davvero da spegnere nessuna luce.

complimenti
;)

Anonimo ha detto...

sai, sono passata da qui x caso....scrivi davvero bene hai uno stile stupendo, molto coinvolgente e affascinante...

Anonimo ha detto...

E' estremamente...L'unica parola che mi viene è affascinante.