mercoledì 15 luglio 2009

Dopo sei mesi


Alcuni di voi si saranno emozionati, ammettetelo, quando è iniziata la storia tra Viola e il nostro eroe. Succede sempre, in fondo, quando le emozioni sono quelle forti: succede lo stesso con Romeo e Giulietta, o addirittura con Jack e Rose di Titanic, per fare due banalissimi esempi.
Facile, direte voi.
Però poi, voi conoscete la vita, sapete come funzionano certe cose. La passione lascia sempre più spazio a piccoli momenti di routine, il gioco di sguardi si affievolisce, le parole si intiepidiscono. Proprio per questo certe storie sono efficaci: perchè non ci raccontano il dopo, rimangono fotografie del tempo in cui tutto e perfetto. Sono storie congelate, immortali.

Abbiamo una telecamera invisibile, capace di andare ovunque. Non abbiamo bisogno di autorizzazioni, non servono in questo caso. Questa telecamera invisibile può infilarsi ovunque, oppure volare a velocità supersonica.
Dall'alto, grazie a questa telcamera invisibile che tutto vede e tutto spia, possiamo scorgere una coppia che cammina tra la folla del centro. Fa caldo, troppo forse, la calca è incredibile e a malapena insopportabile; eppure loro camminano senza farci quasi caso. Riconoscete subito Viola, dallo sguardo profondo e il profumo di fragola (già, questa telecamera sa percepire anche profumi e odori). Sono passati sei mesi, da quella notte in cui pioveva.
Lui le tiene la mano, lei la molla solo di tanto in tanto per dargli una spinta o un piccolo buffetto, quando lui le bisbiglia qualcosa di stupido o di sconcio nell'orecchio sinistro.
Camminano senza fretta: lui sa perfettamente dove andare, mentre lei di tanto in tanto indugia di fronte a qualche vetrina. Lui la tira per un braccio, lei punta i piedi e fa il broncio, ma poi lo bacia e sorride con tutta la faccia.
Entrano in un locale, dove lui l'aveva portata prima di quel fatidico primo bacio, quando tutto sembrava così inspiegabilmente complicato. Lui ordina qualcosa di forte, lei il solito cocktail alla fragola.
Parlano tanto, incuranti del caos e del caldo intorno a loro. Ogni tanto lei si guarda attorno, tamburellando con le dita un ritmo che entrambi conoscono; lui la sbircia in silenzio e si stupisce di quanto sia bella.
Dopo un po' di tempo si alzano e lasciano il tavolino, lei lo prende sottobraccio e si accende una sigaretta.
Prendono un gelato in quel posto poco lontano, poi camminando lentamente si avviano verso casa.
La telecamera li segue fino al portone, poi prende il volo fino al quarto piano e dopo essere entrata dalla finestra li aspetta nel buio dell'ingresso. Per qualche istante non vediamo nulla, poi, quando la porta si apre, la luce del pianerottolo riempie la stanza e il profilo dei nostri due protagonisti che si baciano viene messa a fuoco dall'obiettivo invisibile. Rimangono sull'ingresso a baciarsi un interminabile numero di secondi: lei in punta di piedi, lui le accarezza un fianco e il viso.
Entrano in camera; mentre lei chiude la porta lui, seduto sul letto, la tira a se per un braccio.

Tre ore dopo. Lei dorme appallottolata dentro un lenzuolo, lui la abbraccia a cucchiaino. Questa telecamera legge nel pensiero e nei sogni: lei sta sognando un prato ricoperto di fiori viola, lui sta cercando di contare i battiti del suo cuore.

Ora: probabilmente il sentimento che avete provato, assistendo a questa serata, avrà poco a che vedere con quello di cui parlavamo prima
Ma pensateci bene: è in quei piccoli momenti quotidiani, preziosi e sinceri, così fragili ma potenti allo stesso tempo, che si nasconde il segreto del sentimento più intimo e misterioso della natura umana. Ripensate a ogni singolo secondo a cui avete assistito: bloccatelo nella vostra mente, e assaporatelo finchè non vi riempia la bocca e lo spirito tutto.
Fatto? Beh, sicuramente le certezze che avevate riguardo l'amore, ovvero che poco a poco sia destinato a sbiadire, cominceranno a vacillare. Beh, almeno per me è così.

6 commenti:

rudwig ha detto...

Io te l'ho sempre detto, ma tu non hai mai voluto credermi ed io ogni voltami sono sentita un'idiota cinquantenne che crede ancora alle favole.Ci sono amori che non finisconomai nella routine della noia, ma ogni giorno il tempo aggiunge loro un pezzo di storia in crescendo e tu sai che da quell'inizio che ti ha cambiato la vita non ci sarà mai, per fortuna, ritorno.Bisogna essere molto fortunati nella vita perché questo avvenga, è come essere dei prescelti e non capita a tutti. Oggi forse capisci perché quel 12 settembre del 1979, quando ho incontrato tuo padre, sapevo, già prima di vederlo per la prima volta, che quella sera sarebbe accaduto qualcosa tanto forte da sconvolgermi la vita. Una sensazione, forse il famoso, segreto ed inspiegabile sesto senso delle donne, ammesso che esista, che mi riempiva di eccitazione e calore. Nonostante tutto, ho vissuto con lui - e con te e Angelo - gli anni più belli della mia vita. E' passato tanto tempo, la vita ha preso strade impensate ed è andata avanti, ma forse oggi tu puoi capire perchè sono ancora tremendamente innamorata di lui. Mi manca da morire. Oggi, finalmente, puoi capirmi. E ne sono felice. Perché non esiste nulla di più bello, in una esistenza intera, per quanto numerosi siano i successi e le conquiste, di un amore grandissimo che non finisce mai. Ti voglio bene. E a Viola il grazie di essere finalmente entrata nella tua e, in parte, per quanto ci è concesso, nella vita di tutti noi.

Matteo ha detto...

Il vero amore esiste e non si deteriora. Anzi; è tanto semplice eppure tanto complesso allo stesso tempo. Ti innamori un giorno dopo l'altro, sempre di più, e ti stupisci di come sia possibile non avere il minimo dubbio nella tua compagna. Il problema è che puoi crederci solo dopo averlo trovato.
A me e' successo.

diletta ha detto...

Ciao,
Sono capitata sul tuo blog per caso.Mi ha incuriosito il post:
l'ho letto, ho letto di Viola..., ho sorriso e ho pensato che a volte le cose vanno proprio come devono andare...
che la felicità magari è ad un passo da noi, dietro una porta...che non aspetta altro di essere aperta, ed è bello quando per caso leggiamo qualcosa che ce lo ricorda.
Ciao
Diletta

Kay ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Kay ha detto...

Dove sei finito anche te? tu potrai dire lo stesso di me ma magari... voglio leggerti ancora!

K.

Anonimo ha detto...

chiappeeeeee